15 Gennaio 2026
Andrea Orcel, Ceo UniCredit
UniCredit interviene per chiarire e smentire le recenti indiscrezioni di mercato relative a un presunto interesse del Gruppo per MPS e Generali, ribadendo che le operazioni di fusione e acquisizione rappresentano uno strumento strategico, ma che le voci circolate nelle ultime settimane sono "del tutto infondate e prive di riscontro".
Secondo i rumors raccolti da Il Giornale d'Italia, gli 8 eredi Del Vecchio erano in trattativa con Unicredit per l'acquisto di una quotazione al 17,5%, dal valore di 4,8 miliardi di euro, di MPS e del 10,5% di Generali, per un controvalore di 5,6 miliardi di euro.
Piazzetta Cuccia, però, ha negato l'esistenza della trattativa e a evidenziato che le attività di analisi e valutazione condotte dal team interno dedicato all’M&A rientrano nella normale operatività del Gruppo e non implicano in alcun modo la concreta possibilità che specifiche operazioni vengano realizzate.
Secondo la nota condivisa dall'istituto bancario: "UniCredit ha sempre affermato chiaramente che le operazioni di M&A rappresentano uno strumento strategico per il Gruppo. Il ruolo del team interno dedicato alle operazioni di M&A è di valutare tutte le opzioni, sia all'interno che, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del Gruppo.
Tale attività comporta, in ogni momento, interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target, elementi che non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata.
La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione di M&A è basata esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia di UniCredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario.
In tale contesto, le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in MPS sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell'acquisto di altre partecipazioni.
È motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato".
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