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Ingegnere italiano rapito ad Haiti: liberato Giovanni Calì dopo 22 giorni

Il 74enne siciliano era stato rapito il 1 giugno da un gruppo criminale locale, mentre lavorava in un cantiere

24 Giugno 2021

ingegnere italiano rapito ad Haiti

Liberato l'ingegnere Giovanni Calì, fonte: Facebook

Torna finalmente libero dopo 22 giorni di prigionia Giovanni Calì, l'ingegnere italiano rapito ad Haiti il 1 giugno 2021. È quanto dichiara la Farnesina in una nota ufficiale. Impeccabile il lavoro dell'intelligence italiana e dell'Unità di Crisi della Farnesina, che hanno ottenuto la liberazione del 74enne siciliano senza particolari complicazioni.

Ingegnere italiano rapito ad Haiti: liberato Giovanni Calì dopo 22 giorni

Calì era stato sequestrato dal cantiere dove lavorava da un gruppo criminale locale. Si trovava ad Haiti per conto della ditta di costruzioni per cui lavora, la Bonifica Spa di Roma, ed era intento a seguire i lavori per la costruzione di un'importante strada. La Farnesina è riuscita a liberare l'uomo e ha mantenuto i contatti con la famiglia durante tutti i 22 giorni di sequestro.

Su Twitter anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha scritto: "È stato appena liberato l’ingegnere Giovanni Calì, rapito il primo giugno scorso ad Haiti. Il nostro connazionale era stato prelevato da un gruppo criminale locale presso il cantiere dove lavorava. Grazie alla nostra intelligence e all’Unità di Crisi della Farnesina".

Ingegnere italiano rapito ad Haiti: ennesima vittima delle gang criminali

Giovanni Calì non è riuscito a sfuggire alla violenza dell'isola caraibica, travagliata da una criminalità dilagante e fuori controllo. A seguito del sequestro dell'ingegnere gli inquirenti avevano subito pensato alle bande criminali specializzate in rapimenti a scopo di ricatto. Target principale di queste operazioni sono sempre stranieri e sacerdoti. Questo perché le bande criminali sperano che gli stati si sobbarchino i costi del riscatto per liberare i loro connazionali, alimentando così un circolo vizioso di violenza e illegalità. L'intelligence sul caso Calì aveva pensato che dietro al suo rapimento ci fosse la Gang 400 Mawozo, una tra le più famose nei sobborghi di Haiti. La gang era già in passato finita sotto i riflettori per il rapimento di sette preti cattolici a Port-au-Prince, per cui aveva chiesto il riscatto record di 500 mila dollari.

La Repubblica di Haiti è uno degli stati più poveri al mondo e il rapimento per riscatto una pratica comune per fare soldi facili. Nel 2020 si sono riscontrati ben 243 casi di sequestri di tale natura. Questa volta però c'è un lieto fine, grazie al pronto intervento dell'intelligence italiana. Ad accogliere il ritorno di Giovanni Calì ci sarà tutta la comunità sicula, che da anni conosce l'imprenditore per il suo ruolo passato di assessore ai Lavori pubblici e di direttore della Pianficazione territoriale per la provincia di Catania.

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