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Chi è Jennifer Wenisch, la donna tedesca che fece morire di sete una bambina

Jennifer Wenisch è stata condannata a 10 anni: ecco chi è la donna che fece morire di sete una bambina dopo essere entrata nell'ISIS

25 Ottobre 2021

Chi è Jennifer Wenisch, la donna tedesca che fece morire di sete una bambina

Fonte: Facebook

Donna, tedesca di 30 anni, resasi colpevole di aver ucciso una bambina di 5 anni: ecco chi è Jennifer Wenisch, condannata nella giornata di lunedì 25 ottobre a 10 anni di carcere. La Wenisch era stata accusata di crimini di guerra e omicidio e e l'accusa per lei aveva chiesto l'ergastolo, ma alla fine è arrivata solo una pena ridicola di 10 anni di carcere. Aveva lasciato il suo paese d'origine per unirsi ai terroristi in Medio Oriente. Qui aveva lasciato morire di sete una bimba Yazidi di appena 5 anni, schiavizzata dai terroristi.

Chi è Jennifer Wenisch

Wenisch si era convertita all'Islam nel 2013 e si era unita all'ISIS l'anno seguente. Nel 2015 era stata reclutata dalla cosiddetta "polizia della moralità" che pattugliava le strade di Fallujah per garantire che gli abitanti rispettassero le regole di abbigliamento e di comportamento pubblico dei jihadisti. I procuratori tedeschi dicono che Wenisch e suo marito, un militante del califfato, hanno comprato una donna della minoranza Yazidi e sua figlia di cinque anni come "schiave" nel 2015. 

A un certo punto la bambina si era ammalta e aveva urinato involontariamente sopra un materasso. Il marito di Jennifer l'aveva dunque incatenata per punirla, facendola alla fine morire di sete. Per l'omicidio, anche la militante islamica è stata giudicata colpevole dal tribunale di Monaco di Baviera, in Germania. Non aveva infatti fatto obiezioni quando il marito, Taha Al-Jumailly, militante dello Stato islamico, aveva incatenato la bimba yazida nel cortile della loro abitazione, sotto il sole, lasciandola morire di sete.

Il processo era iniziato nel 2019. Il giudice Joachim Baier ha condannato la donna per supporto di un gruppo terroristico, concorso in tentato omicidio e in tentati crimini di guerra, e per crimini contro l’umanità. L’accusa ha sostenuto che Wenisch faceva parte nella struttura di comando dell’organizzazione terroristica, che nel giugno del 2014 aveva proclamato la nascita del Califfato. Alla lettura del verdetto, appunto ridicolo se confrontato con l'ergastolo chiesto dal pm, la donna non ha avuto nessuna reazione. "La bambina era indifesa e lasciata sola in una situazione insostenibile. Lei avrebbe dovuto sapere sin dall’inizio che la piccola poteva morire", ha detto il giudice.

Chi è Taha Al-Jumailly, il marito della donna

Anche Taha Al-Jumailly sta affrontando un processo a Francoforte e la sentenza è attesa per la fine di novembre. Per l’Isis, gli yazidi sono adoratori del diavolo e sono loro i responsabili della morte di oltre 3mila yazidi, nonché della riduzione in schiavitù di almeno altri 7mila rappresentanti di questa minoranza. Si tratta di una minoranza religiosa che combina elementi dello zoroastrismo, del cristianesimo, del manicheismo, dell’ebraismo e dell’islam, e per questo combattuta dal Califfato.

Secondo i magistrati tedeschi, la sentenza è rilevante perché ha condannato per crimini contro l’umanità un soggetto che li aveva compiuti fuori del territorio tedesco. In pratica, si è fatta leva sul principio della giurisdizione universale che permette di perseguire i crimini di guerra, compreso il genocidio, avvenuti all’estero. "Non esistono sentenze sufficientemente dure, dal punto di vista di una mamma che ha perso una figlia", ha detto la legale della madre della vittima, Natalie Von Wistinghause.

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