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Ucraina, Usa e Canada si sentono per focus Nato e Zelensky chiama Bill Clinton. Putin: "Nessun negoziato"

Notte di telefonate: Usa e Canada stringono nuovi accordi sulla cooperazione internazionale e Zelensky sente Bill Clinton. Parolin: il Vaticano e Mosca "hanno un dialogo difficile"

Di Maria Melania Barone

09 Agosto 2022

Ucraina, Usa e Canada si sentono per azioni militari Nato e Zelensky sente Bill Clinton

Joe Biden

Gli Usa e il Canada si sentono per discutere dei prossimi piani Nato e della cooperazione dei due paesi in favore dell'Ucraina. Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologa canadese Anita Anand, che hanno insieme concordato di agire simultaneamente sui conflitti internazionali. La telefonata segue immediatamente il colloquio tra Zelensky e Bill Clinton.

Ucraina, Zelensky sente Bill Clinton e chiede di rafforzare sanzioni contro Mosca

Il presidente Volodymyr Zelensky prosegue il suo giro di videoconferenze, l'ultima con l'ex presidente americano Bill Clinton chiedendogli di richiamare l’attenzione della comunità mondiale sui bombardamenti alla centrale nucleare di Zaporizhizhia e sul "terrore nucleare russo". Lo riferisce Unian, aggiungendo che Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno a vari livelli, oltre che per quello personale di Clinton e della moglie Hillary: "Gli Stati Uniti ci stanno aiutando a impedire alla Russia di congelare questo conflitto. Ed è esattamente ciò che la Russia vuole. Sappiamo molto bene cosa succede con i conflitti congelati. Si estendono per anni, decine di anni. Non possiamo permettere che ciò accada".

Il presidente ucraino ha poi chiesto un rafforzamento delle sanzioni contro Mosca. E mentre

Parolin: "Il disarmo è giusto solo se è generale"

Mentre però tutti sono concordi a proseguire e tenere il focus sugli armamenti e sul riarmo ucraino, il Cardinale Parolin lascia un'intervista a Limes in cui dice che non si può chiedere ad un paese attaccato di difendersi, ma "il disarmo è giusto solo se è generale" e aggiunge che "non si può chiedere unicamente al Paese aggredito di rinunciare alla lotta armata", lo ha affermato il cardinale e Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, nel corso di un’intervista alla rivista di geopolitica Limes.
 
Tra la Chiesa di Mosca e quella Cattolica di Roma "il dialogo è difficile". Se qualcuno ha pensato che Papa Francesco potesse intervenire e mettere pace tra i litiganti, può gettare la spugna perchè i problemi del dialogo con Mosca sono evidentemente anche a Roma. Il dialogo tra il Vaticano e Mosca "è difficile", tuttavia "non si è interrotto. Il Papa filorusso? Una semplificazione che non considera l’immediata condanna del pontefice all’aggressione dell’esercito di Mosca. Aggressore e aggrediti non sono mai stati messi sullo stesso piano".

Mosca: "Non ci sono condizioni per un incontro Putin Zelensky"

Il disarmo però non è dietro l'angolo e stanotte dal Cremlino è giunta una nuova notizia: "Non ci sono ancora gli accordi per un confronto tra Putin e Zelensky", chi voleva il disarmo generale di cui parla Parolin sulla rivista diretta da Lucio Caracciolo, può rinunciarvi. 

Tale incontro "potrebbe aver luogo dopo che i negoziatori hanno finito i compiti a casa, e questo elemento ancora non c'è", ha affermato Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino,  rispondendo ad una domanda su una proposta avanzata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan per un incontro al vertice russo-ucraino. Erdogan aveva discusso con Putin di diversi argomenti, tra i quali la guerra in Ucraina, durante un summit svoltosi a Sochi il 5 agosto.
 

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