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Eutanasia legale, con la firma online superate le 500mila adesioni per il referendum

Continua la raccolta. L'obiettivo è spostato a 750 mila firme per assicurare la richiesta del referendum nazionale

17 Agosto 2021

Eutanasia legale

Fonte: eutanasialegale.it

 Traguardo importante per i promotori dell'eutanasia legale, il 17 agosto sono state ufficialmente raggiunte le 500mila firme necessarie per richiedere il referendum sulla legalizzazione della morte assistita. Di queste, 70mila firme sono state possibili grazie alle sottoscrizioni online, disponibili per la prima volta nel formato digitale dal 12 agosto. La raccolta prosegue e si punta al nuovo obiettivo di 750mila firme.

Eutanasia legale, superate le 500mila adesioni. Adesso si punta a 750 mila

Sembrava impossibile, ma il traguardo è stato raggiunto. Il 17 agosto i promotori della legalizzazione della morte assistita contano una vittoria non da poco, con il raggiungimento delle 500 mila firme richieste per indire il referendum a livello nazionale. Lo comunicano Filomena Gallo e Marco Cappato a nome del Comitato promotore del referendum Eutanasia legale e dell'Associazione Luca Coscioni, che commentano: "Nell'esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell'esercizio del diritto al referendum".

Un obiettivo che è stato possibile grazie alla grande affluenza ai tavoli, di giovani e anziani in modo eguale, e che unitamente alla raccolta firme avvenuta nei comuni ha permesso di rendere il traguardo referendum una realtà sempre più tangibile. A tale proposito Marco Cappato, attivista e politico, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, si era impegnato in prima linea per fare notare la differenza tra l'impegno civico dei cittadini e il "menefreghismo politico" del governo. Questo perché, secondo l'attivista, mentre il Parlamento avrebbe insabbiato il testo di legge di recepimento della sentenza "Cappato-Antoniani" della Corte costituzionale sull'aiuto alla morte volontaria del 2019, la grande partecipazione ai banchetti (e non solo) dei cittadini italiani dimostrerebbe la necessità pressante di questo referendum.

Anche a fronte del grande successo delle 500mila firme, non si interrompe la raccolta e l'obiettivo si sposta a 750 mila. Un modo per scongiurare eventuali falle del sistema di rilevazione online o perdite di schede. Come ricordato da Cappato e Gallo: "Vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l'obiettivo di raccoglierne almeno 750.000 entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della Pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli". Sarà infatti possibile votare per il referendum sull'eutanasia legale fino al 30 settembre.

Eutanasia legale, la firma digitale dà una svolta alla battaglia per il referendum

Niente più banchetti, dimenticanze o pigrizia. Per questo referendum non ci sono scuse e chi è a favore dell'eutanasia legale (o quantomeno della possibilità di fare votare il popolo su una materia così delicata) ha per la prima volta a disposizione il mezzo della firma digitale. Dal 12 agosto infatti, basta un click e una modalità di riconoscimento virtuale (come la firma digitale, carta d'identità elettronica e Spid) e recandosi sull'apposito sito https://referendum.eutanasialegale.it/firma-digitale/ è possibile dare la propria adesione. È la prima volta che in Italia si lancia questo esperimento e l'iniziativa è stata accettata con grande entusiasmo da molti cittadini. Una misura storica che riguarda tutti i referendum e le leggi di iniziativa popolare.

Un'adesione straordinaria, quella dall'introduzione della firma online per il referendum sull'eutanasia legale. In meno di una settimana sono state raggiunte ben 70mila firme con questa modalità, che è stata la preferita soprattutto tra i giovani. Questo lancia un segnale non solo sull'impegno civico delle fasce più fresche della popolazione, ma fa luce sui processi di digitalizzazione della burocrazia governativa, dimostrando come la tecnologia possa venire in aiuto di cause comuni. L'Italia del 2021, in altre parole, è pronta a fare sentire la sua voce anche da casa.

Eutanasia legale, la Pontificia Accademia per la Vita: "È nuova eugenetica"

Mentre i promotori dell'aiuto alla morte volontaria festeggiano, c'è chi si oppone fermamente all'idea dell'eutanasia legale e sicuramente non firmerà per il referendum. Quella della morte assistita è un tema delicato che a livello filosofico preoccupa l'uomo da tempo, ma tra chi ha messo (quasi) sempre in chiaro la propria posizione c'è la Chiesa. Ecco che interviene a proposito il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il monsignor Vincenzo Paglia, che ai microfoni di Vatican news ha dichiarato: "C'è la tentazione di una nuova forma di eugenetica: chi non nasce sano non deve nascere. E insieme con questo c'è una nuova concezione salutistica per la quale chi è nato e non è sano, deve morire. È l'eutanasia. Questa è una pericolosa insinuazione che avvelena la cultura". 

L'insinuazione in questione però, non viene dai promotori dell'eutanasia legale, che come indicato nel sito web che sponsorizza il referendum portano racconti di cittadini italiani attanagliati dalla per niente semplice scelta sulla volontaria interruzione della vita. Rimane fermo nelle sue convinzioni il monsignore, che conclude: "Si sta man mano incuneando nella sensibilità della maggioranza una concezione vitalistica della vita, una concezione giovanilistica e salutistica in base alla quale tutto ciò che non corrisponde ad un certo benessere e ad una certa concezione di salute viene espulso". Qualunque sia la posizione di ognuno in merito a un tema tanto complesso, il fatto che 500mila italiani si siano recati ai gazebo o abbiano preso del tempo per firmare un modulo online a riguardo è un indicatore del fatto che il referendum, massima espressione della volontà democratica del popolo, non può che beneficiare l'interesse civico di entrambe le parti.

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