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Perquisizioni tra i No Green pass, indagati per minacce ai giornalisti

La Procura di Milano ha emesso quattro decreti di perquisizione nei confronti di appartenenti al movimento No Green pass, accusati di violenza privata aggravata verso alcuni giornalisti.

12 Novembre 2021

Perquisizioni tra i No Green pass, indagati per minacce ai giornalisti

fonte: Twitter @corriere

Quattro decreti di perquisizione, emessi dalla Sezione Distrettuale antiterrorismo della Procura di Milano, sono stati eseguiti nelle ultime ore nei confronti di appartenenti al movimento No Green pass scesi in piazza durante i cortei tenutisi nel capoluogo lombardo. Gli autori delle proteste sono attualmente indagati per il reato di "violenza privata aggravata" nei confronti dei giornalisti presenti durante le manifestazioni. Atteggiamenti minacciosi che secondo i magistrati sono stati tali da impedire l'esercizio del diritto di cronaca in un luogo pubblico.

Perquisizioni tra i No Green pass, indagati per minacce ai giornalisti

I decreti di perquisizione emessi dal pool, coordinato dal magistrato Alberto Nobili, sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo Informativo di Milano nei confronti di quattro persone facenti parte del movimento No Green pass. Questi ultimi sono al momento sotto indagine per aver "posto in essere, nel corso delle consuete manifestazioni milanesi del sabato, atteggiamenti prevaricatori nei confronti di alcuni giornalisti, tanto da impedire l’esercizio del diritto/dovere di cronaca". Il reato contestato è di violenza privata aggravata in quanto commessa in un luogo pubblico.

In particolare le intimidazioni e aggressioni a cui si fa riferimento nell'inchiesta sono quelle verificatesi ai danni di un giornalista del TG5 durante la manifestazione del 23 ottobre e di un giornalista dell'Ansa durante il corteo dello scorso 6 novembre. Nel primo caso infatti venne aggredito l'inviato del telegiornale di Canale 5 Enrico Fedocci, circondato da alcuni manifestanti all'altezza di corso Buenos Aires. Sempre nella manifestazione del 6 novembre era stato inoltre segnalata un'aggressione ai danni di un giornalista di Fanpage, bloccato in piazza Fontana da alcuni membri del corteo che lo hanno spintonato mettendogli la mano sulla telecamera.

Successivamente alle aggressioni, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombarda Alessandro Galimberti aveva chiesto alla questura di alzare il livello di attenzione nei confronti dei manifestanti. Secondo Galimberti infatti "La libertà di manifestazione, e financo il diritto di critica verso i cronisti, non possono tollerare esplosioni di violenza organizzata e mirata contro professionisti che stanno svolgendo il proprio lavoro in pubblico, senza alcuna difesa da aggressori e malintenzionati" - chiedendo inoltre di "individuare i responsabili dei gravi episodi e di garantire per il futuro condizioni adeguate per la tutela dei colleghi portatori del diritto dovere di informare la cittadinanza".

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