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Green pass e scuola, il presidente Udir: "No ai licenziamenti, manca il personale"

Per l'Associazione nazionale presidi la certificazione verde è una misura giusta, ma impossibile da seguire. Serve chiarezza subito

08 Agosto 2021

Scuola, Bianchi: "A settembre tutti  in classe, sì ai vaccini per adolescenti"

Scuola (fonte foto Lapresse)

Green pass e scuola: un binomio caotico. A poche settimane dal rientro in classes sono ancora tanti i nodi da sciogliere e, come si evince a poche ore dall'entrata in vigore dell'obbligo in alcuni contesti, la misura sembra impossibile da seguire. Per il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è quindi un chiaro no ai licenziamenti. Anzi: manca il personale, e ne servirebbe di più per adempiere a tutte le restrizioni.

Green pass e scuola, il presidente Udir: "No ai licenziamenti, manca il personale"

Giannelli sulla certificazione verde non si è detto contrario, ma chiede chiarezza e sostegno dal Governo. "Per chi tra il personale scolastico non si vaccina non ci sono sanzioni: non può effettuare il proprio lavoro a contatto con i ragazzi, è una sospensione del rapporto di lavoro. Per i presidi che omettono il controllo ci sono sanzioni, e questo è normale. Noi siamo d'accordo con il Green pass ma chiediamo strumenti per i presidi: serve una unità di personale di segreteria in più in ogni scuola e serve una banca dati per consentire di conoscere chi non è in possesso del Green pass. Va fatto subito, altrimenti non è possibile garantire il controllo". E aggiunge: "Servono risorse per assumere personale di segreteria pari a circa 8 mila unità; si deve passare dalle parole ai fatti, attendiamo risposte a breve".

Il sindacato dei dirigenti scolastici Udir ha ancora una volta criticato il Consiglio dei ministri per aver scelto una misura impossibile da attuare nelle condizioni in cui si trovano le scuole italiane, e con così poco anticipo sulla ripresa delle lezioni in presenza. "Viene scaricata per l'ennesima volta e in modo inaccettabile la responsabilità sulle scuole, che devono risolvere parte dei problemi legati ai trasporti, nominare un mobility manager e predisporre un piano degli spostamenti coerenti con i tavoli prefettizi entro il 31 agosto, con tempi troppo ristretti", spiegano.

"Inoltre non si specifica come comportarsi con i fornitori in caso di sospensione di un'uscita didattica se cambia il quadro epidemiologico di una regione". Udir spera in "un piano più vicino alle reali possibilità del mondo scolastico, evitando soprattutto che il focus sulla situazione emergenziale sia ancora una volta l'occasione per dimenticare di investire su aspetti strutturali necessari per una profonda riforma della scuola". 

Green pass e scuola, Udir: troppa pressione e responsabilità 

Per l'Associazione nazionale presidi "bisogna prevenire il burnout non sovraccaricando il personale di ulteriori compiti che si sommano allo stress legato alla precarietà della situazione emergenziale". L'ultima decisione sulla certificazione verde, come denuncia il sindacato, non tiene conto "delle difficoltà organizzative della scuola e dell'affaticamento del personale, provato dalle vicende legate alla pandemia. Le difficoltà risultano irrisolvibili in mancanza di un adeguato middle management e limitandosi all'assunzione di personale aggiuntivo, che dovrà avere il tempo di essere formato e che è previsto solo fino a dicembre. Ancora una volta si scaricano responsabilità sui dirigenti scolastici, divenuti punti di riferimento di un'autonomia scolastica ormai snaturata, aumentando la mole di lavoro delle segreterie".

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