11 Febbraio 2026
Famiglia nel bosco, fonte: X: axe_xx_
La famiglia nel bosco è ancora divisa e sempre più debole. Il Tribunale per i minorenni ha fissato per il 6 e 7 marzo le perizie psichiatriche sui tre bambini allontanati forzatamente dai genitori, mentre prende corpo l’ipotesi di un affido temporaneo alla nonna o alla zia. Gli specialisti parlano di un disagio evidente legato alla separazione e lo psichiatra Tonino Cantelmi avverte che "i figli stanno male", sottolineando come il percorso debba puntare alla ricostruzione di una normalità affettiva e, se possibile, al ricongiungimento familiare.
Le valutazioni cliniche dei tre bambini, Utopia Rose di otto anni, e i due gemelli di sei, Bluebell e Galorian, si svolgeranno all’inizio di marzo e serviranno a verificare le condizioni psicologiche, lo sviluppo cognitivo e affettivo e le figure di riferimento dei minori. Il lavoro dei consulenti tecnici del tribunale si inserisce in un percorso complesso, che resta aperto e orientato alla possibilità di un ricongiungimento della famiglia. Gli specialisti del Dipartimento di Salute Mentale sottolineano l’importanza di favorire la continuità dei legami familiari e di ricostruire una stabilità emotiva per i bambini, duramente colpiti dalla separazione dai genitori avvenuta lo scorso novembre. Tra le opzioni sul tavolo c’è anche un possibile affido temporaneo a familiari stretti, in particolare alla nonna Pauline o alla zia Rachael, entrambe cittadine dell’Unione Europea. Le due donne sono arrivate in Italia nei giorni scorsi per sostenere la famiglia e rendersi disponibili a un coinvolgimento diretto. L’ipotesi, tuttavia, resta subordinata alle decisioni del tribunale e all’esito delle perizie.
Secondo Martina Aiello, consulente della difesa insieme allo psichiatra Tonino Cantelmi, "noi siamo per il ripristino del nucleo familiare". La situazione viene definita un cantiere aperto, in cui il nodo centrale resta il malessere dei bambini. Cantelmi ha spiegato che le valutazioni cliniche segnalano un disagio comprensibile in un contesto di separazione traumatica, ma anche una capacità di resilienza, aggiungendo che "stanno male, ma restituire loro i genitori potrà curare questa ferita". Nel frattempo è stata depositata una nuova relazione dell’assistente sociale sul monitoraggio dei minori, che aggiorna il quadro delle loro condizioni. I legali dei genitori avevano chiesto la sostituzione della professionista, ma l’istanza non è stata accolta, poiché non sono emersi elementi per giustificarla. Le testimonianze dei familiari descrivono bambini confusi e in forte sofferenza emotiva. La nonna ha raccontato di comportamenti ansiosi e difficoltà nel sonno, mentre la zia ha parlato di un cambiamento profondo nel loro modo di relazionarsi e di una crescente chiusura emotiva. Entrambe hanno ribadito di non voler portare i bambini all’estero, ma di auspicare il ritorno in un contesto familiare stabile in Italia.
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