02 Dicembre 2025
Luigi Lovaglio, Ceo Mps
L’indagine sulla scalata a Mediobanca approderà ufficialmente sul tavolo del board di Montepaschi. Da quanto appreso da Il Giornale d'Italia venerdì 5 dicembre il Cda presieduto da Nicola Maione esaminerà le carte dell’inchiesta della Procura di Milano, relativa sul possibile aggiotaggio e "concerto" dei principali azionisti Francesco Gaetano Caltagirone (10,2%) e Francesco Milleri — tramite Delfin (17,5%) — insieme allo stesso Lovaglio. A differenza del gruppo romano e del gruppo della famiglia Del Vecchio, la banca non risulta indagata ai sensi della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Tra i vari temi sul tavolo anche l'avviso di garanzia ricevuto dall'AD di Rocca Salimbeni per l'indagine della procura di Milano sull'alterazione dei prezzi delle azioni di Mediobanca e sull'ops lanciata da Mps su Piazzetta Cuccia.
In tale sede, secondo le fonti contattate da questa testata, il Ceo Lovaglio dovrà spiegare al board i fatti emersi delle intercettazioni telefoniche riportate nel decreto di perquisizione ricevuto con conseguente sequestro di computer e cellulari che lo ha riguardato insieme a Caltagirone e Milleri. La banca ha già incaricato un team di legali esterni per coordinare le attività e mantenere un dialogo costruttivo con la Procura, un approccio definito la settimana scorsa dopo le prime notizie sull’inchiesta.
Il Cda dovrà valutare l’impatto dell’indagine sui requisiti di idoneità del Ceo, che comunque decadrebbero solo in caso di condanna definitiva. L’intero dossier verrà trasmesso anche a Banca d’Italia e Bce. A Siena si teme che questa nuova criticità possa rallentare il percorso di integrazione con la neo acquisita Mediobanca. Il nuovo piano industriale, che Lovaglio intende presentare entro fine marzo, dovrebbe delineare la struttura del gruppo, il delisting di Mediobanca e la sua fusione nella capogruppo.
Sul titolo Mps, la vicenda sta già producendo effetti in Borsa, le azioni hanno perso il 13% dalla chiusura del 26 novembre a quella del 2 dicembre, e potrebbe influire anche sul percorso di rinnovo del Cda, che entrerà nel vivo nelle prossime settimane in vista della scadenza di aprile. La Bce ha approvato il nuovo statuto che introduce la lista del consiglio, salvo novità, l’attuale board dovrebbe presentare la propria lista secondo le regole della nuova legge Capitali. La variazione dello statuto è però soggetta all'approvazione da parte dell'assemblea con almeno 273 dei voti.
Anche Bruxelles è intervenuta sulla vicenda, chiarendo di non avere più competenza sulle decisioni di Mps dopo la privatizzazione, salvo il superamento di soglie antitrust. "La Commissione non commenta indagini penali nazionali", ha spiegato il portavoce Olog Gill, ricordando che "la decisione del 2022 sugli aiuti di Stato non impone più alla banca limiti sulle acquisizioni: Mps è ora libera di adottare le strategie ritenute più opportune".
Intanto, l’assemblea di Mediobanca ha approvato un nuovo statuto che allinea il proprio esercizio contabile a quello di Mps: il bilancio si chiuderà al 31 dicembre e l’assemblea annuale si terrà ad aprile, superando la storica data del 28 ottobre voluta da Enrico Cuccia.
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