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Mario Draghi al governo, durerà fino a fine legislatura, o il premier fuggirà "travestito da tedesco"?

Se non sarà possibile rovesciare il governo dell'autoritario Draghi con strumenti democratici, si potrebbe palesare uno scenario già visto

Di Lapo Mazza Fontana

17 Settembre 2021

mario draghi

Brutto svegliarsi un banalotto mattino di settembre e scoprirsi abitanti nel BANANAS di una dittatura sudamericana eh? Eh magari sudamericana: il fascismo, signore signori, lo si è inventato noi! Made in Italy!
Eh già. Era già bastevolmente sgradevole la fine dell'estate annunciata mefiticamente dalla vecchia canzoncina dei Righeira, fastidiosa già la nostalgia per i lieti bagnetti, le fritturine di totani e calamari ed i prorompenti bikini, rognosa la prospettiva presente o prossima di grigiume e pioggiazza autunnale in arrivo, viceversa con la scontata gioia dei deprecatori del caldo; il popolo con la pressione bassa. Si consolino costoro: la pressione ora diventa altissima.

Oggi il governo Draghi e i suoi servi hanno passato il Rubicone della distopia. Con il decreto dell'obbligo de facto a vaccinarsi  erga omnes che è conseguenza indiretta del green pass obbligatorio, con relative concrete minacce di privazione del lavoro e della retribuzione si è superato un limite invalicabile, quello del trattamento sanitario obbligatorio indiscriminato e con rarissime esenzioni; caso unico al mondo. Non siamo più in una società democratica ma in un regime ormai dichiaratamente dalla faccia feroce. E la faccia feroce è quella esattamente del regime fascista, quella della amara barzelletta del soldato italiano in Nordafrica che dice al colonnello di aver finito le munizioni e si sente rispondere: e voi fate la faccia feroce!

I più sprovveduti e svogliatamente sgonfi culturalmente non se ne possono rendere conto, ma siamo ad un unicum nella Storia delle società occidentali, ad un precedente senza precedenti, ad un tragico parallelismo, ovviamente solo simbolico, della assunzione di colpa dell'omicidio Matteotti in quanto prodromo delle successive Leggi fascistissime del 1925/26, che in realtà in Italia sono in buona parte già similmente vigenti.

Se ne assume la responsabilità chi votò tale aberrazione e chi pedissequamente la approvò a capo chino, inducendo una maggioranza che SACROSANTAMENTE tifava per i vaccini ad essere una maggioranza di pecore mannare belanti guerreschi peana conto terzi, affidati al novello Mussolino, già agli ordini dei tedeschi ancor prima del suo predecessore, portandosi in avanti col lavoro. Sì certo, vaccini seppur sperimentali (e NON APPROVATI dalle agenzie dei farmaci se non con specifica autorizzazione temporanea ed emergenziale), ma salvifici per le persone a rischio e per tutti coloro che si volessero vaccinare. Vaccini potenzialmente anche pericolosi se poco sul breve raggio, forse anche molto sul medio e lungo: nessuno lo sa, visto che i test non saranno completati se non tra almeno due anni.

Ma chissenefrega, hanno inculcato a reti unificate la religione della santità indiscutibile di un vaccino (necessario per molti, nonsense per tutti ad cazzum, potenzialmente anche molto pericoloso per i bambini) trasformando un popolo di finti antifascisti del giorno prima in piccoli Balilla in orbace e talvolta perfino in squallidi emuli di Farinacci. I fez turcomanni sormontati di ridicole aquile abnormi e di tragicomiche nappine svolazzanti ora sono le citazioni compulsive di virologi o presunti tali che hanno detto tutto e il contrario di tutto, novelli gerarchi in stivaloni e mento puntuto alla Starace.

Ma qualcuno se la ricorda ancora l'Italia precedente, ancora apparentemente libera e democratica, ad esempio l'Italia degli anni novanta? l'Italia piena di problemi e guidata da una classe politica inetta e corrotta, ma ancora timorosa di rubare e far danni palesi per gli effetti del recente terremoto di Tangentopoli? l'Italia ben poco rilevante a livello internazionale, ma ancora dotata di un minimo di autonomia nelle decisioni? l'Italia ancora e sempre più povera e disorganizzata degli altri grandi paesi europei, ma dove ancora la qualità della vita media era considerata grossolanamente tra le migliori al mondo? l'Italia del Made in Italy e della Piccola Dolce Vita, almeno per la immagine proiettata ad un estero sempre disattento e incapace di analizzare le follie italiote, e anche con un buon grado di ragione?

Ecco, non esiste più. Ma chi la ha distrutta? Non è avvenuto dall'oggi al domani. Ci sono voluti anni di liberismo e di dolo, di prezzi al consumo perfino più cari di quelli europei e di stipendi e pensioni a meno della metà. Ci sono voluti due decenni di rana bollita in acqua tiepida e calda e bollente, per inginocchiare una intera società, per azzerare opposizione politica, per corrompere i sindacati pompando gli stipendi dei dirigenti mentre in Italia non esiste neanche il minimo salariale per un lavapiatti. Non esiste il minimo salariale per gli schiavi che raccolgono la salsa di pomodoro per la pastasciutta del popolo italiano (ma tanto quelli sono schiavi africani, no? Chissenefrega e chissenefrega se poi delinquono pure, per sfuggire allo schiavismo) né per gli schiavi lavapiatti stagionali e non, accusati di assenteismo e parassitismo se preferiscono un sussidio al lavoro servile, né per gli altri schiavi di rango lievemente superiore. Ma soprattutto non esiste un massimo salariale, sempre spostato verso l'alto, per chi in posizione utile al regime serve la causa di una oligarchia liberista ormai ebbra di cene dagli chef stellati in ristoranti cafoni, di vacanze in barca, di mignotte sottotraccia ma esibite su Instagram, di champagnini e di sangue altrui.

Si è sobbarcato tutto, lo schiavo sottostante, magari illuso di essere meno schiavo, tirando al prossimo week end, al prossimo aperitivo stronzo e inutile e alla prossima cena con gli amici altrettanto consolatoria e succedanea di un vivere realmente civile.

Non valse citare Prezzolini, Gramsci, Montanelli, Flaiano, Fallaci, Bocca, Biagi, Pasolini, Orson Welles che legge Pasolini e descrive il disfacimento di una società, che all'epoca era ben lontana dal disfacimento terminale odierno.

Ma si dirà: non siamo i soli in questa condizione, né le misure straordinarie e dittatoriali sono imposte solo in Italia. No certo, non siamo i soli, ma siamo i peggiori, i primi ad adottare misure fascistissime, esattamente come nel 1925, e poco manca al 2025 per un lietissimo anniversario, ancora all'epoca lontano dal 1939 del culmine della follia delle leggi razziali, che fu la anticamera dei treni blindati per Auschwitz o Mauthausen, all'epoca. E con buona pace di chi non capisca la differenza tra parallelismo e paragone diretto, che tanto il 2039 è lontano, e retroattivamente ancor più lontano il 1943 quando cadde il regime.

Ovviamente chi all'epoca, già nel 1921, alla vigilia della Marcia su Roma, paventava regimi autoritari e colpi di Stato legalizzati era considerato un cretino da una maggioranza di semianalfabeti fintamente benpensanti, magari ben posizionati, privilegiati, blasonati o nullatenenti che fossero.

In Italia oggi le condizioni politiche sono perfino in parte peggiori di quelle dei primi anni venti: non ci sarà bisogno di assassinare nessun Giacomo Matteotti, semplicemente perché non ne esiste neanche uno. Non esiste nessuna opposizione di sinistra o di destra al governo Draghi: la unica opposizione parlamentare di Fratelli d'Italia (già nel nome la esilarante presa per il culo) si presenta alle elezioni con la Lega e con il residuo di Forza Italia, partiti non solo di governo e neanche più realisti del Re, ma più fascisti del Duce.

Ma allora rebus sic stantibus esiste anche solo una ipotesi di Resistenza, di opposizione o perfino di abbattimento del regime, oltretutto forte di leggi speciali emergenziali a Parlamento esautorato, perfino in assenza di necessità del "bivacco per i suoi manipoli" di ducesca memoria, causa asservimento volontario e lautamente pagato?

La risposta è NO. Non bastarono i Matteotti e i Pasolini, che se furono isolati non furono però soli nella lotta contro i regimi, poiché la plebe ricorda solo i nomi più celebri, ma non la Storia, che ne registra e stigmatizza molti altri, spesso ben più cruciali. Non bastarono i Matteotti e i Pasolini per fermare lo Stato autoritario, fascista o anche solo democristiano con Servizi Segreti deviati. Matteotti e Pasolini finirono ammazzati, ma erano altri tempi, forse. Ora si ammazza meno, almeno con quelle modalità.

Nel 2021/22 non ci sarà bisogno di pistolettate e coltelli a serramanico, ma il manganello e l'olio di ricino te lo agitano in faccia e te lo fanno bere obbligatoriamente. Non ci sarà bisogno di marce su Roma, perché il malcontento per il regime (in preda ad un delirio draghista isterico e ormai fuori controllo) è minoritario ma diffuso in tutto il paese, ma è anche sotterraneo, laterale e non ha capacità operative. La risposta è NO, perché se sotterri una intera società bollita come la rana e priva di intellighenzia, le ribellioni libertarie non possono che essere fallimentari, frammentarie, scoordinate e soprattutto tartarughesche.

La risposta è NO, perché gli italiani erano ancora un popolo turbolento e anche decisamente bellicoso quando ancora non avevano scoperto le vacanze: dopodiché la metamorfosi kafkiana si è forse irreversibilmente compiuta.
Forse, perché dagli italiani, pastasciuttari radicalmente individualisti, disorganizzati e infingardi ma parimenti sgamati e straordinariamente adusi al colpo di genio, storicamente ci si può attendere ogni nequizia, ma anche ogni contrario.

Eppure una carta gioca au contraire contro il DraghiDuce, più di ogni altra. Quando si imbocca la via dell'autoritarismo e del cesarismo si passa un Rubicone che porta un incredibile potere subitaneo, tronfio ed effimero e destinato al destino di ogni Duce: la caduta. Per Mussolini ci vollero vent'anni e una guerra persa nel disastro e nella vergogna. Cosa accadrà, nel centenario dell'incarico di governo affidato dal Re Sciaboletta a Benedetto detto Benito? Cosa accadrà, anche solo l'anno prossimo? Chi già fu al servizio di Berlino si metterà addosso un ultimo cappotto della Wehrmacht per scappare verso una Berlino ancora più in fiamme? O stavolta Berlino, caduta la Fuehrerin Merkel, darà altre direttive?

Brutto svegliarsi nella dittatura del BANANAS o peggio nell'Italia nera del Duce-Draghi, ben meno divertente di un film di Woody Allen. Bye bye, fritturine e bikini, almeno per un po'. Che sia giunta l'ora di andare in montagna, ma non a Courmayeur a sciare eh, ma coi pochi partigiani che nel '43 si misero in spalla il moschetto per opporsi al nazifascismo? In senso figurato naturalmente, non si agiti la censura, ché il prossimo passo dopo toglier da mangiare a chi dissente è anche toglier la parola. Almeno fino alla fuga nel camion tedesco, fermati a Dongo, però.

Di Lapo Mazza Fontana.

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