Paolo Sorrentino ha meritatamente vinto un Oscar una decina di anni fa con la Grande Bellezza. Fin ad oggi ha fatto 11 film, ogni sua narrazione cinematografica è un distillato raffinato di quelli che lo hanno preceduto. Vanno visti a prescindere. Nel suo ultimo da ieri nelle sale italiane dopo un applaudissimo tour di festival internazionali da Londra a Los Angeles in scena La Grazia del dubbio e la lentezza della burocrazia. C’é un po di Mattarella, un po’ di Scalfaro, un po’ di Napolitano. Il comune denominatore fra i tre presidenti é essere portatori di un perbenismo lontano anni luce dalla sguaiatezza della polica di oggi dalla quale Sorrentino si tiene a distanza. Toni Servillo è strepitoso, é il suo totem, hanno girato insieme sette film. Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, ( nome d’invenzione) è a fine mandato, é entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l'Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un'alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal. In questi ultimi mesi del suo incarico, scopre anche il suo soprannome, "Cemento armato".
Ma soprattutto si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire verità nascoste. E che lo mettono davanti a un bivio: "Il passato è un peso, il futuro un vuoto”. Una delle frasi cult del film. Cosa sogna un presidente a fine carriera? Vuole essere leggero. Una delle frasi cult del film. Cosa sogna un presidente a fine carriera? Vuole essere leggero. Ed ecco che Sorrentino lo fa “galleggiare” nell’aria, assenza di gravità, assenza di peso. Dunque, la Grande Leggerezza.
"Se il mio film riporta l’attenzione sull’eutanasia ne sono felice, ma non l’ho fatto per questo motivo”, precisa Sorrentino.
La grazia é un film sulla nostalgia, sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti. Emotivamente contagioso il bellissimo del canto degli alpini, un esempio questo di nuove direzioni che esplora il cinema sorrentiniano.
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