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Clima, Bill Gates si sveglia e cambia idea: "Cambiamento climatico non è la fine del mondo, allarmismo e isterismo sono controproducenti"

Il fondatore di Microsoft cambia rotta: “L’allarmismo climatico è controproducente, l’umanità saprà adattarsi. Pensiamo ai poveri, non all’apocalisse”

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Bill Gates (fonte Facebook)

Anche il cofondatore di Microsoft e convinto ecologista Bill Gates si è svegliato e ha cambiato idea sul "cambiamento climatico", su cui lui stesso ha sempre fatto allarmismo, definendolo come la "fine della società umana". Il miliardario ha però recentemente rilasciato dichiarazioni a riguardo, declassando il clima come un problema minore rispetto ad altri come la povertà o la fame e additando l'"isterismo climatico" come "controproducente".

Clima, Bill Gates si sveglia e cambia idea: "Cambiamento climatico non è la fine del mondo, allarmismo e isterismo sono controproducenti"

Bill Gates, cofondatore di Microsoft e una delle persone più influenti del pianeta, ha sorpreso il mondo con un inatteso cambio di tono sul tema del cambiamento climatico. In un lungo articolo pubblicato sul suo sito Gates Notes, il miliardario ha invitato a "lasciare la prospettiva apocalittica" e a concentrarsi piuttosto sul miglioramento della qualità della vita nei Paesi poveri.

"Il cambiamento climatico è un problema serio, ma non sarà la fine della civiltà umana", ha scritto Gates, sottolineando che "le persone potranno continuare a vivere e prosperare in buona parte della Terra per il prossimo futuro". Un messaggio che rappresenta una vera svolta per chi, negli anni passati, aveva definito il surriscaldamento globale “la più grande minaccia per l’umanità”.

Il miliardario filantropo accusa ora un eccesso di “isterismo climatico” che, a suo giudizio, distoglie risorse da emergenze più immediate come la fame, la salute e la povertà. "Nella valutazione costi-benefici, salvare la vita di un bambino con un vaccino è più efficace che ridurre di 0,1 °C la temperatura media globale", ha dichiarato a CNBC.

Gates ha parlato di tre “dure verità”: che il clima non porterà all’estinzione dell’uomo, che la temperatura non è la misura principale del progresso, e che la prosperità economica resta la miglior difesa contro gli effetti climatici.

Il fondatore di Microsoft invita dunque a passare "dal panico all’adattamento", investendo in infrastrutture, energia accessibile e innovazione tecnologica, piuttosto che in restrizioni draconiane su emissioni e combustibili.

L’intervento arriva a pochi giorni dall’apertura della Cop30 di Belém, in Brasile, a cui Gates non parteciperà: un’assenza interpretata come segnale politico di un “nuovo realismo climatico”. Meno allarmi, più pragmatismo — e una critica chiara verso il catastrofismo che, secondo lui, ha reso il dibattito sul clima un fenomeno più ideologico che scientifico.

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