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Omicidio Federica Torzullo, figlio ascoltato su presunte violenze del padre, l’8 gennaio accompagnato dai nonni dopo cena con i genitori

Ieri pomeriggio il minore è stato sentito alla presenza del suo curatore speciale, del tutore legale e di uno psicologo, come previsto dalle procedure di tutela. I magistrati hanno cercato di comprendere se il bambino abbia colto segnali di conflitto all’interno della coppia, soprattutto nelle ore immediatamente precedenti alla scomparsa della madre

05 Febbraio 2026

Omicidio Federica Torzullo, il figlio interrogato su ipotesi padre violento, l’8 gennaio accompagnato dai nonni dopo cena con i genitori

Federica Torzullo, fonte: Facebook, Federica Torzullo

I pm di Civitavecchia hanno ascoltato in audizione protetta il figlio decenne di Federica Torzullo per chiarire se avesse percepito tensioni o comportamenti violenti in famiglia. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulla sera dell’8 gennaio, l’ultima trascorsa insieme nella villetta di Anguillara Sabazia. Dopo la cena con entrambi i genitori, il bambino venne accompagnato dal padre a dormire dai nonni materni. Un passaggio chiave per ricostruire il contesto che ha preceduto l’omicidio.

Omicidio Federica Torzullo, il figlio interrogato su ipotesi padre violento, l’8 gennaio accompagnato dai nonni dopo cena con i genitori

Ieri pomeriggio il minore è stato sentito alla presenza del suo curatore speciale, del tutore legale e di uno psicologo, come previsto dalle procedure di tutela. I magistrati hanno cercato di comprendere se il bambino abbia colto segnali di conflitto all’interno della coppia, soprattutto nelle ore immediatamente precedenti alla scomparsa della madre.

Claudio Carlomagno, che ha confessato di aver ucciso la moglie e di averne occultato il corpo in una buca profonda due metri, ha indicato come movente il timore di perdere il figlio o la quotidianità di vita con lui. Una versione che viene però smentita dai familiari della vittima. I genitori di Federica e la sorella Stefania hanno ribadito che la 41enne non aveva alcuna intenzione di separare il bambino dal padre: l’ipotesi condivisa sarebbe stata quella di mantenere il figlio nella casa familiare, alternandosi sotto lo stesso tetto per garantire continuità affettiva.

Il movente resta un punto centrale dell’inchiesta perché potrebbe orientare la strategia difensiva dell’uomo. La linea potrebbe puntare a far decadere la contestazione del nuovo reato di femminicidio, chiedendo il riconoscimento dell’omicidio aggravato dal solo vincolo parentale, circostanza che escluderebbe la condanna automatica all’ergastolo.

Nonostante la confessione, la Procura intende chiarire numerosi aspetti ancora oscuri, soprattutto in relazione all’aggravante della premeditazione. Carlomagno ha raccontato di aver colpito la moglie d’impeto, utilizzando un coltello che si sarebbe trovato casualmente nel bidet per disostruire uno scarico. Una ricostruzione che viene contraddetta dalla testimonianza della governante, la quale ha riferito di aver pulito accuratamente quel bagno poche ore prima del delitto, senza notare lame né problemi all’impianto idraulico.

Le indagini si concentrano ora anche sull’auto dell’uomo. L’analisi della scatola nera e dei tracciati Gps potrebbe far emergere eventuali spostamenti sospetti nei giorni precedenti al delitto, come sopralluoghi nel terreno dove Federica è stata sepolta o l’acquisto di teli di plastica e altro materiale utilizzato per l’occultamento del cadavere.

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