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Stati Generali della Cultura, il Ministro Franceschini: "Apertura totale e aiuto concreto"

Stati Generali della Cultura 2021: focus sul settore della cultura e dello spettacolo come motore sviluppo per il Paese. Franceschini: "Servono azione coraggiose per ripartire"

14 Luglio 2021

Stati Generali della Cultura

Gli Stati Generali della Cultura aprono un dialogo di riflessione sul settore della cultura e dello spettacolo con particolare attenzione all'evoluzione e ai cambiamenti portati dalla pandemia. Parliamo infatti di uno dei settori più colpiti dalle misure di contenimento introdotte nell’UE per frenare la diffusione del Covid-19.

In questi mesi sono stati messi a nudo le limitazioni dei modelli di business pre-covid e contemporaneamente si è registrata un’incredibile opportunità di rinnovamento e riorganizzazione per la società nella sua interezza. Profondi cambiamenti culturali e tecnologici impongono nuove figure professionali, nuovi investimenti e competenze digitali. E' necessario trasformarsi per poter ripartire e farlo nella direzione dell'internazionalizzazione e della transmedialità.

Uno degli obiettivi di tutto il sistema pubblico e privato italiano per il 2021 è infatti la ripartenza del settore della cultura e di questo si è discusso oggi agli Stati Generali della Cultura. In quest’anno particolare, il focus del convegno è stato su Cultura e Sviluppo, un binomio vincente per la ripartenza economica del Sistema Italia. Un dialogo infatti, quello degli Stati Generali della Cultura, che ha l'obiettivo di riflettere sulla cultura e sull'economia come motore sviluppo per il Paese che porti ad una tempestiva ripartenza economica. 
 

Stati Generali della Cultura, la parola al Ministro della Cultura Dario Franceschini

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini durante gli Stati Generali della Cultura: “Il 13 luglio è stato approvato il provvedimento che comporta l’allontanamento delle grandi navi da Venezia. Avevo già preso questo impegno all’inizio del mio mandato con il Governo Conte, è un tema che va avanti da molti decenni riguardando tutto il mondo attraverso il fenomeno del turismo. Un tema vestito di risonanza internazionale e sotto l’attenzione dell’UNESCO sul punto di dichiarare Venezia un sito a rischio. Oggi il Governo Draghi ha fatto una scelta dura, coraggiosa ma indispensabile. Dal primo di agosto tutte le navi sopra le 25 tonnellate non potranno più passare per il canale della Giudecca e davanti a San Marco. Venezia è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e in quanto tale è giusto che la comunità internazionale spinga in questa direzione di tutela e salvaguardia.

Il pubblico e il privato nella cultura devono collaborare pienamente. Dobbiamo superare la contrapposizione ideologica che li aveva visti separati negli anni passati. Dobbiamo creare collaborazione, abbiamo fatto delle norme come l’Art Bonus che siano incentivi nella promozione del proprio patrimonio culturale.

Dobbiamo entrare nelle cultura delle imprese italiane la cultura del Give Back inglese, l’idea di voler restituire al proprio Paese quello che viene dato. Promuovere la bellezza italiana, la storia, l’arte e la cultura oltre alla grande credibilità dei nostri prodotti all’estero del made in Italy, quello che fa vendere e genera ricchezza. E’ necessario, anche per ragioni economiche, che ci sia una parte del bilancio sociale dedicato alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale. Serve abbattere ogni barriera ideologica, dare aiuto concreto a attivo e operare un’apertura totale. Abbiamo avviato, in questo senso, molte Fondazioni che possono essere lo strumento per la collaborazione congiunta di pubblico e privato.

Il terzo settore del volontariato è indispensabile. Ricordo, tra gli altri, il FAI che raccoglie migliaia di volontari necessari nella gestione e nel recupero di beni culturali che altrimenti sarebbero rimasti abbandonati. C’è grande bisogno di collaborazione”.

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