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Buco nero al centro della via Lattea: che cos'è Sagittarius A*?

L'immagine è stata elaborata dal team internazionale degli accademi Event Horizon Telescope (EHT). Scoperta sensazionale che segue quella del 2019 quando per la prima volta è stato fotografato il Messier 87

12 Maggio 2022

Buco nero

Buco nero (fonte twitter @INFN_)

Buco nero al centro della via Lattea: che cos'è Sagittarius A? Uno scatto divulgato oggi 12 maggio 2022 che potrebbe segnare la storia: è il buco nero dove ruota la via Lattea, meglio chiamato Sagittarius A*. Il corpo celeste rilevato all'interno della galassia in cui si trova la terra, segna una svolta: la foto è costata tre anni di lavoro agli accademici dell'EHT Event Horizon Telescope. È stata annunciato oggi allo European southern observatory, durante una conferenza stampa simultanea mondiale. Visto che è praticamente "impossibile" riuscire a scattare una foto, gli astronomi che ci hanno lavorato hanno pensato di catturare la luce "curvata" dalla potente gravità del buco nero. 

Buco nero al centro della via Lattea: Che cos'è Sagittarius A*?

Che cos'è Sagittarius A*? Il buco nero si trova a 27mila anni luce dalla terra ed è 4 milioni di volte più grande del Sole. Potrebbe essere il "centro" o il "punto di ancoraggio" di tutta la galassia, quello intorno a cui ruotano le braccia della spirale. Il diametro di Sagittarius A è di 44 milioni di km. Gli astrofisici hanno rivelato come i buchi neri siano uno degli elementi più affascinanti dello spazio: si formano dopo il collasso di stelle di enormi dimensioni e presentano densità altissime. La gravità al loro interno è talmente elevata da catturare la luce e modificare tempo e spazio. 

Sagittarius A*, buco nero nella via Lattea: tre anni fa la prima scoperta
 

Gia nel 2019 la prima scoperta riguardo l'immagine di un buco nero: era tre anni fa e si trattava di Messier 87, a 55 anni luce di distanza dalla Terra. una scoperta che entrò nella storia dell'astrofisica. Stavolta ci sono voluti cinque anni per risalire a Sagittarius A*. È vero infatti che è più vicino alla Terra ma il gas che ha intorno si muove molto più velocemente e la luminosità cambia continuamente rendendo ardua l'impresa di scattare una foto 

Elisabetta Liuzzo, ricercatrice Inaf dell’Istituto di radioastronomia a Bologna e membro dell’Eht osserva: "Tre anni fa tutti si aspettavano di vedere prima Sagittarius A* rispetto a M87, ma ci sono stati problemi che hanno richiesto tempo in più per analizzare dati, calibrare le osservazioni e ottenere le immagini. Problemi dovuti al fatto che è molto variabile, c'è più mezzo interstellare, polveri e gas che distorcono il segnale", chiosa.

 

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