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Strage di Bologna 1980, Mattarella: "Non ci fermiamo nella ricerca della verità"

Il presidente della Repubblica ha parlato in occasione del 41esimo anniversario dell'evento che ha sconvolto tutta Italia

02 Agosto 2021

Strage di Bologna 1980, Mattarella: "Non ci fermiamo nella ricerca della verità"

Ritorna l'anniversario della strage di Bologna, quel giorno dell'estate del 1980 che ha sconvolto l'Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricordare i morti, ma anche i vivi, che continuano a lottare per avere giustizia. E li celebra così, dicendo: "Non ci fermiamo nella ricerca della verità".

Strage di Bologna 1980, Mattarella: "Non ci fermiamo nella ricerca della verità"

"Quarantuno anni fa la città di Bologna e con essa la Repubblica vennero colpite al cuore. Un attentato dinamitardo, ad opera di menti ciniche che puntavano alla destabilizzazione della democrazia italiana, provocò una terribile strage in cui morirono donne e uomini inermi, bambini innocenti", ha detto il presidente.

"I bolognesi e gli italiani, continua il capo dello Stato, seppero reagire con sofferto coraggio, offrendo solidarietà a chi aveva bisogno di aiuto, di cure, di conforto. Affermando un forte spirito di unità di fronte al gesto eversivo diretto contro il popolo italiano. Sostenendo nel tempo le domande di verità e di giustizia, che, a partire dai familiari, hanno reso la memoria di questo evento disumano un motore di riscatto civile e un monito da trasmettere alle generazioni più giovani". Per Mattarella "l’impegno di uomini dello Stato, sostenuti dall’esigente e meritoria iniziativa dell’Associazione tra i Familiari delle vittime, ha portato a conclusioni giudiziarie che hanno messo in luce la matrice neofascista della bomba esplosa la mattina del 2 agosto 1980".

Per Mattarella "non tutte le ombre sono state dissipate e forte è, ancora, l’impegno di ricerca di una completa verità. La Repubblica ha saputo respingere la strategia di questi criminali, difendendo i principi di civiltà conquistati con la lotta di Liberazione". "La vicinanza, che rinnoviamo a quanti sono stati colpiti negli affetti più preziosi da tanta ferocia, costituisce anche pegno per il futuro, affinché il patrimonio di valori e di umanità, che sta alle fondamenta della nostra società, sia percepito sempre più come un bene comune indivisibile", conclude il presidente della Repubblica.

Strage di Bologna, cosa è successo il 2 agosto 1980

Il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, una bomba esplode nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. L'Italia torna nell'incubo del terrorismo: 85 morti e 200 feriti il bilancio finale della strage più sanguinosa nella storia del Paese. La sala d'aspetto di seconda classe, il ristorante, gli uffici del primo piano si trasformano in pochi secondi in un mucchio di macerie. Viene inoltre colpito il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, che era fermo sul primo binario. Tra le vittime, sei lavoratrici del ristorante-bar self service perdono la vita sei lavoratrici. La più piccola invece è Angela Fresu, appena tre anni, la più anziana Antonio Montanari, di 86.

L'ora della tragedia rimarrà impressa, come ricordo indelebile, nelle lancette ferme del grande orologio che si affaccia sul piazzale della stazione. Ancora oggi, in ricordo di quella tragica mattina, le lancette dell'orologio da allora segnano sempre la stessa ora. Come ha raccontato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tutta la popolazione si è mobilitata per rispondere all'emergenza.

Le prime ipotesi investigative parlano dello scoppio di una caldaia, ma nel punto dell'esplosione non ce ne sono. La fuga di gas viene quindi presto scartata per lasciare spazio alla vera causa della strage: una bomba ad alto potenziale.

I nomi delle 85 vittime della strage sono oggi impressi in una lapide nella stazione di Bologna. La sala d'attesa, ricostruita, presenta nel punto dello scoppio la pavimentazione originale del 1980 coperta da vetro. 
Ogni anno, il 2 agosto, a Bologna, si tengono diverse commemorazioni organizzate dall'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato per ricordare chi ha perso la vita e per chiedere giustizia e verità sulla strage.

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