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Bonus bebé 2022, con l'Assegno Unico cambia tutto: importo, pagamenti, requisiti e a chi spetta

Viene riconfermato per il 2022 il bonus bebé, ma con un nome diverso. Vediamo assieme cosa c'è da sapere e cosa ha cambiato il governo Draghi

26 Novembre 2021

Neonata in ospedale

Neonata in ospedale (fonte foto Lapresse)

Il bonus bebé è una delle tante misure pensate dagli esecutivi per incentivare la natalità in Italia. Si perché negli ultimi anni, con gli indicatori economici che hanno cominciato a rappresentare un quadro di benessere in costante crescita, gli italiani hanno smesso di fare figli. Questo è un grande male per la società perché sintomo di una comunità che smette di pensare al futuro. Non è dunque incredibile che i governi siano più volte corsi ai ripari per evitare questa situazione. Il bonus bebé è uno degli strumenti che più è stato sfruttato negli ultimi anni. Ora però con l'Assegno Unico è cambiato tutto, Draghi lo ha riconfermato anche per il 2022. Vediamo cosa cambia.

Bonus Bebè addio: ecco l'Assegno Unico

L'Assegno Unico sostituirà tutti i bonus finora previsti e li integrerà sotto al proprio nome. Bonus bebé, bonus figli, bonus asili nido, ora fanno tutti parte dell'Assegno Unico. Si tratta di una misura prevista per le famiglie con prole, a partire dal settimo mese di gravidanza fino al 21esimo anno di età. Verrà ufficialmente introdotto secondo le misure che seguono a partire dal primo gennaio 2022. Per gli importi sarà fondamentale l'indice ISEE.

Assegno Unico, importi e requisiti

Per poter accedere all'Assegno Unico sarà fondamentale essere in possesso di determinati requisiti. Primo fra tutti il possesso della cittadinanza italiana, ma è bene ricordare che l'Assegno sarà a disposizione anche di chi ha cittadinanza europea o extra-comunitaria, a patto di pagare regolarmente l'imposta sul reddito sul territorio italiano. Va da sé che sia necessario avere anche la residenza e il domicilio in Italia. 

Il contributo fisso mensile varia a secondo dell'indice ISEE e all'età del figlio o figlia. Dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età gli importi sono i seguenti. Per un ISEE che non supera i 15mila euro la famiglia percepirà 2100 euro annuali, ovverosia 175 euro al mese. Il contributo diminuirà progressivamente all'aumentare del reddito. Con un ISEE da 15mila a 20mila la famiglia percepirà 1800 euro annuali; con uno da 20mila a 30mila euro la famiglia percepirà 1200 euro annuali; infine con un ISEE da 30 a 40mila euro la famiglia percepirà 600 euro annuali.

Per i figli dai 18 ai 21 anni l'Assegno Unico verrà ridotto sensibilmente. In questi casi l'importa arriverà a 85 euro mensili, ovverosia 1020 euro annuali. È bene dire che vengono considerati figli a carico tutti quelli che stanno svolgendo un percorso di laurea, un tirocinio o che comunque non generano più 8mila euro annuali di reddito. Infine si sottolinea che tutti i suddetti importi sono da intendersi valevoli per un solo figlio. Qualora i figli di una famiglia fossero, per esempio, 3, allora i valori andranno moltiplicati per il medesimo importo. 

Come presentare domanda per l'Assegno Unico

Come per altre misure previdenziali, anche per l'Assegno Unico andrà presentata apposita domanda ai portali online dell'Inps. In questo caso bisognerà disporre delle credenziali fornite dal medesimo istituto per potervi accedere. In alternativa è comunque possibile procedere presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o patronati.

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