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Referendum eutanasia, la Cei risponde: "Scegliere la morte è una sconfitta"

Con il raggiungimento delle 550 mila firme il tema diventa di importanza nazionale. Coinvolta anche la politica, Pillon: "E poi? Diventerà legale uccidere"

18 Agosto 2021

Referendum eutanasia, la Cei risponde: "Scegliere la morte è una sconfitta"

Il referendum sull'eutanasia legale raggiunge cifre record e ora la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) risponde con un comunicato che non lascia spazio a interpretazioni. Per gli ecclesiastici "scegliere la morte è una sconfitta per l'uomo". La quota 500 mila, necessaria per avviare l'iter legislativo, è stata ampiamente superata la scorsa settimana e ora la corsa all'approvazione del referendum preoccupa il Vaticano. Da sempre la Chiesa si schiera contro quello che alcuni chiamano "suicidio assistito", anche nei casi più gravi e irrecuperabili.

Referendum eutanasia, la Cei risponde: "Scegliere la morte è una sconfitta"

"Chiunque si trovi in condizioni di estrema sofferenza va aiutato a gestire il dolore, a superare l’angoscia e la disperazione, non a eliminare la propria vita", affermano i vescovi ai vertici della Cei. "Scegliere la morte è la sconfitta dell’umano, la vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali". 

La Presidenza della Cei è chiara nelle sue esternazioni: "Non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire". I vescovi citano il Samaritanus bonus, la lettera della Congregazione per la Dottrina della fede "sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita", approvata da Papa Francesco lo scorso giugno, che condanna ogni forma eutanasica e di suicidio assistito. "Il Magistero della Chiesa ricorda che, quando si avvicina il termine dell’esistenza terrena, la dignità della persona umana si precisa come diritto a morire nella maggiore serenità possibile e con la dignità umana e cristiana che le è dovuta", conclude il comunicato.

Referendum eutanasia, il dibattito nella politica italiana

Intanto, anche nella politica italiana, crescono le tensioni sul tema del referendum per l'eutanasia legale. Per il leghista Simone Pillon legittimare il suicidio assistito è un atto grave: "Diventerà lecito, dall'oggi al domani,  praticare un'endovena di cloruro di potassio o somministrare un colpo di pistola alla tempia, o una pugnalata al cuore, o stringere un cappio al collo".

Contrario anche il giornalista e fondatore del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, che in un tweet accusa il promotore dell'iniziativa Luca Cappato. "Sta raccogliendo firme per un imbroglio, che mai porterà alla eutanasia legale, perché il referendum da noi è solo abrogativo. Abrogare le pene dell’omicidio di consenziente lascia una vacatio legis. Cappato sa che il quesito è carta straccia. Non regalate i vostri dati." 

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