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Green pass obbligatorio per lavoro, prenotazioni vaccini Covid in rialzo

Con le nuove restrizioni imposte dal Cdm i cittadini italiani si trovano costretti a scegliere il vaccino per continuare a lavorare

19 Settembre 2021

Green pass obbligatorio, prenotazioni vaccini Covid in rialzo

Vaccino (fonte foto Pixabay)

Le prenotazioni per i vaccini Covid sono in netto rialzo negli ultimi giorni, dopo che la scelta di rendere obbligatorio il Green pass per il lavoro costringe tutti a prendere la via auspicata dal premier Mario Draghi. Lo racconta in conferenza stampa il commissario straordinario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che conferma: "Sabato 18 settembre, si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso. Considerando che la maggior parte dei centri vaccinali sono ad accesso libero, occorre monitorare, nei prossimi giorni, l’andamento delle adesioni per valutare se il trend attuale si consoliderà in maniera strutturale".

L'obbligo vaccinale che c'è, ma non si dice

Il boom di prenotazioni per ricevere la prima dose di vaccino Covid nelle ultime 24 ore è un chiaro segnale che il Presidente del consiglio stia riuscendo a portare la campagna vaccinale dove desidera, ovvero all'obbligo vaccinale. La legge non consente, a oggi, che l'inoculazione di un siero ancora considerato allo stadio di "uso emergenziale" possa rientrare tra le vaccinazioni obbligatorie per la popolazione.

Lo scorso giovedì 16 settembre il Consiglio dei ministri ha votato all'unanimità il nuovo decreto legge che impone il Green pass sul posto di lavoro tanto per lavoratori della Pubblica amministrazione, quanto per i privati. Il Cdm prevede di far entrare in vigore la misura a partire dal 15 ottobre, con validità (per ora) fino alla fine del 2021, quando ufficialmente cesserà lo stato di emergenza. Viene da sé che, per gli italiani che hanno scelto di non vaccinarsi, ora sia impossibile scegliere liberamente di continuare su questa strada. 

Green pass obbligatorio, cosa cambia dal 15 ottobre

A partire dal 15 ottobre il cosiddetto "Super green pass" abbraccerà quasi tutte le categorie di lavoratori nel settore pubblico e privato. Sarà dunque necessario munirsi della certificazione verde anti-Covid per potere svolgere il proprio lavoro. La scelta diventa quindi sottoporsi a tamponi continui, o cedere alla vaccinazione. Una scelta non indifferente e senz'altro forzata, che rischia di riportare in alto il tasso dei contagi in quanto la vaccinazione non garantisce l'impossibilità di trasmettere il virus.

Con questa misura l'Italia diventa uno dei paesi con il maggiore numero di restrizioni nonostante i dati promettenti relativi ai contagi. Una stretta che è già stata criticata da molti e che rivoluzionerà, almeno temporaneamente, il mondo del lavoro. Questo perché chi rifiuta l'obbligo si ritroverà sospeso da lavoro e senza stipendio, sebbene per ora non sia previsto il licenziamento in tronco. Incerta ancora la situazione per le partite iva e i lavoratori in smart working, a cui la norma dovrebbe rivolgersi nonostante non vigano le condizioni di prossimità che mettono a rischio i lavoratori.

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