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Bruno Vespa, una lezione quasi perfetta

Cortina d’Ampezzo, Bruno Vespa presenta il suo libro all’Alexander Hall: interventi lucidi su fascismo, giustizia e Meloni, sull'Ucraina però legittima il riarmo permanente

Analisi impeccabile su storia, magistratura e stabilità politica. L’unica crepa è l’allineamento alla narrazione europea che trasforma la guerra in ideologia

29 Dicembre 2025

A Cortina d’Ampezzo Bruno Vespa presenta il suo ultimo libro all’Alexander Hall: interventi lucidi e condivisibili su fascismo, giustizia e leadership di Giorgia Meloni. Resta però una distanza netta

Cortina d’Ampezzo – L’incontro pubblico con Bruno Vespa a Cortina si è trasformato in una lunga e articolata lectio che ha attraversato politica internazionale, storia del Novecento, assetti istituzionali e prospettive della politica italiana, con toni netti e senza concessioni al conformismo salvo l’adesione di Bruno Vespa alla narrazione bellicista dominante in ambito europeo, che individua nella Russia il nemico strutturale dell’Europa. Tuttavia la guerra in Ucraina non può essere ridotta a uno scontro morale tra blocchi, né a una semplificazione propagandistica funzionale al riarmo permanente del continente. Le responsabilità sono più complesse, multilaterali e stratificate, e richiederebbero una riflessione geopolitica meno allineata e più autonoma rispetto al pensiero unico euro-atlantico.

In sintesi gli argomenti trattati :

Guerra, Ucraina e riarmo

Secondo Vespa, l’Europa e l’Italia devono prendere atto di una realtà ormai irreversibile: riarmarsi è una necessità difensiva. Nel suo intervento, il presidente russo Vladimir Putin viene accostato a Hitler per visione imperiale e modalità di aggressione. Il vero problema politico italiano, sostiene Vespa, non sarebbe nella maggioranza di governo, ma nelle divisioni della sinistra sugli aiuti all’Ucraina e sul rafforzamento della difesa.

Fascismo, guerra e responsabilità storiche

Ampio spazio alla ricostruzione storica. Vespa ricorda come Hitler arrivò ad affermare che l’Italia contribuì alla sconfitta della Germania, sottolineando l’impreparazione militare italiana dopo Africa e Spagna. L’invasione della Grecia, secondo questa lettura, ritardò di due mesi l’operazione Barbarossa. Le leggi razziali, inoltre, non sarebbero state imposte da Berlino ma frutto di una scelta autonoma del regime fascista. Il fascismo viene ricondotto alla sua dimensione storica reale, vent’anni, contro narrazioni ideologiche dilatate, mentre viene richiamata la celebre riflessione di Churchill sui “40 milioni di fascisti e 40 milioni di antifascisti” quando in Italia ci sono solo 40 milioni di abitanti.

Meloni, stabilità e governi tecnici

Vespa racconta l’incontro con Giorgia Meloni immediatamente dopo il passaggio di consegne con Mario Draghi, ammettendo di aver inizialmente ritenuto improbabile sia la sua elezione sia il successo in politica estera. Il giudizio attuale è però netto: Meloni ha restituito stabilità all’Italia e, se la legislatura arriverà a termine, diventerà la presidente del Consiglio più longeva dall’Unità d’Italia. Un dato che segna una cesura rispetto alla stagione dei governi tecnici, evocati come sintomo di una politica debole e commissariata.

Giustizia e magistratura

Molto duro il capitolo sulla giustizia. Vespa parla di un sistema che ha perso credibilità, citando casi emblematici come Tortora, Garlasco e le vicende giudiziarie legate a Eni da trent’anni indagata dallo stesso PM dott. De Pasquale. Le proposte sono chiare: separazione delle carriere, valorizzazione del merito, responsabilità civile dei magistrati e ridimensionamento del potere delle correnti nel CSM, anche attraverso il sorteggio. Obiettivo dichiarato: una magistratura indipendente e meritocratica ma finalmente responsabile.

Opposizioni e scenari futuri

Guardando al 2026, Vespa ipotizza una possibile candidatura di Elly Schlein a Palazzo Chigi, ma solleva dubbi sulla sua capacità di controllo del Partito Democratico e dell’area progressista. Giuseppe Conte, dal canto suo, appare intenzionato a tornare protagonista. Un quadro frammentato che, per contrasto, rafforza la posizione dell’attuale esecutivo.

Cortina e Olimpiadi

Chiusura dedicata alle Olimpiadi invernali: un evento che mancava dal 1956 e che, secondo Vespa, garantirà alla località sciistica  una risonanza mediatica mondiale. Orgoglio particolare per la pista da bob, definita la migliore al mondo, e per Cortina, descritta come “il più bel posto di montagna del pianeta”. Unica nota critica: l’inaugurazione a Milano, giudicata un controsenso rispetto al valore simbolico del territorio.

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