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Sgarbi, auto blu multata in Svizzera. Lui si paragona a Marco Biagi e giustifica: "Nessun privilegio"

Sgarbi multato in Ticino per i lampeggianti. La sua difesa social tira in ballo tutti: da Salvini, alla Mafia a Marco Biagi

12 Agosto 2022

Sgarbi, auto blu multata in Svizzera. Lui si paragona a Marco Biagi e giustifica: "Nessun privilegio"

L'auto blu di Vittorio Sgarbi è stata multata in Svizzera domenica scorsa. Il noto critico d'arte ha però respinto le contestazioni della polizia elvetica. Le autorità locali lo avevano sanzionato contestandogli di aver superato una colonna di auto ferme in autostrada, con le luci di emergenza accese. Accuse che il deputato aveva però respinto con forza e con toni accesi, accusando la polizia elvetica di essere "arrogante, prepotente e bugiarda".

Svizzera, Sgarbi: auto blu multata

Il Canton Ticino ha dunque replicato: "La legge è legge. I lampeggianti blu sono riservati ai mezzi di pronto intervento, al servizio della comunità", ha puntualizzato Norman Gobbi, consigliere di Stato del Canton Ticino eletto nella lista della Lega. Sui social, il politico ha anche difeso l'operato dei gendarmi e, rivolgendosi idealmente a Sgarbi, ha affermato: "Le regole sono regole per tutti. Questa è la Svizzera, signor Sgarbi, dove i deputati non hanno auto blu e men che meno dotate di lampeggianti prioritari, privilegio concesso solo agli enti di pronto intervento che sono loro, e non Ella, al servizio della comunità tutta". Parole che hanno mandato il noto critico d'arte su tutte le furie.

La difesa di Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi ha dunque ritenuto necessario puntualizzare, in un lungo video sulla sua pagina facebook, spiegando le ragioni per le quali aveva fatto uso dei lampeggianti. A suo dire, non si è trattato di un tentativo di superare la fila al valico, ma di un gesto dettato da ben più gravi esigenze. Nel video sfogo Sgarbi aveva anche detto che non avrebbe più messo piede in Svizzera. L'agente di scorta, a detta del critico, le cui spese come quelle dell'auto blu sono a suo carico, gli è stato assegnato per le molte minacce ricevute nel corso degli anni. "Bastava mi diceste di non usare i lampeggianti e mi sarei uniformato", argomenta il parlamentare, che poi denuncia, nuovamente, quella che definisce "l'arroganza della Polizia Cantonale" nei suoi confronti e del suo bodyguard-autista. "Domenico Valerio, il mio agente, ha fatto il suo dovere". Il critico-deputato in merito alla questione si paragona a Marco Biagi "a cui è stata tolta la scorta ed è stato ucciso", ricorda. Alla fine del video su Facebook Sgarbi torna a prendersela con Gobbi, tirando in ballo Matteo Salvini. "Caro signor Gobbi, quando verrà in Svizzera il suo amico Matteo Salvini, qualcuno dovà pur proteggerlo. È vero che la mafia in Svizzera non esiste". 

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