18 Marzo 2026
Pedopornografia (fonte: polizia di stato)
Nella mattina di martedì 17 marzo si è svolto, nel carcere femminile della Giudecca a Venezia – dove è detenuta da venerdì – l’interrogatorio di garanzia della professoressa di Treviso di 52 anni arrestata con le accuse di violenza sessuale su minori, detenzione di materiale pedopornografico pornografia minorile. Secondo l’impianto accusatorio, la docente avrebbe condiviso con il suo amante romano M.M., un giornalista 49enne anch’egli finito in carcere, immagini della figlia e dei due nipotini, di 12, 5 e 8 anni, "nudi" e in posizioni "sessualmente esplicite".
Sono stati inoltre trovati messaggi con commenti "che fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia", come "ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati e commentati poi con l'indagato".
Assistita dalle avvocate Marta Labozzetta e Francesca Ottoni del foro di Treviso, la donna ha respinto ogni addebito dichiarandosi innocente.
Ieri mattina è stato ascoltato anche l’uomo, che davanti al gip capitolino si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando però dichiarazioni spontanee. Secondo quanto trapelato, il giornalista avrebbe fornito una ricostruzione dei fatti in contrasto con quella della procura, spiegando inoltre quando avrebbe conosciuto la donna e la natura del loro rapporto. Gli atti saranno trasmessi a Venezia per competenza territoriale.
Per il gip, infatti, l’invio delle foto della figlia minorenne al 49enne sarebbe avvenuto da Treviso, città in cui la donna vive e insegna. Il fascicolo passerà quindi ai magistrati distrettuali competenti per le ipotesi di reato contestate. La difesa sta valutando l’impugnazione della nuova ordinanza che i pm veneti dovrebbero emettere nei prossimi giorni.
L’indagine potrebbe inoltre ampliarsi alla luce delle analisi sul cellulare e sul computer sequestrati al 49enne. Le prime verifiche avrebbero rivelato un numero molto elevato di immagini esplicite, oltre alla partecipazione dell’uomo a canali Telegram che potrebbero essere collegati a reti internazionali di pedofilia.
L'identità dell'insegnante 52enne e dell'uomo non è ancora stata resa nota ufficialmente dalle forze dell'ordine. Nonostante ciò, il Giornale d'Italia è riuscito a risalire all'identità del presunto pedofilo: M.M:, ex giornalista dell'Ansa, di Mediaset, Rai, ex vicedirettore di Sky Tg24 e precedentemente impiegato presso Ansaldo Energia. Oggi avrebbe un ruolo in Hitachi Rail, compagnia che lavora nel settore ferroviario.
Al fine di tutelare i minori però, non riportiamo l'identità della professoressa e di M.M.
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