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Tunisia, Borrel (Ue): "Ripristinare l'ordine istituzionale, no alle violenze"

Ieri il Capo di Stato tunisino ha licenziato il premier e sospeso il Parlamento. Ore di dure proteste in Tunisia. Interviene anche Luigi Di Maio

27 Luglio 2021

Tunisia, Borrel (Ue): "Ripristinare l'ordine istituzionale, no alle violenze"

fonte Facebook Josep Borrell

Non si fermano gli scontri in Tunisia e Josep Borrell, alto rappresentante dell'Unione europea dal dicembre 2019, lancia un appello all'intero Paese e chiede "il ripristino della stabilità istituzionale, e in particolare la ripresa dell'attività parlamentare, il rispetto dei diritti fondamentali e l'astensione da ogni forma di violenza". Poi aggiunge: "L'Ue segue con attenzione gli sviluppi. Le radici democratiche del Paese, il rispetto dello Stato di diritto, della Costituzione devono essere preservati".

Tunisia, Borrel (Ue): "Ripristinare l'ordine istituzionale, no alle violenze"

Oltre a Borrell a lanciare un appello alla Tunisia è anche il presidente tunisino Kais Saied, che, dopo aver deciso di sospendere per 30 giorni l'attività del parlamento e di licenziare il premier Hichem Mechichi, dice: "Chiedo alla gente di mantenere la calma e di non cedere alle provocazioni. Non voglio vedere nemmeno una sola goccia di sangue". Saied può contare sull'appoggio del potente sindacato Ugtt, il quale si è dichiarato favorevole alla decisione del presidente, sottolineando però che le misure eccezionali dovranno essere accompagnate da garanzie costituzionali per i cittadini tunisini.

Intanto l'ormai ex primo ministro Hichem Mechichi pubblica una dichiarazione sul suo profilo ufficiale di Facebook in cui accetta di fatto le ultime decisioni adottate dal capo dello Stato. "Trasmetterò le mie responsabilità alla persona che sarà nominata dal Presidente della Repubblica secondo le tradizioni dello Stato, augurando successo alla nuova squadra di governo", afferma. "Viva la Tunisia, libera sempre e gloria al suo popolo", conclude sui social.

Riguardo a quanto sta accadendo in Tunisia interviene anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio che, in collegamento all'evento 'Ponza Prima-Med', dice con fermezza: "Non possiamo che mostrare grande preoccupazione per quello che sta avvenendo in queste ore in Tunisia. Noi confidiamo nel fatto che questa crisi si possa risolvere nell'argine democratico degli strumenti che hanno a disposizione le Istituzioni e il popolo tunisino". 

Nel frattempo sono migliaia i cittadini che continuano a riversarsi nelle strade mentre suonano i clacson delle automobili e danno sostegno al capo di Stato Kais Saied. Questa notte inoltre, tra lunedì 26 e martedì 27 luglio 2021, il presidente della Tunisia si è concesso un bagno di folla nella via centrale della capitale, Avenue Bourguiba, mentre raggiugeva la sede del ministero dell'Interno. Dall'altra parte però il presidente del parlamento nonchè leader del partito islamico Ennhadha Rached si è scagliato contro le decisioni di Saied e ha chiesto ai suoi di aiutarlo a "ripristinare la democrazia". Secondo il politico infatti quello del presidente tunisino è "un vero e proprio colpo di stato". 

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