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Andrea Ragaini all'evento "L' arte diventa asset class": "L'arte non è mappata nell'ambito della ricchezza italiana, è necessario darle valore"

Andrea Ragaini, presidente di AIPB, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento "L'arte diventa un asset class", tenutosi presso le Gallerie d'Italia di Milano dove ha messo a fuoco l'importante ruolo che l'arte riveste nell'ambito complessivo di gestione della ricchezza

03 Marzo 2026

Andrea Ragaini, presidente di AIPB, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione dell'evento "L'arte diventa un asset class", tenutosi presso le Gallerie d'Italia di Milano. Nell'intervista ha messo a fuoco l'importante ruolo che l'arte riveste nell'ambito complessivo di gestione della ricchezza.

Quanto è importante la presentazione di questo annuario?

L'annuario rappresenta un momento importante per la nostra associazione, in cui alziamo il velo sulle nostre associate, con tutti i loro servizi, ciò che offrono e un po' il chi è della finanza relativa al mondo del private banking. È un evento molto atteso. Ogni anno viene distribuito fisicamente sulle scrivanie, ma da quest'anno anche in formato digitale.

E come si lega il mondo dell'arte al mondo del private banking?

È un dialogo naturale, perché l'arte non è solo emozione, non è solo passione, ma è anche valore, è anche preservazione. Si lega molto al concetto di patrimonio, di ricchezza complessiva. Noi da tanti anni ormai affrontiamo il tema della gestione del patrimonio in modo complessivo, non solo quello finanziario. L'Italia è la culla dell'arte: ci sono oltre 3 milioni di opere catalogate dal Ministero, ma sappiamo che ce ne sono un ordine di grandezza superiore di opere che appartengono ai privati. Quindi, inserire queste opere nell'ambito di un asset complessivo di gestione della ricchezza riteniamo sia molto importante, ed è proprio uno di quei compiti che il private banking ha il piacere di portare avanti.

E quali possono essere i prossimi obiettivi?

I prossimi obiettivi sono sicuramente considerare l'arte come un asset class. Iniziano già a esserci tanti indici a livello internazionale come per esempio fondi a livello internazionale, ma per esempio l'arte non è mappata nell'ambito della ricchezza italiana: i nostri 12 mila miliardi di ricchezza (quella parte importante di ricchezza delle famiglie italiane) è scomposta in ricchezza immobiliare, finanziaria disponibile e finanziaria non disponibile, cioè le partecipazioni. Non è mappata l'arte, è difficile darle un valore, ma certamente quello di aiutare anche le famiglie a considerare le opere d'arte un valore, soprattutto in vista di un importante passaggio di ricchezza che avverrà nei prossimi anni, pensiamo possa dare valore al Paese e possa dare valore anche alle famiglie.

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