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Quirinale, per Standard & Poor's niente aumento spread in vista delle elezioni

Secondo l'agenzia di rating Standard & Poor's le imminenti elezioni per il Quirinale non provocheranno grande aumento dello spread in Italia

13 Gennaio 2022

Quirinale, per Standard & Poor's niente aumento spread in vista delle elezioni

Fonte: lapresse.it

Niente aumento dello spread a seguito delle prossime elezioni per il Quirinale; è quanto dichiarato dall'agenzia di rating Standard & Poor's durante una conferenza stampa sulle prospettive future per l'Italia. Nel corso dell'evento, il capo economista per l'Europa di S&P Global Ratings, Sylvain Broyer, ha spiegato che il differenziale rimarrà stabilmente ai livelli attuali anche in vista delle elezioni presidenziali. Secondo l'economista, l'allagamento dello spread rilevato dallo scorso ottobre dipenderebbe non tanto dal mutamento degli scenari politici, quanto più dalle aspettative di un ridimensionamento degli acquisti di titoli da parte della Bce.

Quirinale, per Standard & Poor's niente aumento spread

"Non vedo un grande aumento dello spread in vista delle elezioni presidenziali in Italia, penso che il differenziale resterà più o meno sui livelli attuali", ha dichiarato Broyer, che in seguito ha indicato come priorità per l'Italia quella di "non mettere a rischio l'attuale forte fiducia di imprese e famiglie". L'impostazione di base resta però quella di una generale fiducia nella politica italiana, con scarse probabilità di arrivare a elezioni anticipate a seguito dell'elezione del nuovo capo dello Stato. Per Broyer infatti l'ipotesi base "è che non ci sia un grande incentivo per andare a elezioni anticipate, siamo abbastanza fiduciosi in una situazione di continuità".

Economia scarsamente influenzata dal Covid-19

Il focus della conferenza stampa si è poi spostato sull'incidenza economica della pandemia per il futuro, giudicata dallo stesso Broyer ormai non più rilevante come negli anni passati. Secondo l'economista, per il 2022 il Covid-19 non giocherà più un ruolo decisivo come accaduto nei primi due anni dell'emergenza sanitaria, ed è improbabile che possa rallentare o addirittura bloccare la ripresa economica. Per Broyer a giocare a nostro vantaggio sarà infatti la graduale diminuzione del rischio sanitario collegata alle nuove varianti: "È probabile che il Covid diventi endemico e meno letale, e che l'economia impari a conviverci".

Sulle strozzature del commercio internazionale vi sono invece "segnali che queste stiano cominciando ad allentarsi", con stime per l'Itala di S&P Global Ratings che indicano una crescita del 4,7% per quest'anno, dopo il 6,4% del 2021, e dell'1,8% per il 2023. Il nodo principale da sciogliere per il futuro sarà secondo Broyer mobilizzare gli investimenti privati e utilizzare le risorse del Next Generation Eu per colmare il gap di produttività rispetto alla media europea. Uno scenario per il quale già adesso appaiono segnali "di un inizio di una fase di maggior crescita strutturale, ma solo un inizio e in proposito sarà interessante vedere gli sviluppi nel 2023".

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