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Bill Gates: le profezie di un oracolo strabico

In futuro sarà bene ricordare a chi diffonde l’esternazioni dell’oligarca statunitense in ambito sanitario, climatico, ecc. come se fossero verità rivelate in cui credere con fede cieca

Di Marco Pozzi

17 Giugno 2022

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Bill Gates (fonte Facebook)

“Il modo migliore per prevedere il futuro è crearlo”. La celebre affermazione di Peter Drucker deve essere una delle principali fonti di ispirazione di Bill Gates.

Lo è stato nella costruzione e nella trasformazione di Microsoft e lo è stato senz’altro nell’orientare l’attività e gli interessi dell’oligarca statunitense in campo sanitario e farmacologico.

In particolare l’interesse per i vaccini, quasi tutti, ma soprattutto quelli dedicati al Covid - 19, sembra ispirata al motto dell’economista austriaco.

Negli ultimi due anni e mezzo Gates, come un oracolo dotato dell’autorevolezza garantita dal monopolio digitale di Microsoft e dall’occupazione stabile del podio dei più ricchi del pianeta, una sorta di Pizia postmoderna, non ha lesinato previsioni e raccomandazioni in ambito sanitario. Così abbiamo scoperto che gli interessi del Gates “filantropo” si espandono ben al di là del perimetro del mondo digitale e che si concentrano in primo luogo sul settore dei farmaci e della salute pubblica.

Un ambito molto redditizio visto che negli ultimi otto anni i profitti di Gates derivati dagli investimenti sulla sanità hanno prodotto 200 miliardi di dollari.

Attraverso la Bill e Melinda Gates Foundation, l’oligarca statunitense è il secondo finanziatore dell’OMS e ha tra l’altro finanziato con 500mila dollari l’università di Wuhan che collabora con il tristemente noto Wuhan Institute of Virology (WIV).

Ma la Fondazione di Bill Gates ha anche donato un milione e mezzo di dollari all’Eco Health Alliance (EHA) di New York. L’EHA ha finanziato gli esperimenti sui virus chimerici in cui Peter Daszak, presidente di EHA, ha lavorato insieme a Shi Zhengli, la direttrice del Centro di Ricerca di Malattie Infettive del WIV.

La  “bat-woman” cinese, a sua volta, ha partecipato ai test sul potenziamento della carica virale dei virus SARS con finalità bivalente vaccino/arma batteriologica dell’University of North Carolina, finanziati dall’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive - NIAD diretto dal celeberrimo prof. Anthony Fauci.

Non stupisce quindi che Gates sia stato, insieme a Fauci, il principale promotore dell’EVENTO 201 (https://www.centerforhealthsecurity.org/event201/).

Il 18 ottobre 2019(!), solo due/tre mesi prima che tutto iniziasse realmente, il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e la Bill and Melinda Gates Foundation, ha promosso una simulazione chiamata EVENTO 201. Un modello teorico in cui si sono previsti la nascita, lo sviluppo e gli esiti di una pandemia da Coronavirus in modo dettagliato: dal focolaio in Brasile fino alla diffusione in tutto il globo. A parte la geolocalizzazione del focolaio iniziale le analogie con la realtà sono davvero strabilianti. Come lo sono le indicazioni degli analisti coinvolti nell’EVENTO 201 a proposito delle aree di intervento in cui sarebbe stato necessaro sviluppare partnership tra pubblico e privato per rispondere “adeguatamente” a una grave pandemia.

Le capacità predittive di Bill sono davvero strabilianti.

Ha saputo vedere tra i primi l’incredibile e versatile talento di uno degli uomini del momento, il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg.

Tra il primo breve incarico (marzo 2000/ ottobre 2001) e il secondo ben più lungo incarico (ottobre 2005/ottobre 2013) come Primo Ministro del Regno di Norvegia, Stoltenberg ha diretto Gavi Alliance la fondazione finanziata da Bill Gates che opera per promuovere la diffusione dei vaccini a livello globale.

Da Primo Ministro ha sottoscritto l’impegno economico della Norvegia a favore di  GAVI Alliance. La Norvegia, un paese con una popolazione di  4,5 milioni di abitanti, è stato il primo paese a finanziare la GAVI Alliance ed è tuttora il secondo più importante donatore dopo la Gates Foundation.

Dagli esordi a oggi  l’impegno totale della Norvegia nei confronti di GAVI ammonta a 400 milioni di dollari.

In Stoltemberg si saldano le due emergenze che hanno segnato e modificato il paradigma esistenziale del mondo, soprattutto quello occidentale, negli ultimi due anni e mezzo: PANDEMIA e GUERRA.

Proprio in virtù delle note doti predittive ha fatto specie la recente correzione di rotta rispetto alla pandemia e al vaccino. 

Durante una puntata del podcast “92Y Talks”.

registrato a New York e condotto da Fareed Zakari della CNN, Gates ha infatti affermato che la reale portata della pandemia è stata ampiamente sopravvalutata: “Nel 2020 non avevamo capito quale fosse il reale tasso di mortalità. In realtà era molto più basso. Così come non avevamo chiaro che la malattia colpisse principalmente le persone anziane, in una modalità simile all’influenza(!), anche se con una sintomatologia leggermente diversa”.

L’ammissione di Gates sulla sovrastima della mortalità prodotta dal virus contraddice quanto da lui stesso affermato e sostenuto con fermezza nei due anni precedenti e mette in dubbio la modalità di gestione stessa della epidemia propugnata da Gates stesso e da Fauci.

Nella conversazione tra Gates e Zakaria, si può ascoltare l’ammissione di Gates a partire dal minuto 24. Da letale peste del nuovo secolo il Covid si è trasformato in semplice influenza o poco più anche nella rilettura di Gates. Il miliardario statunitense ha poi ammesso anche gli errori nella gestione dell’emergenza a scuola: “Se avessimo saputo tutto ciò che sappiamo oggi, probabilmente avremmo chiuso le scuole molto meno spesso di quanto abbiamo fatto durante la pandemia”. Gates ha anche messo in discussione i limiti imposti all’attività didattica evidenziando come abbiano causato “deficit di apprendimento”, soprattutto nei più piccoli, fino a 12 anni di età.

Gates ha anche ammesso quello che sempre più spesso emerge da serie ricerche pubblicate sulle più importanti e prestigiose riviste scientifiche, ovvero che “le vaccinazioni non fermano l’infezione della variante Omicron, soprattutto tre o quattro mesi dopo la somministrazione”.

Questo podcast è prezioso perché ci consegna un Gates tutt’altro che preveggente e infallibile.

In futuro sarà bene ricordare a chi diffonde l’esternazioni dell’oligarca statunitense in ambito sanitario, climatico, ecc. come se fossero verità rivelate in cui credere con fede cieca che al massimo si tratta di ipotesi se non di profezie di un oracolo strabico.

Di Marco Pozzi

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