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La Casa degli Artisti ospita la mostra “Lotte del Garibaldi 1972–1975”, una pagina importante della storia milanese, dal 10 al 20 marzo

La mostra riporta alla luce, grazie a documenti d’archivio, fotografie e manifesti, una storia in gran parte dimenticata ma decisiva per comprendere l’origine delle trasformazioni urbane contemporanee

04 Marzo 2026

Casa degli Artisti ospita la mostra" Lotte del Garibaldi 1972–1975",una pagina importante della storia milanese  dal 10 al 20 marzo

Da Archivio fotografico de "l'Unità"

Dal 10 al 20 marzo 2026 Casa degli Artisti ospita Lotte del Garibaldi 1972–1975, una mostra che ricostruisce una delle esperienze più significative di mobilitazione urbana nella storia recente di Milano: la resistenza degli abitanti del quartiere Garibaldi contro il progetto di demolizione delle case storiche per la realizzazione della linea verde della metropolitana e la loro sostituzione con nuovi edifici. La mostra è a cura di Nicoletta Petrus, Salvatore Porcaro, Alberto Saibene e con la collaborazione di Massimo Cecconi.

Quando Metropolitana Milanese avviò il piano di sventramento di corso Garibaldi, gli abitanti iniziarono a ricevere gli avvisi di sfratto. Il rischio di restare senza casa fu immediato e diffuso. In risposta, nel febbraio 1972, presso il Cinema Teatro Fossati, nacque il Comitato di Quartiere Garibaldi, attorno al quale si coagularono residenti, movimento studentesco, scuole, parrocchie della zona (San Simpliciano e Santa Maria Incoronata), una parte della sinistra partitica e le istituzioni locali. Nello stesso anno venne fondato il sindacato inquilini SUNIA.

Dal 1972 al 1975 il quartiere fu attraversato da un’intensa attività politica e sociale: assemblee di caseggiato, riunioni pubbliche al Teatro Fossati, incontri con il Consiglio di Zona 1, visite casa per casa, cortei, momenti di confronto spesso tesi e segnati dall’urgenza di difendere un diritto elementare, quello all’abitare. Attraverso l’applicazione delle leggi 167 e 865, il Comitato riuscì a bloccare una parte significativa delle demolizioni, a impedire l’espulsione degli abitanti e a ottenere soluzioni temporanee come le case-albergo durante le ristrutturazioni. Il Comune avviò espropri di stabili privati lasciati in stato di degrado o abbandono.

Al centro della mobilitazione vi era un’idea allora radicale: riqualificare senza demolire, migliorare senza espellere, preservando il tessuto sociale e l’identità storica del quartiere. Un’esperienza collettiva che molti protagonisti definirono come una piccola “Comune” urbana, fondata sulla partecipazione diretta e sulla solidarietà tra abitanti.

Nel 1976 il valore politico e culturale di quella lotta venne riconosciuto a livello nazionale, con l’invito del Comitato di Quartiere Garibaldi a partecipare alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, attraverso una mostra documentaria.

Oggi, in una città profondamente segnata dai processi di gentrificazione, Lotte del Garibaldi 1972–1975 riporta alla luce una storia in gran parte dimenticata, ma decisiva per comprendere l’origine delle trasformazioni urbane contemporanee. Il percorso espositivo si articola attraverso documenti d’archivio, volantini, fotografie, manifesti, materiali audiovisivi e testimonianze, provenienti da una lunga ricerca in archivi pubblici e privati - Archivio della Fondazione ISEC, Archivio Giuliana Petrus (in corso di donazione alla Fondazione ISEC di Sesto San Giovanni), Archivio Fredi Drugman (CASVA), Archivio Massimo Cecconi, Archivio Gabriele Devecchi e Corinna Morandi, Archivio Denti - restituendo la complessità di una vicenda collettiva che intreccia storia urbana, pratiche di cittadinanza attiva e produzione dal basso dello spazio pubblico.

L’allestimento si sviluppa nelle tre campate della sala al piano terra di Casa degli Artisti, articolando la narrazione secondo differenti chiavi di lettura. Nella prima campata, una serie di tavoli ricostruisce cronologicamente le vicende attraverso una scansione per anni, dal 1972 al 1975, evidenziando l’evoluzione delle lotte e delle forme organizzative. La seconda campata propone un’organizzazione tematica, articolata in tavoli che approfondiscono quattro nuclei specifici. Arte dà spazio agli artisti che in quegli anni contribuirono alla lotta con la propria creatività, mettendo le pratiche artistiche al servizio della mobilitazione. Fotografia si avvale del Fondo De Bellis presso Archivio Fondazione ISEC, con gli scatti di Giancarlo De Bellis, storico reporter dell’edizione milanese de l'Unità, che documentano dall’interno le mobilitazioni e la vita del quartiere. Civico prende avvio da un numero civico individuato come caso emblematico, di cui vengono ricostruite le vicissitudini durante le lotte, offrendo uno sguardo puntuale e situato sul conflitto. Interni, infine, restituisce la dimensione capillare dell’organizzazione: le assemblee nei cortili, il lavoro casa per casa, le reti di partecipazione che hanno reso possibile un coinvolgimento diffuso della popolazione. La terza campata accoglie la proiezione del documentario, della durata di 15’, Il Garibaldi in lotta, a cura di Simone Pera e Alberto Saibene, che intreccia materiali d’archivio e interviste ai testimoni delle lotte, restituendo in forma corale la memoria viva di quell’esperienza.

Un valore simbolico particolare assume il luogo che ospita la mostra: Casa degli Artisti, edificio che rientrava tra quelli destinati alla demolizione e che venne salvato proprio grazie alle lotte del Comitato di Quartiere Garibaldi.

Il 13 marzo alle h. 18,30, si svolgerà un incontro pubblico con gli abitanti del quartiere di allora e di oggi e con alcune delle persone che furono protagoniste dirette di quelle lotte, come momento di confronto e trasmissione diretta della memoria. Il talk sarà coordinato dai curatori della mostra.

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