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Green pass, è giunto il giorno: obbligatorio da oggi al lavoro

Tutte le informazioni sul Green pass: come ottenerlo, cosa fare dopo la prima dose e cosa aspettarsi dopo il Covid. Intanto non si fermano le proteste in tutta Italia

15 Ottobre 2021

Green pass, è giunto il giorno: obbligatorio da oggi al lavoro

Fonte: lapresse.it

Il Green pass è obbligatorio da oggi, 15 ottobre, in Italia e solo in Italia, anche al lavoro per dipendenti pubblici e privati. Dalla mezzanotte sono infatti scattate le nuove regole contenute nel Dpcm sull'obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid da parte del personale di pubbliche amministrazioni e aziende private. Non accennano a placarsi le proteste in tutta Italia: portuali e camionisti sono ancora sul piedi di guerra, a Napoli è sfilato un corteo funebre per piangere la morte della democrazia.

Di seguito, tutte le informazioni utili su chi deve averlo, verifiche e controlli, come ottenerlo anche dopo la prima dose e se si è guariti dal coronavirus.

Green pass, obbligatorio da oggi al lavoro

"Oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all’obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti", si legge nella nota informativa del Governo.

"Il soggetto preposto al controllo è il datore di lavoro, che può delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale. Le linee guida lasciano libero il datore di lavoro di stabilire le modalità attuative. Il controllo potrà avvenire all’accesso, evitando ritardi e code durante le procedure di ingresso, o successivamente, a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio, assicurando la rotazione e quindi il controllo di tutto il personale".

"Per le verifiche, sarà possibile usare l’applicazione gratuita Verifica C-19. Inoltre, saranno fornite alle amministrazioni applicazioni e piattaforme volte a facilitare il controllo automatizzato, sul modello di quanto avvenuto per scuole e università". Il Dpcm prevede anche maggiore flessibilità negli orari di ingresso e di uscita. "Ogni amministrazione - viene infatti precisato - anche al fine di non concentrare un numero eccessivo di personale sulle mansioni di verifica della certificazione verde, dovrà provvedere ad ampliare le fasce di ingresso e di uscita dalle sedi di lavoro del personale alle proprie dipendenze. Sarà quindi consentito il raggiungimento delle sedi di lavoro stesse e l’inizio dell’attività lavorativa in un più ampio arco temporale".

Green pass, multe e controlli da Stato di polizia

"Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass", se si presenta al lavoro senza il certificato. Il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass va incontro ad una multa che va da 600 a 1.500 euro. "Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio", si legge nelle Faq. Il datore di lavoro che non controlla rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Si ricorda inoltre che non sono consentite deroghe sull'obbligo del Green pass per i dipendenti pubblici e senza certificato verde non si può ricorrere allo smart working.

Tamponi, l'alternativa costosa a spese del lavoratore

"I soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde potranno utilizzare i documenti rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. I soggetti sprovvisti di certificazione verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro. Ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento".

Vaccino Covid, cosa succede se non lo si può fare per motivi di salute

"I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito 'QR code' in corso di predisposizione", si legge nelle Faq. "Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo".

La Certificazione verde COVID-19 viene generata in automatico e messa a disposizione gratuitamente nei seguenti casi: aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni; aver completato il ciclo vaccinale; aver fatto la dose aggiuntiva al primo ciclo di vaccinazione; essere risultati negativi a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti; essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.

Green pass, porti bloccati dai portuali a Trieste, Napoli e Genova

Non si fermano, anzi si fanno più forti, le proteste dei portuali contro il Green pass obbligatorio sul luogo do lavoro: ora il rischio di avere i porti di Trieste, Genova e Napoli bloccati si fa forte e Draghi corre dai sindacati. "Siamo disposti ad andare avanti fin quando il green pass non verrà tolto", ha fatto sapere, a Rainews24, Stefano Puzzer, portavoce del coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Secondo il portavoce, è giunta l'ora di "fermare l'economia". Perché forse è l'unico segnale che possiamo dare a questo Stato, per fargli capire che ci sono tante persone in difficoltà, tante persone che rimarranno senza uno stipendio, e solo perché hanno esercitato una scelta libera quella di non farsi il vaccino". "Adesso - Puzzer - continua mi sembra ben chiaro che questo passaporto verde è solamente una manovra economica non sanitaria".

Green pass, porti bloccati dai portuali a Trieste, Napoli e Genova

Puzzer continua poi minacciando il Governo. Se oggi, giovedì 14 ottobre, "non ci saranno novità e il decreto non verrà ritirato domani bloccheremo il porto di Trieste, sia in entrata che in uscita", continua. Ma si teme che le proteste si allarghino a ogni città. "La dimostrazione ci sarà domani e la gente vedrà che le notizie che sono state date, che gli altri posti non sono d'accordo, domani ci sarà evidenza che non è così". Sui sindacati, contrari al proseguire della tensione e delle proteste, il portavoce ha risposto: "I sindacati confederali è una vita che non sono dalla parte dei lavoratori". Dunque, "possono prendere le posizioni che vogliono vedremo domani quante persone saranno presenti dei portuali".

"Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque", ha fatto sapere Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste. Se il Governo dovesse posticipare l'obbligo del Green pass, Volk però dice che "nel caso prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto. Se il governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte del governo per prendere un po' di tempo e trovare poi una soluzione".

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