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Green pass portuali, da tutta Italia continua la protesta: "Dal 15 blocchiamo tutto". VIDEO

In tutto il Paese aumenta la solidarietà tra colleghi, che denunciano l'assurdità delle restrizioni. "Il Governo sta perdendo il contatto con la realtà"

14 Ottobre 2021

Da tutta Italia continua la protesta dei portuali contro il Green pass: "Dal 15 blocchiamo tutto", si urla nei porti italiani, mentre il Governo continua sulla sua strada ignorando i rischi dei blocchi.

Trieste capofila della protesta No Green pass

Un'ondata di proteste che si estende a macchia d'olio. Questa sembra essere la protesta degli operatori dei porti italiani, che davanti alle contraddizioni della certificazione verde chiedono spiegazioni e sicurezza. Quello che emerge è la volontà di coordinare tutte le realtà portuali italiane, dove l'extrema ratio potrebbe portare al blocco totale delle operazioni.

A portare avanti la protesta organizzata è soprattutto il gruppo dei portuali di Trieste, guidati da Stefano Puzzer. Intervenuto durante il programma 'Non è l'Arena', Puzzer ha confermato l'agenda del gruppo: "Abbiamo parlato con i colleghi degli altri porti, si vedrà venerdì. Noi abbiamo chiesto un appuntamento al prefetto, speriamo che il governo cancelli il decreto".

"Io sono vaccinato, puntualizza, ma non posso accettare di lavorare tranquillamente mentre miei fratelli, che hanno condiviso questi due anni con me, debbano stare a casa". "Il porto di Trieste lavora al 90% con l'export: vogliamo vedere cosa dicono gli armatori europei quando vedono che le loro merci vengono bloccate per un decreto adottato solo in Italia", continua. Dallo studio chiedono cosa potrebbe succedere se dal Governo non arriverà alcuna risposta. "Andremo avanti fino a quando non verrà tolto il Green pass", risponde Puzzer. "Non lo stiamo facendo solo per i portuali, lo facciamo per tutti gli italiani".

No Green pass, a Genova cercano la mediazione sui tamponi gratis

A Genova i portuali vaccinati sono solo il 20%. Una cifra preoccupante, che ha spinto molte aziende a pagare per i tamponi dei dipendenti. Una spesa che, però, nel lungo tempo diventerà insostenibile. ecco quindi che si cerca una mediazione per ottenere quantomeno i test gratuiti per i lavoratori. Sul tema è intervenuto Josè Nivoi, portavoce Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) e dirigente sindacale Usb del porto di Genova.

"Siamo assolutamente contrari a come si sta gestendo la questione green pass e tamponi. Se lo Stato ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio, che lo renda tale, assumendosi le proprie responsabilità e senza delegarle ai lavoratori, tra i quali c'è tanto timore. Che si trovino altre soluzioni. In Italia ci sono 12 vaccini obbligatori: 13 non farebbero la differenza".

"In Italia, secondo la legge 81/2008 che riordina tutte le norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, tutto quello che li riguarda deve essere a carico dell'azienda per cui lavorano. Noi vogliamo che ogni dipendente abbia la possibilità di fare un tampone prima di entrare all'area portuale, per questione di maggiore sicurezza; una sicurezza che solo il tampone può dare e non il green pass. E questi tamponi devono essere pagati dall'azienda perché non è giusto che un lavoratore debba perdere metà del suo stipendio per queste ragioni. Vero è che se ti fai il vaccino hai meno probabilità di morire ma il green pass non è sinonimo di sicurezza", conclude..

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