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Ita-Alitalia, protesta continua: "Facciamo sentire la nostra voce"

I sindacati: "No ai licenziamenti e a condizioni di lavoro unilaterali, sì invece ad un piano di sviluppo e al contratto collettivo nazionale di lavoro"

21 Settembre 2021

Ita-Alitalia, continua la protesta: "Facciamo sentire la nostra voce"

Fonte: lapresse.it

Si è concluso nella notte il presidio iniziato ieri, lunedì 20 settembre 2021, dei lavoratori Alitalia davanti alla sede di Ita, a Roma, in concomitanza con l'incontro convocato dalla compagnia con i sindacati per cercare un accordo sui contratti di lavoro dei nuovi assunti. A organizzare la protesta erano stati i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl. Lo scopo era non solo quello di "far sentire la voce", come hanno riferito i presenti, ma anche ribadire le loro idee: "No ai licenziamenti e a condizioni di lavoro unilaterali, sì invece ad un piano di sviluppo e al contratto collettivo nazionale di lavoro".

Roma, continua protesta Ita-Alitalia

I sindacalisti sono usciti, dopo oltre 6 ore di discussione, dalla sede della società all'Eur, intorno a mezzanotte. Ma la protesta non si ferma. Per oggi infatti, martedì 21 settembre 2021, è previsto un altro presidio a piazza San Silvestro, nel centro di Roma. Inoltre, sempre in data odierna ci sarà la convocazione delle commissioni parlamentari (dopo che avranno audito i  vertici di Ita) e le assemblee a Roma Fiumicino dalle ore 15 alle 24. 

"Vi sono ad oggi dei nodi cruciali irrisolti sul tavolo di Ita e indissolubilmente legati agli ammortizzatori sociali di Alitalia - hanno detto i sindacati durante la protesta di ieri -, prima tra tutti l'improvvisa modifica del piano industriale rispetto a quanto previsto dal Decreto Interministeriale di costituzione della NewCo, che ha visto tagliare i rami Handling e manutenzione, oltre a prevedere appena il 50% dei lavoratori del ramo Aviation. Le organizzazioni sindacali ritengono che con questi presupposti non sia sufficiente prevedere un solo anno di Cigs e hanno pertanto richiesto una durata dell'ammortizzatore sociale sull'intero arco di piano per motivi legati al riassorbimento del personale da parte di Ita, previsto in un periodo di 4 anni. A questo quadro generale si aggiunge la necessità di prevedere da subito gli strumenti e le coperture economiche per il mantenimento delle licenze e delle certificazioni professionali, oltre alle eventuali riqualificazioni", hanno concluso. 

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