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Gas UE, in vigore l'austerity: riduzione 15%, fallito il piano Draghi

Con l'attuazione a partire dal 9 agosto 2022 del Piano Ue che prevede l'austerity sul gas è ufficialmente fallito il piano Draghi: riduzione del 15% del gas per ogni paese europeo

Di Maria Melania Barone

09 Agosto 2022

Mario Draghi, 2022

Mario Draghi, 2022 (fonte: Lapresse)

La lotta al gas russo si è trasformata nella stretta al lumicino di paesi facenti parte delle più grandi economie mondiali. E così mentre Mosca brucia gas perché ha gli stoccaggi pieni, l'Europa stringe la cinghia in nome di una battaglia tutta etica. E' con l'Ucraina che l'Unione Europea riscopre una "moralità" e un'etica mai viste prima. Non le avevamo viste né con la guerra in Libia e tantomeno coi bombardamenti nel Kossovo durante i primi anni '90. Ma oggi la questione è differente: con l'Ucraina l'Europa è disposta a tutto, anche ad andare in recessione.

Austerity del gas: "No al negoziato, sì alla recessione"

Niente negoziato, sì alla guerra. E come diceva Draghi bisogna scegliere: "O la pace o i condizionatori accesi". Dopo la proposta delle sanzioni propinate dalla "finanza armata" di cui Draghi era a capo, così come scrisse il Financial Times, ecco che Bruxelles ci ha tenuto ad accontentarlo. Perché con la riduzione del 15% del gas si rischia davvero di dover tenere i condizionatori spenti. Eppure le intenzioni erano buone, ma "far fronte alla crisi dei prezzi dell’energia nel contesto della guerra in Ucraina" attraverso la riduzione dei consumi sembra quasi un'utopia ambientalista.

Il sistema di interscambio, ovvero, come sottrarre gas a chi ne ha di più

Come faranno le famiglie a tenere sotto controllo il consumo del gas? Chi le controllerà? E se gli obiettivi non dovessero essere raggiunti cosa accadrebbe? Probabilmente una riduzione centralizzata, così come è stata centralizzata la riduzione di gas da parte di Mosca: il 15% del gas dovrebbe così essere tagliato da settembre a marzo 2023, ma "considerato il pericolo imminente per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas causato dall’aggressione militare russa contro l’Ucraina, questo regolamento dovrebbe entrare in vigore con urgenza", si legge nel testo pubblicato ieri nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Il regolamento afferma che i Paesi dell’Ue "faranno del loro meglio" per ridurre il consumo di gas di "almeno il 15%". La riduzione è rapportata a una media del consumo di gas rispetto ai 5 anni precedenti.

L'Italia ha le riserve maggiormente piene rispetto agli altri: attualmente siamo al 75% e probabilmente arriveremo al 90% come previsto entro ottobre grazie al gas algerino, ma se il belpaese dovesse continuare a consumare tanto e non rispettare il calo della riduzione del 15%, potrebbe intervenire il sistema di interscambio a toglierci risorse. Infatti l'Italia stocca gas anche per altri paesi eruropei che potrebbero entrare in emergenza e, in questo modo

Dopo l'autunno verrà testata l'etica della "Nuova Europa"

Il 22 aprile scorso, quando si cominciò a parlare di embargo di gas e petrolio russo, la Bundesbank tedesca annunciò che se ciò fosse stato attuato "la Germania sarebbe caduta in una recessione senza precedenti". Parliamo di uno dei paesi con il maggior numero di piccole e medie imprese che traina col suo Pil (che sfiorava i 4 miliardi dopo le ultime stime, n.d.r.) tutta l'eurozona, ma anche uno dei paesi più energivori e dipendenti dalle risorse russe. Ed è il paese che avrebbe dovuto raggiungere il 100% solare entro il 2050 e che rischia di sprofondare effettivamente in una recessione senza precedenti. Lo testimonia anche l'ultimo report del FMI che vede il mondo intero con una crescita in diminuzione a causa della media abbassata da Usa e Cina, ma per quanto concerne l'eurozona, il giudizio è impietoso ed è tutta colpa della Germania in rapida caduta. L'Italia farebbe meglio di tutti, ma solo per poco. Nel 2023 guai anche per l'economia del belpaese che, evidentemente, rischia di non recuperarsi dall'austerity del gas e dalla riformulazione del piano energetico. Sarà dopo l'autunno che l'etica della "Nuova Europa" verrà seriamente messa alla prova.

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