È ufficialmente aperto il programma delle iniziative e delle attività di Rieti e della sua provincia all’interno del progetto L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Presso il Teatro Flavio Vespasiano, recentementeclassificato come monumento nazionale, si è tenuto l’evento di apertura, denominato “L’Aquila 2026, unagrande avventura per Rieti”, aperto dai saluti istituzionali dei Sindaci di Rieti, Daniele Sinibaldi, e dell’Aquila, Pierluigi Biondi, del Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, dell’Assessore alla Cultura della Regione Lazio, Simona Baldassarre, del Sottosegretario alla Cultura, on. Giammarco Mazzi, del Questore della Camera dei Deputati, on. Paolo Trancassini.
L’evento ha visto la partecipazione dell’orchestra del Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli”, che ha curato la sezione musicale della cerimonia, dell’attore Francesco Pannofino, protagonista di alcuni reading letterari legati alla storia e alla cultura, e di Juliana Moreira, volto noto della tv.
Tra i momenti più significativi dell’evento, il saluto ai partecipanti da parte di due studenti stranieri del Polo Universitario Interateneo, Elijah Kipuluka e Muhammad Shahryar, che hanno sottolineato la vocazione naturale di una Città a misura d’uomo, come appunto Rieti, nel percorso di formazione umana eaccademica.
“La nostra grande avventura in Capitale Italiana della Cultura è quella di lavorare per una Rieti capace di superare chiusure, ritardi, diffidenze – ha esordito il Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi - Il 2026, grazie alla collaborazione con L’Aquila, vogliamo viverlo pensando ed operando per una Città finalmente aperta al cambiamento, al confronto con il resto del Paese e con il mondo, alle contaminazioni che generanoricchezza – umana, collettiva ed economica. Vogliamo lavorare per creare una Città che ponga come priorità, innanzitutto a sé stessa, la voglia di futuro e non soltanto la legittima e doverosa rivendicazione diquanto di positivo è stato vissuto in passato. Questi obiettivi si articoleranno attraverso un processo che punta ad essere il più diffuso possibile nella popolazione e in grado di essere declinato sotto diversi fronti: dal rafforzamento delle infrastrutture culturali, al sostegno al tessuto associativo - vivo ma spesso fragile – passando per la creazione delle condizioni per la nascita e la crescita di un sistema imprenditoriale legato alla cultura, allo spettacolo, alle arti e alla creatività. La cultura è, infatti, anche veicolo di sviluppo socioeconomico e capacità di creare valore aggiunto per il territorio. Ovviamente sarà anche l’occasione per riaffermare a livello nazionale la centralità dell’Appennino centrale con L’Aquila che guiderà questo percorso e con Rieti che farà la propria parte in questa sfida esistenziale per le nostre terre”.
“A Rieti prende forma un impegno condiviso che unisce L’Aquila e Rieti in un “Noi” fatto al contempo di memoria e responsabilità verso il futuro. Un legame che, in un abbraccio simbolico tra le “mille capitali”, affida alla cultura il compito di conferire valore, creare dialogo e dare vita a nuove prospettive per i nostri territori – ha aggiunto il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi - In questo abbraccio c’è anche l’orgoglio di comunità che ritrovano fiducia in sé stesse e scelgono di non essere più marginali, ma protagoniste. Conquesto progetto vogliamo dimostrare che le aree interne possono generare innovazione, opportunità e visione, mettendo al centro i giovani e il loro diritto di restare. Dopo l’inaugurazione dell’Aquila, questo appuntamento a Rieti segna l’avvio ufficiale dell’anno di Capitale italiana della Cultura: un impegno che, dall’Appennino centrale, guarda al domani della Nazione”.
“Il 2026 segnerà per la provincia di Rieti l’ingresso in un grande progetto culturale fondato sull’identità, sulla memoria e sul legame profondo tra i territori dell’Appennino centrale – ha spiegato il Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo - Insieme a L’Aquila e a Rieti, i nostri comuni saranno protagonisti di un racconto condiviso che unisce storia, bellezze naturali e comunità. Un ponte culturale capace di trasformare le aree colpite dal sisma, e non solo in luoghi di luce e di rinascita. Un percorso costruito con i sindaci, le associazioni e le realtà locali, per portare le eccellenze della provincia al centro dell’evento culturale piùsignificativo del 2026”.