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Riassunto della guerra in Ucraina: il punto della settimana (2-8 luglio). Dopo Severodonetsk: lo stallo sanguinoso

In questa rubrica, cerchiamo di fare un punto sugli eventi bellici della settimana e capire quali potrebbero essere i nuovi sviluppi. Dopo la ritirata ucraina da Lysychansk, che ha salvato del truppe ucraine da un accerchiamento sanguinoso, il fronte sembra essere più quieto e stabile, almeno nel Donbass. Putin dichiara un rallentamento delle operazioni per ricostituire i battaglioni; gli HIMARS distruggono depositi russi a ripetizione. Intanto, gli ucraini sono a tiro di fucile da Kherson

Di Filippo Marani Tassinari

08 Luglio 2022

Riassunto della guerra in Ucraina: il punto della settimana (2-8 luglio).  Dopo Severodonetsk: lo stallo sanguinoso

Nonostante i rocamboleschi annunci di Putin sul "non aver ancora fatto sul serio" in Ucraina, ormai la guerra ricorda un incontro tra due pugili esausti che, senza riuscire a buttare a terra l'avversario, continuano a scambiarsi colpi. Putin ha dichiarato una generale pausa nelle operazioni per far riposare i soldati e ricostituire i battaglioni (provatissimi dall'assedio di Severodonetsk: si parla fino a 7000 morti in campo russo). Non per questo i cannoni tacciono: l'esercito russo cerca di spingere nel Donbass, fino ad adesso con guadagni marginali. Non c'è dubbio che i lanciarazzi americani HIMARS, che di recente hanno preso a distruggere sistematicamente i depositi russi di munizioni, abbiano avuto un ruolo determinante nel rallentare l'offensiva. Intanto, le forze ucraine hanno portato l'offensiva del Sud fino alle periferie di Kherson, prendendo l'aeroporto di Chernobaivka.

Dopo settimane difficilissime, Kiev tira un sospiro di sollievo. Il fronte è in stallo mentre gli HIMARS cominciano a mordere

Fronte aereo e missili: Forse proprio per reagire all'inattività, Mosca ha dato via a una violentissima campagna di bombardamenti missilistici. Il problema è che quasi tutti i missili "intelligenti" (vale a dire, precisi e moderni) sono ormai esauriti da quattro mesi di conflitto ad alta intensità, ragione per cui si ricorre a vecchie testate sovietiche, imprecise e i più facili da intercettare. Ciononostante, Mosca ne ha ancora migliaia e può dunque bersagliare l'Ucraina con dozzine di salve al giorno. Aspettiamo una crescita nelle vittime civili. 

Si registra invece che la Russia sta lentamente perdendo la supremazia aerea: la piccola aviazione ucraina è sempre più agguerrita e da una mano agli HIMARS nel prendere di mira i depositi russi. Ciononostante, non può realmente competere con la RFA (aviazione russa).

Nord-est/Kharkiv: verso Kharkiv, la situazione appare in deciso stallo da settimane. Dopo l'offensiva ucraina spintasi fino al confine russo, e la controffensiva russa che ha riportato i cannoni a tiro della città, sembra che le forze di entrambi i contendenti siano troppo logorate e sotto personale per azioni decisive. I russi continuano a cercare di spingere, ma per ora, venendo respinti dai contrattacchi ucraini. Le periferia della città vengono continuamente bombardate.

Donbass:media russi hanno festeggiato fortemente la conquista completa dell'oblast di Luhansk. Ciononostante, la situazione non è molto migliore di prima: come abbiamo sostenuto nell'appuntamento di settimana scorsa, l'accerchiamento russo ha fallito nel suo obbiettivo principale di chiudere in un sacca e annientare il grosso delle forze e attrezzature ucraine. Se l'esercito ucraino è, così per dire, "caduto in piedi", il merito è del capo delle forze armate ucraine Zaluzhny, che si è imposto sui sottoposti in loco che avrebbero voluto una resistenza a oltranza, che avrebbero trasformato a tutti gli effetti Severodonetsk in una altra Mariupol. A molti i battaglioni impiegati è stata concessa un pausa per riprendere le forze e integrare i rinforzi: le perdite sono state pesantissime (fino a 7000 unità), specialmente per le sotto-equipaggiate ma determinate forze separatiste della Repubblica Popolare di Luhansk.
Ciò non vuol dire che Putin abbia rinunciato alle proprie ambizioni di conquista. L'offensiva va avanti: gli spetznaz, forze speciale dell'esercito russo, hanno dato il cambio all'esausto gruppo mercenario Wagner, protagonista assoluto della battaglia di Severodonetsk, e sono già operative nell'infiltrarsi presso le posizioni ucraine. Per ora, gli ucraini stanno respingendo bene gli assalti e con contrattacchi mirati hanno ripreso qualche villaggio, ma non sarebbe la prima volta che la determinata resistenza ucraina venga spezzata dalla tenacia dell'attacco russo, che riesce, a quanto a sembra, a tollerare perdite e attrito con una determinazione che lascia sbalorditi gli analisti.

Sud/Kherson: il contrattacco ucraino acquisisce sempre più animo: ormai tutte le linee difensive russe sono state penetrate in più punti e i rumori delle mitragliatrici si sentano già dalla città. L'aeroporto di Chernobaivka, a ridosso delle periferie di Kherson, è in mano ucraina; usando con parsimonia i ridotti stock di munizioni intelligenti per distruggere depositi e concentrazioni di forze russe. In questo, l'esercito ucraino può contare sul supporto di numerosi civili, che a Kherson (a differenza del Donbass, dove molti accolgono favorevolmente le truppe russe) sono tendenzialmente fedeli a Kiev e sono dunque attivi nel passare informazioni sulle posizioni del nemico. Ora l'esercito ucraino si trova davanti a un bivioattaccare la città frontalmente, pur sapendo che i russi la fortificano da settimane e che le perdite saranno altissime (oltre al rischio di morti tra i civili), oppure aggirarla per isolare le forze russe e bloccare i rifornimenti? Di certo, le prossime settimane saranno da seguire con attenzione in quanto foriere di sviluppi decisivi.

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