Venerdì, 21 Gennaio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Bonus, credito d'imposta: come funziona e quanto conviene la cessione

Con i vari bonus ristrutturazioni tutte le spese per i lavori ritornano al contribuente, ecco quali sono e come fare per cedere il credito all'azienda che esegue i lavori

11 Agosto 2021

Bonus, credito d'imposta: come funziona e quanto conviene la cessione

Bonus (foto Pixabay)

Accedere ai vari bonus per l'edilizia e le ristrutturazioni non è un processo semplice. Con le giuste informazioni, però, chiunque può avvantaggiarsi di una manovra, quella stabilita dal consiglio dei Ministri già a partire dallo scorso anno, che permette di fatto di sistemare la propria casa a zero (o ridottissime) spese.

Per fare questo, e comprendere se si è in grado di sostenere le spese per i lavori, bisogna conoscere bene il meccanismo del credito d'imposta. Questo strumento permette infatti, anche a chi non ha liquidità immediata, di procedere con le ristrutturazioni. Cambiano solo, nella sostanza, tempistiche, modalità e soggetti che devono anticipare l'acquisto dei materiali e il pagamento delle ditte e dei tecnici coinvolti nel progetto.

Attenzione però: il credito d'imposta fa fede ai soli lavori previsti in fase di progettazione e coperti dalla normativa vigente sui bonus edilizi: qualsiasi spesa aggiuntiva dovuta, per esempio, a problemi di percorso o aggiustamenti imprevisti, dovrà essere a carico del beneficiario del bonus. È importante, dunque, considerare anche questa eventualità prima di procedere con la domanda.

Bonus, credito d'imposta: come funziona 

Il credito d'imposta è un credito di natura tributaria, che lo Stato contrae nei confronti di un soggetto economico (individuo, impresa o società). Si tratta quindi di una sorta di "anticipo" che la persona richiedente i diversi bonus edilizi dispensa nei confronti dell'Erario. La somma totale viene poi resa indietro, di norma, tramite il meccanismo di riduzione della tassazione Irpef, agevolazioni, o compensazioni tramite il sistema tributario.

La soglia temporale per il rientro di questi soldi varia tra i 5 e i 10 anni a seconda dell'agevolazione prevista da Governo. Chi ottiene il bonus 110 nel 2021, per esempio, avrà una riduzione fiscale pari al monte spese dei lavori ogni anno fino al 2031. Ciò significa, ed è importante ricordarlo, che il contribuente è tenuto a presentare ogni anno in via telematica (o tramite un intermediario abilitato, come i Centri di assistenza fiscale, i Caf) il modello di pagamento F24 anche se, per effetto della compensazione, è a saldo zero.

Bonus, credito d'imposta: quanto conviene la cessione

Cedere il credito d'imposta è una delle opportunità offerte con la conversione in legge del DL n. 59/2021, recante "Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti". Con il nuovo decreto vengono allungati i termini della scadenza per richiedere i bonus per l'edilizia e le ristrutturazioni, di cui si possono avvalere i privati cittadini o i condomini, comprese le pensioni e gli alberghi. Rimangono fuori dalla misura le attività commerciali. I bonus in vigore prevedono il 110% della copertura delle spese per l'efficientamento energetico della propria abitazione, previa installazione di almeno un cappotto termico e/o un sistema di alimentazione energetica con pannelli solari. Un altro bonus importante è quello dedicato alle facciate degli edifici, che invece viene rimborsato con un credito d'imposta pari al 90% delle spese.

Ma arriviamo al punto più interessante La misura varata dal Governo permette ai privati cittadini di cedere il credito d'imposta alle imprese che eseguono i lavori, che possono trarre beneficio delle riduzioni presso l'Erario e allo stesso tempo avvantaggiare i cittadini che mancano di liquidità per anticipare le spese. Successivamente è stata introdotta anche una seconda opportunità, ovvero quella della cessione del credito d'imposta alle banche.

Anche in questo caso, il soggetto che richiede il bonus per le ristrutturazioni può stringere un contratto con la propria banca di fiducia che si occuperà di anticipare le spese nei confronti delle ditte e allo stesso tempo avvantaggiarsi di una riduzione fiscale. Quest'ultima opzione è stata, inoltre, segnalata da diversi cittadini come la più conveniente per venire incontro alle spese delle piccole-medie imprese edili, che non possiedono i mezzi finanziari per anticipare le uscite dei cantieri più onerosi.

In entrambi i casi bisogna stabilire la cessione del credito d'imposta in fase di progettazione, ancora prima di inoltrare la richiesta per il bonus, che segue alla tradizionale Cila (ovvero la Comunicazione di inizio lavori asseverata): il tutto va inoltrato al comune sul quale si trova l'immobile che subirà i lavori di ristrutturazione. Nel caso della banca, inoltre, è possibile determinare se l'istituto di credito pagherà da subito i lavori, o subentra successivamente a un prestito contratto per pagare i lavori: in quest'ultimo caso, il proprietario dell'immobile restituirà la differenza tra le effettive spese dei lavori e il mutuo contratto con la banca. Un processo che, precisiamo, avviene tutto in collaborazione con l'intermediario e virtualmente fa avvenire questi passaggi sul conto del cliente, senza esborsi aggiuntivi. 

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x