28 Febbraio 2026
Al Festival di Sanremo le giornate iniziano presto e finiscono tardi. C’è il sole che illumina il lungomare, i cappotti leggeri, i microfoni che si accendono nei dehors degli hotel, le dirette social improvvisate tra un’intervista e una prova sul palco del Teatro Ariston. È un ecosistema temporaneo fatto di musica, connessioni, conversazioni continue. In questo flusso costante di contenuti e relazioni, la parola “connessione” non è solo metafora: è infrastruttura. E per un operatore come Iliad, essere qui non significa semplicemente presidiare un evento mediatico, ma inserirsi in un contesto culturale che parla di comunità, contemporaneità e accesso.
Abbiamo incontrato Giorgio Carafa Cohen, Chief Brand and Revenue Officer, per capire perché Sanremo sia diventato un capitolo stabile del racconto Iliad.
GCC: Sanremo è uno dei pochi momenti in cui il Paese si ritrova davvero insieme. È un evento culturale prima ancora che televisivo. Per un brand che si occupa di connettività, è un territorio coerente: connette persone, generazioni, conversazioni. L’anno scorso siamo arrivati con curiosità e con l’idea di costruire qualcosa di nostro. Quest’anno siamo tornati evolvendo il concetto di iliadclub: uno spazio che accoglie clienti, utenti, persone che vogliono capire meglio chi siamo. Non è un’operazione di pura visibilità, ma una piattaforma per raccontare i nostri valori: trasparenza, chiarezza, semplicità.
In questo contesto abbiamo aperto Sanremo alla nostra community con un meet&greet gratuito insieme a Christian Vieri e Ciro Ferrara, Ambassador della Lega Serie A, portando anche il trofeo dello Scudetto in piazza. Un gesto semplice, ma coerente con la nostra idea di “connessione come esperienza condivisa”: porte aperte, nessun filtro, incontro vero tra persone.
La presenza sanremese si inserisce inoltre nella partnership con Lega Serie A (Iliad è Innovation & Technology Partner) e in un filone di attivazioni che danno “fisicità” alla rete, come il concorso “Vinci il calcio con iliad” (biglietti VIP con hospitality per le partite di Serie A Enilive e premio finale Coppa Italia Frecciarossa del 13 maggio 2026; partecipazioni aperte fino al 31 marzo 2026 con requisiti indicati nel regolamento). Qui l’obiettivo non è l’effetto speciale, ma creare prossimità, generare conversazioni che poi vivono online.
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GCC: A dicembre abbiamo lanciato un’offerta che si chiama proprio iliadclub: fibra FTTH e fino a cinque SIM associate. È pensata per gruppi – famiglie, coinquilini, amici – che scelgono di condividere una connessione e un modello di consumo. Per noi il branding non è separato dal prodotto. Se parliamo di semplicità e trasparenza, queste devono essere evidenti nelle condizioni, nel prezzo, nella struttura dell’offerta. Le nostre tariffe sono garantite per sempre: è un impegno concreto, non uno slogan. Questo elemento costruisce fiducia e dà serenità nel tempo.
«Fin dal primo giorno abbiamo voluto creare un rapporto sincero e di fiducia con i nostri utenti… Con iliadclub vogliamo restituire un beneficio concreto alle persone che tutti i giorni ci scelgono». — Benedetto Levi, AD iliad Italia, in occasione del lancio di iliadclub.
In pratica, iliadclub moltiplica il valore della community: chi combina fibra + mobile e invita altre SIM nel proprio “club” porta più GIGA a tutti, mantenendo una gestione semplice con un unico metodo di pagamento dall’Area Personale fibra. È un disegno di prodotto “relazionale”, con meccanismi chiari e senza condizioni nascoste.
GCC: Il prezzo è importante, ma non è l’unica leva. Noi diciamo di voler offrire il miglior servizio al miglior prezzo. Non necessariamente il più basso in assoluto, ma quello più coerente con la qualità e con la promessa fatta al cliente. La differenza è nella stabilità: sapere che il prezzo non cambierà, che non ci saranno rimodulazioni, modifica la relazione tra operatore e utente. È un tema di reputazione prima ancora che di posizionamento commerciale.
In questo solco si colloca anche la logica delle TOP PLUS: offerte pensate per chi vuole navigare senza pensieri in Italia e in Europa, con GIGA in 5G full speed e una dotazione di roaming UE tra le più generose del mercato (impostazione che riduce l’“ansia da consumo” e rende prevedibile la spesa nel tempo).
• TOP 250 PLUS: minuti/SMS illimitati + 250 GB in Italia (4G/5G) a 9,99 €/mese; 25 GB dedicati al roaming UE.
• TOP 300 PLUS: minuti/SMS illimitati + 300 GB in Italia (4G/5G) a 11,99 €/mese; 30 GB dedicati al roaming UE. L’obiettivo è coerenza tra valore percepito e valore d’uso: tanta capacità in Italia e un allowance europeo chiaro, senza artifici.
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GCC: Abbiamo investito in una rete proprietaria che copre il 99% della popolazione in 4G e oltre 7.000 città in 5G. Essendo arrivati per ultimi, la nostra rete mobile è stata costruita recentemente: questo la rende, per definizione, una delle più moderne. Sul fisso abbiamo fatto una scelta radicale: solo FTTH, fibra vera fino a casa. È una tecnologia a prova di futuro. Non abbiamo voluto compromessi intermedi. Da tre anni siamo premiati come il Wi‑Fi più veloce d’Italia: è un risultato che conferma la bontà della strategia.
GCC: La sostenibilità non è un layer “di comunicazione”, ma una metrica di progetto. Nel 2024 il Gruppo ha ottenuto la validazione SBTi della propria Strategia per il Clima, inserita in un percorso di doppia materialità coerente con la nuova CSRD: vuol dire allineare obiettivi e rendicontazione a standard misurabili, non dichiarazioni di principio.
Sul fronte energia, abbiamo firmato un PPA decennale con Statkraft per elettricità 100% rinnovabile e avviato nel 2024 la negoziazione (poi finalizzata nel 2025) di un secondo PPA con Metlen Energy & Metals, per arrivare a coprire il 50% dei consumi diretti con PPA rinnovabili entro il 2035. A supporto, nell’ottobre 2024 il Gruppo ha emesso un green bond da 500 milioni di euro per finanziare progetti allineati al Green Financing Framework. Sono strumenti industriali e finanziari, non claim.
La sostenibilità riguarda anche le persone: nel 2024, in Italia, oltre 29.000 ore di formazione interna, ingresso nel network Valore D e 20 giorni aggiuntivi di congedo di paternità (oltre ai 10 previsti dalla legge) per favorire un reale equilibrio vita-lavoro. Sono scelte che incidono su cultura organizzativa e retention, oltre che sull’employer branding.
In sintesi, il nostro approccio è: standard scientifici (SBTi), strumenti di lungo periodo (PPA/green bond), people strategy (formazione e DE&I). È così che traduciamo il tema ESG in scelte operative quotidiane.
GCC: Siamo un’azienda con un’identità italiana forte, ma parte di un gruppo internazionale con decine di milioni di utenti. Questo significa poter condividere competenze su intelligenza artificiale, data center, innovazione tecnologica. La dimensione europea ci consente di investire con continuità e di guardare allo sviluppo in modo strutturale, non opportunistico.
GCC: Il nostro focus resta la connettività. Non abbiamo in programma di entrare in settori come energia o assicurazioni. Crescere non significa fare tutto, ma fare meglio ciò che è nel proprio DNA. Continueremo a investire in rete e tecnologia. È lì che si gioca la credibilità di un operatore.
GCC: È un obiettivo reale. Vogliamo diventare il primo operatore per numero di clienti, ma farlo in modo sostenibile. Crescere sì, ma con equilibrio: più utenti, più ricavi, più margine. Siamo i più giovani nel mercato italiano, ma forse anche i più affamati. E questa energia si traduce in una visione di lungo periodo: siamo qui per restare.
A Sanremo tutto è racconto: le canzoni, gli abiti, le polemiche, le dirette notturne. Iliad sceglie di inserirsi in questo flusso con una postura diversa: fare rumore, ma senza snaturarsi. In un contesto che celebra l’emozione e l’istante, la sua promessa è quasi controcorrente: stabilità, chiarezza, infrastruttura. In fondo, anche questa è una forma di spettacolo. Solo che dura più di una settimana.
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