Giovedì, 26 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Webuild: nel 2021 ricavi a 6,7 mld (+40%) e Ebitda a 451 mln (+95%)

Nuovi ordini per 11,3 mld di euro per un portafoglio ai livelli record di 45,4 miliardi di euro. Il CdA proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo unitario di 0,055 euro.

18 Marzo 2022

Salini

Webuild tramite il suo Consiglio di Amministrazione ha approvato il Bilancio Consolidato e il Progetto di Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2021, ed esaminato i “Dati Consolidati Adjusted” al fine di comparare l’andamento gestionale su base omogenea. Il Gruppo Webuild ha chiuso l’esercizio 2021 con risultati in forte crescita e in linea con i target comunicati. Nel corso del 2021, Webuild registra nuovi ordini per €11,3 miliardi con un portafoglio ordini al 31 dicembre 2021 che si attesta su un livello record di €45,4 miliardi per il 92% relativo a progetti legati all’avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Webuild: crescono ricavi (+40%), il risultato netto adjusted è negativo e si attesta a 56 milioni di euro

In termini di geografie presidiate, proseguendo la strategia di derisking, il portafoglio ordini risulta prevalentemente distribuito tra Italia, paesi dell’Europa Centrale e del Nord, Stati Uniti ed Australia - principalmente in segmenti legati alla mobilità sostenibile quali l’alta velocità, il settore ferroviario e il settore stradale - portando al 75% del totale backlog i progetti in queste geografie. Webuild ha adottato negli anni una politica di bidding sempre più selettiva e strutturata basata su un assesment a 360° delle singole iniziative in un’ottica di contenimento del rischio e attenzione alle migliori opportunità, includendo fattori tecnici, economico-finanziari e un’analisi dei rischi sempre più approfondita, facendo leva anche sulla rilevante capacità competitiva, accresciuta grazie ad investimenti in innovazione, Health & Safety e sostenibilità dell’opera e del processo di costruzione.

Con un ruolo determinante in Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per dotare il Paese di infrastrutture adeguate, innovative e sostenibili, il Gruppo ha continuato a consolidare il proprio posizionamento nel mercato domestico, che rappresenta a fine 2021 il 44% del backlog costruction e il 32% del fatturato complessivo dell’anno, raggiungendo livelli in linea con i maggiori peers europei. L’Italia continua ad essere un mercato in forte ripresa, dove, grazie ai fondi messi a disposizione dal PNRR e da fondi complementari del Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, sono attesi ulteriori €24 miliardi di investimenti in grandi opere.

Il trend di recupero delle attività produttive è proseguito anche nel secondo semestre, consentendo di chiudere il 2021 con risultati in forte crescita, nonostante il perdurare della pandemia e le criticità inflattive legate agli approvvigionamenti di materie prime. I Ricavi crescono del 40%, a €6,7 miliardi; l‘EBITDA cresce del 95%, a €451 milioni, superando le performance pre-pandemia. A livello finanziario, l’esercizio registra il miglior risultato dal 2014, evidenziando una posizione finanziaria positiva (cassa netta) di €467 milioni e un debito lordo in calo, pari a €2,65 miliardi. Ad inizio 2022 è stato emesso un nuovo prestito obbligazionario “Sustanaibility Linked”, per un importo pari a €400 milioni, che migliora ulteriormente la struttura finanziaria del Gruppo, estendendo la vita media del debito a 3,7 anni ed incrementando la componente a tasso fisso a oltre l’85%.

La sostenibilità si conferma al centro della strategia di sviluppo, con progetti che porteranno benefici per oltre 89 milioni di persone nel mondo. Il 99% dei ricavi 2021 di Webuild risulta ammissibile alla Tassonomia verde dell’UE, il sistema di classificazione delle attività economiche sostenibili introdotto dall’Unione Europea, confermando il ruolo del Gruppo tra i protagonisti globali della transizione climatica. L’integrazione sempre più sistematica della sostenibilità nella strategia industriale del Gruppo ha permesso di raggiungere significativi progressi su tutti gli obiettivi del Piano ESG.

Ad ulteriore dimostrazione del proprio impegno per la transizione climatica, a fine 2021, il Gruppo ha sottomesso formalmente a Science-Based Target Initivative (SBTi) nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030.

Nel corso del 2021 è stata completata l’integrazione societaria di Astaldi, operazione che ha consentito di raggiungere una parte significativa delle sinergie previste. Il Gruppo sta continuando a mettere in atto un piano più ampio di azioni di efficienza operativa, che prevede il raggiungimento di €120 milioni di risparmi a livello di EBIT entro il 2023, lavorando su overhead, costi diretti e indiretti di commessa. Sempre nell’ambito del Progetto Italia, il Gruppo ha completato l’acquisizione di Seli Overseas, consolidando le competenze tecniche altamente specializzate nel comparto degli scavi meccanizzati di gallerie per le opere in sotterraneo.

Sulla base di questo andamento positivo, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata per il 28 aprile 2022, la distribuzione di un dividendo pari a €0,055 per azione ordinaria e di risparmio.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Dichiarazione Consolidata di Carattere non Finanziario, redatta ai sensi del D.Lgs. n. 254/16, con specifico riferimento a temi ambientali, sociali e di governance. I progetti in corso di realizzazione genereranno benefici per 89 milioni di persone nel mondo (87 milioni nel 2020), in termini di migliore accesso a infrastrutture idriche, energetiche, di mobilità e di pubblica utilità, con una riduzione annua delle emissioni di gas serra pari a circa 24 milioni di tonnellate di CO2 (21 milioni nel 2020).

La transizione climatica rappresenta uno degli elementi cardine della strategia del Gruppo, grazie ad una sempre maggiore focalizzazione su nuovi processi e “cantieri verdi”. Oltre alla sottomissione formale a Science-Based Target Initiative (SBTi) di nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, il Gruppo ha continuato a ridurre le proprie emissioni complessive, che nel 2021 hanno registrato una diminuzione del 7% rispetto al 2020. All’interno dei cantieri dove Webuild realizza le grandi opere il 98% dei materiali di scavo è stato riutilizzato e il 51% dei rifiuti prodotti è stato inviato a recupero, mentre il 35% dell’elettricità utilizzata è stata generata mediante fonti rinnovabili. Il 71% dei materiali è stato acquistato a una distanza massima di 160 km dal cantiere, in linea con i criteri delle certificazioni LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) ed è stato impiegato il 68% di acciai low carbon, ossia con almeno il 90% di contenuto riciclato.

Il valore economico generato dal Gruppo, ossia la ricchezza complessiva creata per gli stakeholder e per i territori, si è attestato a €6.499 milioni nel 2021 (€4.950 milioni nel 2020), di cui il 99% distribuito a fornitori, personale, investitori e finanziatori, pubblica amministrazione e comunità locali. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti nei principali mercati del Gruppo, Webuild ha contribuito alla creazione di 7 posti di lavoro totali per ciascun occupato diretto e ad un moltiplicatore del PIL pari a 3,6 (ossia €3,6 di PIL per ogni euro di valore aggiunto generato dal Gruppo). L’84% del personale è assunto localmente, e ben il 91% degli acquisti viene effettuato su base locale.

Nel periodo Webuild ha continuato a focalizzare i propri sforzi per il raggiungimento di tutti i target previsti dal Piano ESG, allineando sempre più tutte le funzioni aziendali a tali obiettivi:

• Il tasso di intensità delle emissioni: riduzione pari al 50% rispetto alla baseline del 2017; il livello 2021 riflette il completamento di alcuni grandi progetti e l’avvio dei nuovi progetti di recente acquisizione, il cui ramp up si rifletterà nelle emissioni dei prossimi esercizi.

• Il tasso di infortuni con perdita di giornate lavorative (LTIFR): riduzione pari al 31% rispetto alla baseline del 2017 (con target del -40% al 2022).

• La quota di donne incluse nel succession planning delle posizioni chiave si è attestata al 20% raggiungendo con anticipo il target previsto, che è stato innalzato al 25% entro il 2023.

• Gli investimenti aggiuntivi in progetti innovativi sono stati pari a circa €8 milioni (con target di €30 milioni al 2023), raggiungendo la quota record di oltre €111 milioni di investimenti negli ultimi 5 anni. Nel corso del 2021 è stato lanciato il piano “Webuild Next-Gen”, il piano di inclusione dei giovani nelle attività del Gruppo, con le campagne di comunicazione ed informazione per il primo Hackathon di Uniwelab, insieme alla Università di Genova, quella per il Premio Alberto Giovannini, quella per la Scuola di Mestieri e per il Premio “Ingenio al femminile”.

Il Gruppo è entrato a far parte del MIB® ESG Index di Borsa Italiana ed è stato confermato tra i top player di settore nelle valutazioni dei rating ESG emessi da primarie organizzazioni indipendenti quali MSCI (A), CDP Climate Change (B), EcoVadis (livello Gold), ISS-ESG (C+ livello Prime) e VigeoEiris (livello Advanced).

Dai economici consolidati al dicembre 2021 adjusted 

I risultati del 2021, nonostante l’operatività non sia tornata ancora a pieno regime a causa delle restrizioni imposte dalle autorità locali sulla circolazione delle persone e delle forniture a prevenzione della diffusione della pandemia da COVID-19, soprattutto in alcune aree geografiche quali Australia e Medio Oriente, sono in forte crescita rispetto al 2020.

I ricavi adjusted ammontano a €6.691 milioni (€ 4.766 milioni nel 2020), e segnano una crescita su base annua di €1.924 milioni pari al 40%. L’incremento dei ricavi è stato determinato da una progressiva ripresa dell’operatività dei cantieri, seppur non ancora ai livelli produttivi e di efficienza antecedenti alla diffusione della pandemia, oltre che dall’effetto derivante dall’acquisizione del Gruppo Astaldi intervenuto il 5 novembre 2020.

I principali contributi sono relativi allo sviluppo delle attività operative in Italia che beneficiano, tra l’altro, dei positivi effetti derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, tra cui l’Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Milano – Genova, l’Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Verona – Padova e la Strada Statale Jonica 106 Mega Lotto 3, oltre che ad alcuni grandi progetti all’estero tra cui, in particolare, le commesse del Gruppo Lane, il progetto Hurontario Light Rail in Canada, la Linea metropolitana di Perth e l’Impianto idroelettrico di Snowy 2.0 in Australia e le commesse attive in Etiopia.  

L’EBITDA adjusted si attesta a €451 milioni (€231milioni nel 2020), mentre l’EBIT adjusted è pari a €198milioni (€30 milioni nel 2020). L’incremento dell’EBIT adjusted pari a €168 milioni conferma la redditività attesa dei progetti in portafoglio, soprattutto con riguardo alle commesse che hanno fornito il maggior contributo: i progetti ferroviari per l’Alta Velocità/Alta Capacità Milano – Genova e Verona – Padova e l’impianto idroelettrico di Snowy 2.0 in Australia.

La gestione finanziaria evidenzia oneri netti per circa €92 milioni rispetto a €119 milioni del 2020. Tale voce comprende:

- oneri finanziari per €190 milioni (€156 milioni nel 2020);

- proventi finanziari per €88 milioni (€81 milioni nel 2020); - risultato della gestione valutaria positivo, pari a €10 milioni (negativo per €44 milioni nel 2020).

L’incremento degli oneri finanziari, rispetto al periodo precedente, pari a € 35 milioni è stato principalmente generato dalle emissioni di nuovi prestiti obbligazionari, avvenute nei mesi di dicembre 2020 e di gennaio 2021 (Bond € 550 milioni Dicembre 2020 e € 200 milioni gennaio 2020).

La gestione delle partecipazioni adjusted ha contribuito con un risultato negativo di €25 milioni (negativo per €15 milioni nel 2020). Tale voce accoglie il risultato negativo di periodo delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto.

Il risultato prima delle imposte adjusted si attesta a €80 milioni (negativo per €104 milioni nel 2020). Le imposte sul reddito adjusted si attestano a €111 milioni (€60 milioni nel 2020). Il risultato netto adjusted attribuibile ai Soci della controllante è negativo e si attesta a €56 milioni (negativo per €164 milioni nel 2020).

 

Dati finanziari consolidati al dicembre 2021

La Posizione Finanziaria Netta delle attività continuative al 31 dicembre 2021 è positiva (Cassa Netta) e ammonta a €467 milioni, in forte miglioramento rispetto al 30 giugno 2021 (negativa per €540 milioni) e al 30 dicembre 2020 (negativa per €442 milioni). La variazione positiva rispetto al 31 dicembre 2020 è prevalentemente imputabile al recupero delle attività produttive e alla riduzione del capitale circolante netto rispetto al 31 dicembre 2020. Tale ultimo risultato è stato possibile grazie anche allo smobilizzo di alcune partite slow-moving e ai significativi risultati ottenuti a livello commerciale nel corso del 2021.

L’indebitamento lordo si attesta ad €2.655 milioni, in riduzione di €906 milioni rispetto al valore del 31 dicembre 2020, pari ad €3.560 milioni. Contestualmente il Gruppo riporta un totale di disponibilità liquide per €2.370 milioni, di cui circa €688 milioni sono disponibili a livello Corporate (includendo Lane).

Ulteriori deliberazioni del Consiglio di Amministrazione

Convocazione Assemblea Annuale

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di convocare, per il giorno 28 aprile 2022 (unica convocazione), l’Assemblea degli Azionisti in sede ordinaria e straordinaria. Il Consiglio di Amministrazione proporrà alla suddetta Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo unitario di € 0,055, al lordo della ritenuta di legge per ciascuna azione ordinaria e di risparmio esistente ed avente diritto al dividendo alla data di stacco della cedola (23 maggio 2022, con data di pagamento 25 maggio 2022; record date: 24 maggio 2022). Posto che la proposta di distribuzione del dividendo prevede l’impiego esclusivamente di riserve, non si applica, in favore degli azionisti di risparmio, la maggiorazione prevista dallo Statuto.

Acquisto e disposizione di azioni proprie

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre agli azionisti una proposta di rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca della precedente deliberazione di autorizzazione assunta dall’assemblea degli azionisti del 30 aprile 2021, per la parte rimasta ineseguita, avente le seguenti caratteristiche.

Motivazione

I principali obiettivi per i quali viene richiesta detta autorizzazione sono i seguenti:

a) operare sul mercato, nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti e tramite intermediari, a sostegno della liquidità del titolo e per regolarizzare l’andamento delle negoziazioni e dei corsi, in presenza di eventuali oscillazioni delle quotazioni che riflettano andamenti anomali, anche legati a un eccesso di volatilità o a una scarsa liquidità degli scambi e/o a collocamenti sul mercato di azioni da parte di Azionisti aventi l’effetto di incidere sul suo corso e/o, più in generale, a contingenti situazioni di mercato;

b) investimento a medio e lungo termine ovvero comunque al fine di cogliere opportunità di mercato anche attraverso l’acquisto e la rivendita delle azioni ogniqualvolta sia opportuno;

c) dotarsi di un portafoglio di azioni proprie di cui poter disporre nel contesto di eventuali operazioni di finanza straordinaria e/o di incentivazione e/o per altri impieghi ritenuti di interesse finanziario, gestionale, e/o strategico per la Società. Le operazioni di acquisto non sono strumentali alla riduzione del capitale sociale mediante annullamento delle azioni proprie acquistate.

Numero Massimo di azioni ordinarie acquistabili

L’autorizzazione proposta ha ad oggetto il conferimento al Consiglio di Amministrazione della facoltà di acquistare azioni ordinarie della Società, in una o più volte, in misura liberamente determinabile dal Consiglio di Amministrazione, sino a un numero massimo di azioni ordinarie proprie, tale da non eccedere il 10% del numero complessivo delle azioni in circolazione al momento dell’operazione , avuto anche riguardo alle azioni ordinarie proprie eventualmente possedute dalla Società stessa a tale data sia direttamente, sia indirettamente, tramite sue società controllate. Alla chiusura di borsa del 16 marzo 2022, la Società detiene n. 5.121.845 azioni proprie (pari allo 0,512% del capitale sociale ordinario della Società).

Periodo di validità

L’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è richiesta per il termine massimo consentito dalla normativa di legge e regolamentare applicabile, attualmente pari a 18 mesi dalla data in cui l’assemblea adotta la corrispondente deliberazione, con la facoltà del Consiglio stesso di procedere alle operazioni autorizzate in una o più volte e in ogni momento, in misura e tempi liberamente determinati nel rispetto delle norme applicabili, con la gradualità ritenuta opportuna nell’interesse della Società. L’autorizzazione alla disposizione delle azioni proprie viene richiesta senza limiti temporali.

Indicazione di prezzo minimo e massimo

L’acquisto di azioni proprie è richiesta per un corrispettivo unitario che non potrà comunque discostarsi, né in diminuzione né in aumento, per più del 20% rispetto al prezzo di riferimento registrato dal titolo nella seduta di borsa precedente ogni singola operazione ovvero (ove inferiore) alla diversa percentuale eventualmente stabilita quale limite massimo dalle disposizioni di legge o regolamento o dalle Prassi di Mercato di tempo in tempo applicabili, e in ogni caso nel rispetto delle condizioni operative stabilite dalle stesse. L’alienazione delle azioni proprie potrà essere effettuata al prezzo o, comunque, secondo criteri e condizioni determinati dal Consiglio di Amministrazione, avuto riguardo alle modalità realizzative impiegate, all’andamento dei prezzi delle azioni nel periodo precedente all’operazione e al migliore interesse della Società.

Modalità per l’effettuazione degli acquisti

Si richiede che l’autorizzazione sia concessa per l’effettuazione di acquisti di azioni proprie, anche per il tramite di società controllate, da individuarsi, di volta in volta, a discrezione del Consiglio stesso. Per ogni ulteriore informazione in ordine alla suddetta proposta di autorizzazione all’acquisto e disposizione di azioni proprie si rinvia alla Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione all’Assemblea, di cui all’art. 73 del Regolamento Emittenti, che sarà messa a disposizione del pubblico nei termini e con le modalità di legge.

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x