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Lockdown, ristoratori fanno causa al Governo per i danni subiti: "Ci hanno dato solo briciole"

Un gruppo di imprenditori del settore della ristorazione della Toscana hanno istituito un presidio a oltranza in piazza Montecitorio

13 Ottobre 2021

Lockdown, ristoratori fanno causa al Governo per i danni subiti: "Ci hanno dato solo briciole"

Fonte: lapresse.it

Un gruppo di imprenditori, appartenenti a "Tni – Tutela Nazionale Imprese ristoratori Toscana", ha deciso di fare causa al Governo per i danni subiti durante il lockdown stretto e anche per quelli successivi. I ristoratori sono, ormai da molti giorni, n presidio a oltranza in piazza Montecitorio a Roma per protestare per "le briciole" ricevute al posto degli aiuti promessi e per chiedere i danni. Si tratta di uno dei comportai dell’economia nazionale in assoluto più colpito durante i mesi del lockdown, ma anche per colpa della divisione delle regioni in zone gialle, arancio e rosse.

Lockdown, ristoratori fanno causa al Governo

Gli imprenditori hanno deciso di adottare un'azione collettiva contro il governo per i danni causati da quelle chiusure e "per opporsi alle decisioni messe in atto tramite i Dpcm e che limitano la libertà di impresa". Gli avvocati del gruppo hanno già depositato una citazione al tribunale civile di Roma. Sotto accusa gli strumenti normativi e i rimborsi non adeguati se paragonati alle scelte di altri Paesi europei. "I danni sono dovuti all'impossibilità di esercitare l'attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia", ha fatto sapere Tni. "Gli aiuti – ha fatto sapere il portavoce Pasquale Naccari - sono stati briciole fino a ora. Coprono al massimo il 4% del fatturato mensile. Siamo stanchi delle promesse, vogliamo fatti".

L'azione collettiva è stata notificata lunedì 11 ottobre ed è promossa da circa cento titolari di ristoratori, bar, pizzerie ed esercizi di somministrazione. Il loro obbiettivo è quello di chiedere un accertamento del diritto di ottenere un risarcimento. Ora bisognerà tenere conto del fatturato di ciascun esercizio e anche dei costi variabili e fissi. Inoltre, più in generale, bisognerà tenere conto del danno causato dalla perdita della clientela

"Gli indennizzi ricevuti per le nostre attività chiuse nel 2020 e nei primi mesi 2021 sono briciole", continuano i ristoratori. "Abbiamo assistito a una serie di promesse non mantenute, non solo dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, che abbiamo incontrato a Palazzo Chigi, ma anche dal governo Mario Draghi, che purtroppo non siamo ancora riusciti ad incontrare".

E ancora: "Abbiamo preparato un documento che presenteremo e che illustra in dettaglio il lungo elenco di inadempienze. Tra queste - racconta il portavoce di Tni Italia, Raffaele Madeo - il fondo per il sostegno alle attività economiche rimaste chiuse nei primi cinque mesi 2021 che ancora non è stato approvato e le modalità di richiesta del terzo contributo a fondo perduto, che ancora non sono state stabilite. E' urgente la proroga della cassa integrazione, che per molte aziende scadrà a metà ottobre, in concomitanza con l'introduzione dell'obbligo di green pass. In caso contrario, infatti, scoppierà un dramma sociale perché siamo ancora nella fase di emergenza economica", ha concluso Madeo.

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