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Milano, l'arte e la magia dello specchio: un laboratorio di coraggio e abilità italiana

Giampiero Romanò, un giovane ebanista (termine desueto, per descrivere la nobile arte del restauro di mobili antichi), ha appreso il mestiere dal padre Natale. Un viaggio nel suo laboratorio fuori dal tempo

Di Andrea Migliavacca

29 Maggio 2021

Specchi, laboratorio Giampiero Romanò

Fonte: facebook

Sin dalla sua invenzione, lo specchio è stato ritenuto un elemento magico, tanto da meritare un ruolo primario in numerose fiabe.

Per chi non fosse di Milano, ma anche per chi vi abita, Via Pisacane è anche nota come la “via degli antiquari”; ancora oggi lo è, anche se il settore di quell’attività non è più florido come un tempo.

Le vetrine dove venivano esposti arredi, suppellettili e amenità del passato, non si contavano. Si conoscevano tutti tra loro e si salutavano nel reciproco rispetto, con simpatici soprannomi. Per gli appassionati, entrare nei loro negozi, ancora attuale è la gioia di trovare nascosti, dietro una credenza, la tela impolverata di qualche sconosciuto pittore settecentesco, od una coppia di comodini Luigi XVI, originali e magari malconci. Nessun problema, nella parallela Via Nino Bixio (e non “biperio”, per i compulsivi moderni digitatori), si trovavano ancora i restauratori, ai quali gli entusiasti acquirenti portano il loro “pezzo” a riparare. Lì si trova ancora Giampiero Romanò, un giovane ebanista (termine desueto, per descrivere la nobile arte del restauro di mobili antichi), che ha appreso il mestiere dal padre Natale.

Difficile muoversi nel suo laboratorio, un piccolo spazio, un tempo, ricco di mobili impolverati, alcuni dei quali esposti per la vendita, altri abbandonati dai clienti non paganti e quelli in fase di restauro. Un’arte, quella del restauro, oramai in declino; l’antichità, con le nuove folli tendenze, ha assunto la forma di un passato da rinnegare; un declino culturale ed economico che ha indotto molti antiquari e restauratori a chiudere i battenti.

Giampiero, però, col suo socio Pirozzi, ha saputo anticipare le tendenze; ha coltivato il “modernariato” e si è avvicinato al mondo del design, collaborando con Maurizio Cattelan e Pier Paolo Ferrari, col team di toiletpaper magazine. Una sinergia proficua, che gli ha consentito di dare sfogo alla sua vena artistica; creatività accompagnata dalla sapiente arte del restauro. Oggetti desueti ed ormai destinati al macero, con alcuni significativi accorgimenti, sono diventati pezzi d’arte. Gli specchi sono il suo forte; quelli antichi vengono sezionati, riassemblati e crivellati, per assumere una nuova forma o per accogliere stravaganti inserti.

Giampiero ha saputo assecondare coraggiosamente la sua indole ed oggi la sua bottega (ampliata e rinnovata) continua a lavorare, sia con l’antiquariato, ma ancor di più con le “creazioni” artistiche.

Un estro esplosivo che gli ha consentito di ottenere uno spazio espositivo oltreoceano; le sue opere verranno esposte dal 17 Giugno al 17 Agosto, a New York, in una mostra che prende il nome di RE FLEX, presso il Mucciaccia Gallery, Street Ground Floor, 520 west 24th.

L’arte, il coraggio e l’abilità italiana si distinguono anche nei momenti di crisi, come quello in cui viviamo. Un esempio da seguire, o forse la magia che ancora oggi può conferire lo specchio.

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