Giovedì, 22 Gennaio 2026

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Il 28 gennaio, in via Petrarca 4, apre la mostra personale Doppelgänger della scultrice SantaSeveso, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

La personale Doppelgänger della scultrice SantaSeveso si apre il 28 gennaio alle ore 19 in via Petrarca 4, sarà visitabile su appuntamento fino al 28 febbraio

22 Gennaio 2026

Il 28 gennaio, in via Petrarca 4, apre la mostra personale Doppelgänger della scultrice SantaSeveso, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci. La mostra sarà visitabile su appuntamento sino al 28 febbraio presso via Petrarca 4, sede di A~C CREATIVE STUDIO e FLORA&CO.

Il progetto espositivo si concentra sul tema del doppio come dispositivo concettuale e percettivo, ponendolo al centro di una ricerca che indaga il rapporto tra identità, funzione e trasformazione dell’oggetto.

La pratica di SantaSeveso si sviluppa attraverso un costante slittamento tra ciò che è visibile e ciò che resta latente. Gli elementi formali, spesso riconducibili a un immaginario familiare e quotidiano, vengono sottratti alla loro funzione originaria e restituiti come presenze ambigue, in bilico tra attrazione e inquietudine. L’oggetto artistico si configura così come luogo di tensione, in cui il riconoscibile si apre a una dimensione altra e destabilizzante. Il riferimento al Doppelgänger non assume un valore narrativo, ma strutturale: il doppio emerge come scarto interno alla forma, come raddoppiamento semantico che mette in crisi l’idea di unità e stabilità.

All’interno del percorso espositivo, materiali e oggetti legati al corpo, alla cura e alla protezione vengono trasformati in immagini sospese, private della loro funzione e fissate in uno stato di immobilità .Questo processo genera un effetto perturbante, in cui il familiare ritorna come estraneo e l’esperienza dello spettatore è chiamata a confrontarsi con una percezione instabile e non pacificata.La mostra si inserisce in una riflessione più ampia sull’identità contemporanea, in dialogo con riferimenti psicoanalitici in cui il doppio rappresenta una frattura strutturale del reale.

In definitiva, Doppelgänger propone un percorso espositivo che invita a osservare l’oggetto artistico come luogo di rispecchiamento e dislocazione, in cui nessuna forma trova una risoluzione definitiva e ogni immagine conserva una tensione aperta tra presenza e assenza.

Il ciclo Cathexis di Joseph Kosuth mostra come il concetto stesso di limite non sia una restrizione, bensì una condizione generativa

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