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Golpe Myanmar: almeno 149 morti dall'inizio delle proteste

Questi i decessi che le Nazioni Unite sono riuscite a quantificare ma sarebbero di più. Intanto proseguono gli arresti arbitrari e e sparizioni

16 Marzo 2021

Golpe Myanmar: almeno 149 morti dall'inizio delle proteste

Continuano le violenze in Myanmar dopo il golpe del primo febbraio: sono almeno 149 le persone morte ora per gli scontri. A quantificarle il bilancio delle Nazioni Unite che, tuttavia, tramite il portavoce dell’Alto commissario per i diritti umani Ravina Shamdasani, ha ribadito di come siano giunte "molte altre notizie di ulteriori uccisioni". Secondo il bilancio, almeno 11 persone sarebbero morte ieri altre 57 lo scorso fine settimana.

L’ufficio dell’Alto commissario Onu ha accusato le forze di sicurezza birmane di aver usato “forza letale in modo sempre più aggressivo" contro manifestanti pacifici e di continuare a prodigarsi in arresti arbitrari. Non solo, oltre ai morti, i sarebbero centinaia di persone detenute ed, altre, addirittura scomparse. Secondo i dati diffusi da Ginevra, più di 2.084 persone restano detenute in modo arbitrario, di questi almeno 37 giornalisti sono stati arrestati. Nelle ultime settimane, inoltre, si sono registrati almeno cinque decessi di persone agli arresti con i corpi di almeno due vittime con segni di torture.

"Siamo fortemente preoccupati per il fatto che la repressione continua a intensificarsi e” ha detto Shamdasani secondo una nota “facciamo nuovamente appello ai militari affinché smettano di uccidere e arrestare le persone". I manifestanti stanno cercando di barricarsi all'interno dei loro quartieri nel tentativo di sfuggire alla repressione delle forze di sicurezza. "Non c'è altra maniera. Dobbiamo continuare a combattere. Vinceremo presto. Hanno ucciso i civili perché non hanno altro modo per mantenere il potere", ha dichiarato Wai Phyo Min, un manifestante della città di Monywa, teatro di proteste quotidiane represse nel sangue. "Cerchiamo di isolare il nostro quartiere costruendo barricate sulle strade. Se non ci difenderemo, verranno nelle nostre strade e uccideranno la nostra gente", ha aggiunto il 33enne Kyaw Kyaw della cittadina di Thaketa, spiegando le motivazioni che spingono i manifestanti a barricarsi all'interno dei loro

L'esercito del Myanmar ha anche arrestato un funzionario di Open Society Myanmar, una fondazione legata al filantropo miliardario George Soros e ha detto che le truppe stanno cercando altri 11 dipendenti sospettati di aver dato fondi agli oppositori del colpo di stato. Il World Food Programme, intanto, ha lanciato l'allarme sul drastico aumento dei prezzi di cibo e benzina dopo il golpe, avvertendo che potrebbe aggravare la situazione delle fasce deboli della popolazione.

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