Martedì, 22 Giugno 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Caffè Napoli, un treno in corsa pronto a ripartire

Compagnoni: “Abbiamo dato importanza al prodotto e siamo pronti a ripartire”. Fiandra: “Caffè Napoli Lab è una scuola per i giovani dove fare un percorso di formazione”

10 Giugno 2021

Caffè Napoli, un treno in corsa pronto a ripartire

Si respira l’aria di Napoli all’aperto e con il bancone a filo strada, la cortesia di chi serve e la bontà dei prodotti offerti. Una casa partenopea Caffè Napoli, un format di caffetterie che offre quell’esperienza unica di gustare il vero Espresso napoletano, rivelano i fondatori a Il Giornale d’Italia. A rivoluzionare infatti l’idea del bar classico è stata la volontà di tre imprenditori Francesco Fiandra e i fratelli Mauro e Fabio Compagnoni, che decidono di investire in un’attività nel mondo del caffè e fondare la società Exytus che crea Caffè Napoli, una realtà presente ormai in molte città d’Italia e con forte espansione anche all’estero. L’obiettivo del progetto era quello di focalizzarsi sull’Espresso con la tipica cremina napoletana, proposto in un’atmosfera partenopea e dal bancone a filo strada, che consente ai clienti di bere il caffè direttamente dal marciapiede e in totale sicurezza.

Compagnoni: “Il nostro progetto ha stravolto il concetto del bar e portato Napoli in molte altre città”

“Caffè Napoli è un progetto nato poco prima dell’Expo nel 2014 anche per una voglia da parte mia, di mio fratello e di Francesco Fiandra, i tre soci, di cambiare. Arrivando tutti e tre da un mondo completamente diverso, quello del digital, - afferma a Il Giornale d’Italia Mauro Compagnoni, Founder di Caffè Napoli - avevamo voglia di diversificare e di creare qualcosa di nuovo da persone che non erano del settore. Perché il caffè? Tutto è nato da un altro nostro socio che si occupa della parte prodotto da Pozzuoli, io e mio fratello siamo invece milanesi al 100% e la parte di Napoli invece è rappresentata dal nostro socio Francesco che quando ci portò ad assaggiare questo caffè sul lungomare di Pozzuoli, ci innamorammo e ci si accese la lampadina. Da lì nacque il progetto Caffè Napoli, questo stravolgere quello che era il bar classico a Milano, dove sono tutti di corsa con poca attenzione ad un prodotto non banale, ma che bevi più volte al giorno, per cui abbiamo dato grande attenzione al prodotto. Oggi abbiamo 23 punti distribuiti per la maggior parte su Milano e dopo i primi due anni abbiamo cominciato ad aprire, grazie anche a degli accordi commerciali a Roma, Torino e Bergamo e il nostro primo punto all’estero a Londra. Cosa c’è di diverso in Caffè Napoli, abbiamo voluto stravolgere quello che era il concetto del bar, abbiamo tolto tutte quelle cose standard in un bar, gli odori, l’atmosfera, come potete vedere Caffè Napoli sono tutti locali piccoli con il banco filo strada, con la maioliche fatte a Vietri, le pareti che ricordano il mare, il Caffè Napoli è una casa napoletana dove il concetto principale è il caffè alla napoletana. Abbiamo portato un po’ di Napoli a Milano e un prodotto che ha reso famosa la terra di Napoli, insieme ad altre cose. Caffè Napoli prima del 2020 era un treno che stava correndo, - conclude Compagnoni - il Covid diciamo che ci ha dato l’attenzione giusta per fermarci, riflettere, ottimizzare dei processi, cosa che abbiamo fatto con successo e siamo pronti così per la ripartenza sicuramente quest’anno.”

Fiandra: “Vogliamo far lavorare e formare i giovani. Eravamo un treno in corsa e vogliamo riprendere a correre”

“Questo anno e mezzo è stato difficile ma come tutti i momenti di discontinuità e di crisi ci sono anche delle opportunità, quindi abbiamo certamente migliorato tante cose, - spiega Francesco Fiandra, Founder di Caffè Napoli- dall’inserimento di nuovi prodotti, abbiamo ottimizzando il personale creando anche un Caffè Napoli Lab, una scuola dove offriamo opportunità ai ragazzi giovani di fare un percorso di formazione che li porta poi ad una crescita professionale per fare il caffè. Il concetto di Caffè Napoli non è solo un discorso tecnico di fare il caffè con la macchina a leva che già di per sé è diverso dagli altri modi di fare caffè, ma anche l’approccio al cliente, quindi un discorso di cordialità e di cortesia. Noi abbiamo sempre pensato che Caffè Napoli dovesse essere un punto di riferimento, una sorta di teatro, abbiamo il banco filo strada che rappresenta un palcoscenico dove i ragazzi che sono dietro hanno molta attenzione al cliente e ogni giorno improvvisano, così come si fa nella commedia dell’arte. Le chiusure degli ultimi tempi - continua Fiandra- hanno portato chiaramente un calo del fatturato importante, il nostro settore è stato quello tra i più colpiti in assoluto, parliamo di ristorazione, bar e hotellerie in generale. Noi abbiamo sofferto un po’ meno, siamo stati sempre aperti quando si poteva e il banco filo strada ha favorito il fatto di poter prendere un caffè senza dover entrare dentro al locale e le persone sono state molto attente a utilizzare il banco filo strada per prendere il nostro caffè in un ambiente più sicuro. Dal Governo ci aspettiamo un rapido ritorno alla normalità, noi non chiediamo grandi aiuti, quello che è stato fatto va bene, abbiamo ottimizzato il costo degli affitti andando a rinegoziare con i landlord, abbiamo avuto dei ristori, quello che ci spettava, ma non è quello che vogliamo. Noi vogliamo tornare a lavorare in un ambiente di normalità dove le persone possono essere tranquille e felici di venire a prendere il nostro caffè. Chiaramente si può sempre far di più, ma noi non vogliamo contare su aiuti di Stato, noi vogliamo contare sulla ripresa, sulla rinascita, sul mettere a lavorare persone giovani, questo è il nostro vero obiettivo. Eravamo un treno in corsa e vogliamo riprendere la corsa, aprire tanti più punti, offrire tante opportunità di lavoro sia in Italia che all’estero. I progetti futuri sono quelli di continuare il nostro piano di espansione non solo su Milano, che è la città che abbiamo coperto con più capillarità, ma vogliamo coprire tutte le città più importanti del nord Italia e poi affrontare l’estero. Crediamo che il nostro prodotto, - conclude Francesco Fiandra - il nostro format, essendo molto scalabile e facilmente replicabile, ben si presta ad uno sviluppo all’estero, parliamo di paesi come Stati Uniti, Giappone o Cina per esempio.”

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x