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Intervista a Giovanni Belfiori: “Il libro è in crescita, ecco perché Passaggi Festival è importante”

Il giornalista, collaboratore del Partito Democratico e direttore dell’evento spiega a Il Giornale d’Italia l’importanza della cultura, del libro e dei festival dedicati

Di Stefano Bini

15 Giugno 2022

Giovanni Belfiori

Nato a Fano nel 1966, Giovanni Belfiori è giornalista professionista dal 1992. Si occupa dagli anni ’80 di comunicazione politica e organizzazione eventi, ha lavorato nelle redazioni di quotidiani e radio locali, è stato capo ufficio stampa della Confesercenti di Pesaro e Urbino, ha lavorato al Parlamento Europeo come assistente parlamentare, è funzionario della direzione nazionale del Partito Democratico e lavora nel sito web del Pd e nella redazione del quotidiano on-line Democratica. In precedenza, ha coordinato il dipartimento Scuola, ha fatto parte dello staff di Walter Veltroni ed ha lavorato al Sistema nazionale delle Feste de l’Unità Ds e Pd dal 2002 al 2014. Ha curato con Chiara Martelli i testi di Festa, libro fotografico sulla Festa nazionale de l’Unità Pesaro 2006. Ha scritto con il giornalista Rai Giorgio Santelli Berlusconario (Melampo, 2010, prefazione di Marco Travaglio) e, con il fratello Francesco, Le parole mute del tempo (Novecento editore, Collana Calibro 9, 2016).

Quando è nato Passaggi Festival?

«L’idea del festival è nata nell’estate 2013, riflettendo su come mettere a frutto i contatti e le amicizie accumulati in più di vent’anni di lavoro giornalistico nel settore della politica e degli eventi. Avevo già organizzato presentazioni librarie e pensai che un festival della saggistica a Fano sarebbe stata una proposta originale, che potesse colmare un vuoto, considerato che gran parte delle manifestazioni culturali erano e sono incentrate sulla narrativa. Chiamai alcuni amici, i primi furono Nando della Chiesa che accettò subito di essere della partita, diciamo a scatola chiusa, e poi l’ex sindaco di Fano, Cesare Carnaroli. Subito dopo fu la volta di Alessandra Longo, giornalista di Repubblica; Giorgio Santelli, giornalista Rai; Lorenzo Salvia del Corriere della Sera e infine dello storico Claudio Novelli. È a Claudio che si deve il nome del Festival. Io avevo pensato a “Saggifest,” ma lui mi fece notare che il nome scelto era poco gradevole e suggerì quello di “Passaggi,” ispirato all’omonimo saggio di Vittorio Foa, un volume che Einaudi pubblicò nel 2000, in occasione dei novant’anni di Foa, dove si guarda al futuro tentando di sciogliere i nodi del passato.»

 

Perché la manifestazione si svolge a Fano e non in un’altra località italiana?

«Non c’è una ragione precisa; organizzatori e comitato scientifico sono fanesi, romani, milanesi, umbri. Insomma, il punto di unità non è geografico, ma è quello dell’amicizia, dello star bene insieme e della passione per i saggi. Abbiamo una convenzione col Comune di Fano fino al 2024, poi decideremo che fare, ma non c’è dubbio che nella città adriatica abbiamo trovato una dimensione ottima per ospitare questo tipo di festival.»

 

Quando comincerà quest’anno e chi saranno gli ospiti di punta?

«Il festival prenderà il via sulle colline della provincia di Pesaro e Urbino, nel comune a San Costanzo, il 18 e il 19 giugno, con la rassegna “Extra Passaggi”, dove presenteremo i romanzi di Andrea Delogu, Veronica Pivetti, Iva Zanicchi e Catena Fiorello. Quattro autrici con quattro libri dove le protagoniste femminili sono preponderanti. Da lunedì 20 giugno il festival si aprirà a Fano, muovendosi tra centro storico e lungomare. Gli ospiti saranno più di duecento e non è facile fare una selezione. I premi assegnati saranno quattro. Martedì 21, in collegamento dal Donbass, Lorenzo Cremonesi riceverà il Premio “Andrea Barbato” e presenterà il suo “Guerra infinita”, insieme con Simonetta Fiori di Repubblica e Lorenzo Attiene, giornalista Ansa e inviato di guerra. Venerdì 24 l’ospite d’onore sarà Dacia Maraini, cui verrà consegnato il Premio Passaggi 2022. La notissima scrittrice sarà intervistata dalla direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, sul suo ultimo libro “Caro Pier Paolo” (Neri Pozza), pubblicato in occasione dei cent’anni dalla nascita di Pasolini. Sabato 25 sarà la volta del Premio Fuori Passaggi Music&Social, assegnato a Carlotta Vagnoli, che converserà con Lorenzo Pavolini sul suo libro “Memoria delle mie puttane allegre” (Marsilio).
Domenica 26, ultimo appuntamento coi premi. Francesco Guccini converserà con Marino Sinibaldi e riceverà il Premio Speciale della X edizione per il suo libro “Tre cene” (Giunti). Altri momenti da segnalare sono la presentazione di un libro cui il festival è molto legato: quello scritto dal direttore dell’Ansa Luigi Contu, “I libri si sentono soli” (venerdì 24, ore 22, Piazza, con Mario Calabresi e Alessandra Longo), pubblicato da La Nave di Teseo e collegato, peraltro, alla mostra principale di questa edizione; infine, la lectio magistralis di Ivano Dionigi che concluderà il festival. Dionigi, uno dei maggiori studiosi dell’età classica, presenterà il suo libro “Benedetta parola. La rivincita del tempo” (Il Mulino) e incentrerà il suo ‘discorso notturno’ sul tema del festival “Con dubbia ragione”.»

 

Appuntamenti fissi e novità in confronto agli altri anni?

«La novità maggiori sono l’esordio a San Costanzo e l’apertura di due nuove sedi, una sul lungomare fra Fano e Pesaro, a Bagni Elsa, con libri molto orientati verso un pubblico giovane; l’altra in centro storico, al Chiostro delle Benedettine, con rassegne specialistiche dedicate a benessere, tecnologia digitale, arte, filosofia e scienza. C’è poi da citare un evento espositivo di grande valore, la mostra “I libri si sentono soli. Storia e storie di una biblioteca di famiglia”, con materiale della Biblioteca della famiglia Contu che viene per la prima volta mostrato al pubblico. L’esposizione includerà materiale letterario inedito di Giuseppe Ungaretti, Paul Valéry, e Corrado Alvaro, e sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, nella Chiesa Sant’Arcangelo (Fano, Via Lanci, ang. Corso Matteotti) dal 20 giugno al 7 agosto, tutti i giorni dalle 18 alle 22, eccetto il sabato e la domenica, quando sarà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 22. Rimarrà chiusa il lunedì.»

 

Sarà un evento gratuito o ci saranno degli incontri a pagamento?

«Gli eventi sono tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione, ad eccezione delle visite guidate, per le quali occorre prenotare con un contributo di 10 euro destinato alla guida professionista, delle Masterclass di Scuola Passaggi (prenotazione più contributo di 50 euro) e dei laboratori per bambini, gratuiti ma con prenotazione obbligatoria, poiché a numero chiuso. Le informazioni per iscriversi alle varie attività si trovano sul sito www.passaggifestival.it

 

Quanto è ancora importante il libro nel 2022? La sua vendita, dati alla mano, è in crescita.

«La sua vendita, dati alla mano, è in crescita. Il libro è sempre stato e continuerà ad essere fondamentale un veicolo di conoscenza e anche di trasmissione e diffusione dell’esperienza, delle competenze, delle analisi. Il libro ci permette una riflessione più attenta e meditata. È più ponderata ed elaborata, come conoscenza, rispetto a quella più immediata, più veloce dei quotidiani, dei telegiornali o dei siti online. Il nostro Festival si propone di leggere il tempo presente attraverso questi strumenti essenziali, i libri, puntando in particolar modo sulla saggistica che non ha solo la capacità di aiutarci a capire l’attualità e a prepararci al futuro, ma contribuisce ad approfondire la nostra conoscenza del passato. Dopo di che noi essere umani siamo così sciocchi e continuiamo a non imparare da ciò che ci ha preceduti, dai nostri errori, ma questa è un’altra storia di cui i libri non hanno colpa. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, con l’avvento delle nuove tecnologie si è temuto che il libro tradizionale, cartaceo, finisse declassato a favore degli e-book, ma così non è stato. Le tecnologie digitali hanno stravolto e profondamente influenzato l’informazione, la vita quotidiana e la cultura, tuttavia, al momento, il libro cartaceo resiste e le vendite sono in crescita, a dimostrazione di come le nuove tecnologie non sempre siano in contrapposizione con gli strumenti tradizionali.»

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