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Iren, utile netto nel primo semestre 2022 a 133 mln, ricavi a 3.711,6 mln (+85,2%), EBITDA in crescita a 562,7 mln (+9%)


Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren: "Il raddoppio degli investimenti che si attestano a 739 milioni di euro evidenzia la capacità di Iren di rispettare i target prefissati, in particolare sull’economia circolare con quattro nuovi impianti realizzati e sulle rinnovabili con 220 MW installati o in costruzione a soli sei mesi dall’approvazione del Piano Industriale"

28 Luglio 2022

Iren, utile netto nel primo semestre 2022 a 133 mln euro, ricavi a 3.711,6 mln di euro (+85,2%), EBITDA in crescita a 562,7 mln euro (+9%)

Il Consiglio di Amministrazione di IREN ha approvato in data odierna i risultati consolidati al 30 giugno 2022. I Ricavi consolidati al 30 giugno 2022 si attestano a 3.711,6 milioni di euro in aumento del +85,2% rispetto ai 2.003,8 milioni di euro del primo semestre 2021. I principali fattori di incremento sono riferibili ai maggiori ricavi energetici, influenzati per oltre 1.400 milioni di euro dall’incremento dei prezzi delle commodities e per circa 16 milioni di euro da effetto climatico e consumi. Contribuiscono inoltre alla variazione del fatturato, per circa 125 milioni di euro, le attività di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici, favorite dalle agevolazioni fiscali (bonus facciate e superbonus 110%). Infine, le variazioni di perimetro incidono sui ricavi per 27 milioni di euro, in gran parte riferibili al consolidamento di Puglia Holding (ora Iren Green Generation).

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 562,7 milioni di euro, in aumento del +9,0% rispetto ai 516,3 milioni di euro del primo semestre 2021. Contribuisce positivamente al miglioramento del margine l’andamento dello scenario energetico caratterizzato da un prezzo dell’energia elettrica e dell’energia termica in forte incremento rispetto al primo semestre 2021. Infatti, la gestione integrata della filiera energetica ha consentito, in un contesto molto volatile, dinamiche compensative tra gli effetti positivi (margini della produzione elettrica e del calore in aumento, corrispettivi per il capacity market) e gli effetti negativi (margini della vendita di gas e energia elettrica in significativa flessione, forte diminuzione dei volumi prodotti di energia da fonte idroelettrica per effetto della siccità). Complessivamente l’incremento del margine in riferimento alle singole business unit è così suddiviso: Ambiente (+27,7%), Energia (+54,5%), Reti (+4,3%), mentre risulta in forte contrazione la business unit Mercato (-68,0%); quest’ultimo trend è da correlare all’aumento della BU Energia nella logica di gestione integrata della filiera energetica.

Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 282,9 milioni di euro, in aumento del +13,1% rispetto ai 250,2 milioni di euro del primo semestre 2021. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per 23,4 milioni di euro, relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento e maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per 2,0 milioni di euro. Si rilevano inoltre maggiori rilasci di fondi per 11 milioni di euro, relativi principalmente al venir meno di contenziosi con fornitori.

L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 133 milioni di euro, in calo (-31,0%) rispetto al risultato al 30/06/2021.

Il risultato 2022 include l’intero impatto negativo del Contributo di solidarietà stimato pari a 31 milioni di euro sull’anno e si confronta con il risultato 2021 che era stato influenzato positivamente per 32 milioni di euro da proventi fiscali non ricorrenti e per 12 milioni di euro da altre sopravvenienze attive. Escludendo gli effetti non ricorrenti su entrambi i periodi, l’utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti si attesterebbe a 164 milioni di euro, risultando pertanto in crescita del 7,6%. L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 3.398 milioni al 30 giugno 2022, in incremento (+16,9%) rispetto al dato del 31 dicembre 2021. Al riguardo, il flusso di cassa generato dall’attività operativa ha contribuito a mitigare l’effetto degli esborsi effettuati a fronte degli investimenti e delle operazioni di M&A del periodo e dei dividendi erogati.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 739 milioni di euro, in crescita (+2,2x) rispetto ai 338 milioni di euro dello stesso periodo del 2021, di cui 338 milioni di euro di investimenti tecnici, 279 milioni di euro di investimenti finanziari (relativi principalmente all’acquisizione dei parchi fotovoltaici in alcune località pugliesi di Puglia Holding, l’acquisizione della società di vendita Alegas, l’incremento della partecipazione nella collegata SEI Toscana, l’acquisto di alcuni asset di distribuzione gas e degli impianti di generazione idroelettrica di Valle Dora Energia) e 122 milioni di euro inerenti i progetti di efficientamento energetico.

Dal Fabbro: "Incremento significativo degli investimenti sui territori coniugando lo sviluppo con l’attenzione alla transizione energetica e circolare"

“In uno scenario energetico altamente complesso e sfidante, caratterizzato da uno straordinario rincaro delle materie prime che sta mettendo a dura prova cittadini e imprese, il Gruppo Iren ha incrementato significativamente gli investimenti sui propri territori di riferimento coniugando lo sviluppo con l’attenzione alla transizione energetica e circolare. – dichiara Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren – In un contesto ulteriormente aggravato dalla perdurante siccità, Iren ha inoltre dimostrato una forte sensibilità contribuendo alle difficoltà dell’agricoltura garantendo un flusso regolare dei rilasci idrici dai propri invasi. È una crisi senza precedenti, che ci costringerà a rivedere le nostre abitudini di consumo e la gestione delle risorse energetiche e idriche: come Gruppo siamo e saremo al fianco di cittadini e territori per promuovere soluzioni innovative che riducano consumi e sprechi”.

Gianni Vittorio Armani: "Il raddoppio degli investimenti che si attestano a 739 milioni di euro evidenzia la capacità di Iren di rispettare i target prefissati"

“I positivi risultati appena approvati confermano le solide fondamenta del Gruppo e la chiara visione strategica in grado di mostrare resilienza di fronte a uno scenario energetico fortemente volatile – afferma Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren – Il raddoppio degli investimenti che si attestano pari a 739 milioni di euro evidenzia la capacità di Iren di rispettare i target prefissati, in particolare sull’economia circolare con quattro nuovi impianti realizzati e sulle rinnovabili con 220 MW installati o in costruzione a soli sei mesi dall’approvazione del Piano Industriale. Iren, considerato il difficile contesto energetico e il rialzo dei costi delle materie prime, ha impostato anche per il 2022 una politica commerciale verso i propri clienti con contratto a prezzo fisso con un risparmio medio del 30% rispetto ai prezzi dei contratti in regime di maggior tutela. Tali politiche commerciali, nel primo semestre del 2022, hanno parzialmente calmierato i rincari delle materie prime sui clienti finali, evitando a ciascuna famiglia un extra costo di circa 600 euro per l’energia elettrica e il gas per il riscaldamento”.

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