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Covid, 007 di Biden a vuoto su Wuhan. Tesi alternativa della Cina su Fort Detrick

L'intelligence Usa ha consegnato il report sull'origine del coronavirus chiesto dal presidente. Ma non c'è nessuna conclusione sul laboratorio cinese. E ora a Pechino insistono sulla tesi del complotto americano

26 Agosto 2021

Coronavirus

Coronavirus (fonte foto Lapresse)

Un altro buco nell'acqua. Joe Biden sta collezionando insuccessi in questa estate avara di soddisfazioni per il presidente degli Stati Uniti. Dopo la debacle in Afghanistan e la nuova ondata di Covid-19 che sta mettendo a rischio la tenuta sanitaria Usa, ecco il report inconcludente dell'intelligence sull'origine del coronavirus. Deluso dunque chi si aspettava risposte precise sull'ipotesi, alimentata da Donald Trump e non del tutto abbandonata (anzi) né da Biden né dal suo segretario di Stato Antony Blinken, dell'origine artificiale del virus. Secondo questa teoria made in Usa, e ripresa da molti in giro per il mondo, è che la pandemia sia originata da un laboratorio di massima sicurezza della città cinese di Wuhan, dove i "survivor" avevano sintomi legati al Covid persino dopo un anno.

Covid nato nel laboratorio di Wuhan? Il report di Biden è inconcludente

Ipotesi sembra smentita dalla Cina. Il rapporto dell'intelligence era stato ordinato da Biden a fine maggio. Ma il report non è infatti stato in grado di stabilire se il Covid-19, emerso in Cina, sia stato trasmesso all'uomo tramite gli animali o se si sia trattata di una fuga del virus dal laboratorio di Wuhan, primo epicentro della pandemia. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, che cita un funzionario a conoscenza dei fatti, parte del problema è la mancanza di informazioni dettagliate dalla Cina. "Se Pechino non darà accesso a determinati dati, non si saprai mai", ha detto il funzionario che ha parlato a condizione di anonimato. 

Certo che comunque la "pistola fumante" non è stata di certo trovata dall'intelligence americana, e dunque Biden ha un'arma in meno per colpire il rivale strategico cinese. Rivale strategico che da parte sua propone un'altra versione dei fatti. La Cina definisce "politico" il rapporto stilato dalle agenzie di intelligence Usa sulle origini del Covid-19. L'obiettivo dell'iniziativa e' di voler "reprimere altri Paesi", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, osservando che "non possono trarre conclusioni scientifiche sull'origine del virus e causano solo interferenze e danni alla comunità internazionale e alla cooperazione globale contro la pandemia". Gli Usa, ha aggiunto Wang nel briefing quotidiano, "non si preoccupano di come trovare la fonte del virus, ma di come utilizzare la tracciabilità per reprimere altri Paesi e fare solo il proprio interesse". 

Covid, la teoria del complotto della Cina sul laboratorio di Fort Detrick

Ma, soprattutto, la Cina ha sfruttato l'occasione del report a vuoto per rilanciare la sua personale teoria del complotto. "Quali segreti si nascondono a Fort Detrick e negli oltre 200 bio-laboratori statunitensi in tutto il mondo?" ha chiosato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, facendo riferimento a un laboratorio di ricerca biomedica dell'esercito americano che Pechino sospetta essere responsabile dell'origine del virus. Stessa teoria rilanciata da Chen Xu, ambasciatore permanente della Cina alle Nazioni Unite a Ginevra. "Noi abbiamo aperto a indagini sul nostro territorio per due volte, che cosa aspetta l'Organizzazione mondiale della Sanità a indagare anche in territorio americano?" si chiede la Cina. 

Lo scontro sull'origine del virus resterà forte, anche a livello politico.

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