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Bonus facciate 90, detrazioni per tutto il 2021: come funziona

Ecco come fare per accedere al bonus fino a dicembre 2021. Nuove modifiche alla misura in arrivo nel 2022

12 Luglio 2021

Bonus facciate 90, detrazioni per tutto il 2021: come funziona

Condominio (fonte foto Lapresse)

In arrivo novità per il bonus facciate al 90 per cento. Le detrazioni continueranno per tutto il 2021, mentre sono previste ulteriori semplificazioni in vista degli aggiornamenti per il 2022. Qui vi spieghiamo come approfittare del bonus facciate per gli edifici da ristrutturare, che il Governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2021.

Intanto, qualche anticipazione sulle semplificazioni che potremmo vedere in opera in previsione del nuovo anno: il Superbonus 110% dovrebbe sopravvivere alla sua originaria conformazione. Cambierà invece il bonus facciate, che consente di avere un ristorno del 90% mediante detrazione Irpef, cessione del credito o sconto in fattura. In ogni caso, i bonus continueranno a essere utilizzabili senza limiti e senza Isee.

Bonus facciate 90, presto le modifiche per il 2022: come funziona

La maggior parte dei bonus edilizi interessati dalle possibili modifiche per il 2022 dovrebbero essere accorpati sotto un'unica aliquota fissata al 75%. Tra questi bonus anche il bonus facciate, che fino al 31 dicembre 2021 potrà essere utilizzato con l'aliquota al 90%. Non c'è bisogno di Isee, chiunque potrà portare in detrazione dalla propria posizione Irpef quanto speso per il rifacimento della facciata. Ecco quindi come funziona il bonus facciate fino a questo dicembre:

  • L'immobile deve essere ubicato nei ovvero i centri storici, artistici o di pregio ambientale interessati da agglomerati urbani (chiamata zona A) oppure far parte di zone che includono le altre parti del territorio urbanizzate ma edificate anche solo in parte (chiamata zona B);
  • Il bonus non è fruibile per facciate interne e non visibili dal suolo pubblico o dalla strada;
  • Se i lavori di rifacimento influiscono dal punto di vista termico oppure interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie dell’edificio, devono essere soddisfatti i requisiti descritti nel decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) consultabile qui.

Bonus facciate 90, i beneficiari

Il bonus facciate 90 è entrato in vigore con la Legge di bilancio 2020 e consente una detrazione dall'imposta lorda pari al 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B, ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444. Dal suo esordio il bonus ha guadagnato molti favori, tanto che dal semplice rifacimento della facciata esterna, il Governo ha permesso di includere oltre pulitura e tinteggiatura, anche gli interventi su balconi, ornamenti e fregi. Oltre a questi investimenti, si può beneficiare del bonus facciate anche per lavori che interessano le grondaie e i pluviali, i parapetti e cornici.

La buona notizia è che il bonus, anche in una sua possibile evoluzione come variabile dei bonus lavori edilizi, sarà sfruttabile da tutti. Non ci sono vincoli reddituali come l'Isee, o altre clausole relative a reddito e patrimonio. La detrazione ai fini dell'imposta lorda a favore dei contribuenti che sostengono spese per la realizzazione degli interventi ivi previsti, senza porre ulteriori condizioni la detrazione riguarda tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito percepito.

L'unica condizione sine qua non è il diritto di titolarità sull'immobile oggetto degli interventi. In pratica i soggetti che effettuano o fanno effettuare i lavori devono possedere o detenere l’immobile. Sono ammessi anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile, individuati ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del TUIR nonché i conviventi di fatto, purché sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.

Ma non solo persone fisiche: al bonus possono accedere anche gli esercenti arti e professioni,
gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e tutti quei contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). Non possono richiedere il bonus solo coloro che sono in regime forfettario, a meno che non abbiano altri redditi per i quali si produce l'imposta sulle persone fisiche.

Bonus facciate 90, come fare

L'adesione al bonus facciate viene concessa solo se gli interventi sull'edificio riguardano la parte esterna al fine di recuperarla o restaurarla, incluso i balconi, i pluviali e le grondaie. Non sono ammessi, invece, i lavori di demolizione e ricostruzione o i lavori effettuati durante la costruzione di un edificio. Il meccanismo introdotto era molto semplice, ma nello stesso tempo iniquo rispetto agli altri bonus edilizi. Infatti in prima istanza, il bonus facciate poteva essere soltanto portato in detrazione dall'Irpef pagata nell'anno precedente. Il 90% delle spese sostenute per il rifacimento delle facciate poteva essere detratto dall'Irpef lorda in 10 quote annuali.

La detrazione era ammessa fino a capienza dell'Irpef. Quindi, l'eventuale parte eccedente non poteva essere recuperata in alcun modo e il recupero della detrazione parte dalla dichiarazione 2021 sui redditi 2020 e si protrae per le successive nove annualità. Diversa ora la questione grazie alle nuove misure, che potrebbero continuare con queste modalità anche il prossimo anno. Il pagamento degli interventi deve essere fatto con strumenti tracciati ed in particolare con il bonifico bancario. Con il Decreto Rilancio si è poi introdotta la possibilità di usufruire, in alternativa alle detrazioni in 10 quote annuali, dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Nel caso dello sconto in fattura, i beneficiari possono ottenere l'immediato sconto di pari ammontare alla detrazione, che i fornitori invece potranno recuperare sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Nel secondo caso, in alternativa, si può optare per la cessione di un credito d'imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà, per questi ultimi di successiva cessione.

Quello che sembra evidente ora a fronte delle nuove modifiche è che bisogna affrettarsi a chiedere il bonus facciate se si desidera ottenere il 90% di detrazioni, perché nel 2022 scenderà al 75% e le famiglie spenderanno quindi di più per la ristrutturazione. Attenzione però: in un primo momento sembrava che la riduzione al 75% dovesse riguardare anche il famoso Superbonus 110%, ma non è così. Il Superbonus 110% rimane alle condizioni di sempre, con alcune proroghe e semplificazioni. Il consiglio per assicurarsi di risparmiare il più possibile? Essere veloci.

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