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Benedetto Croce

L’“Annunciazione” di Tiziano al Museo Diocesano di Milano

Di Alessandro Ubertazzi

08 Novembre 2021

Venerdi scorso si è svolta l’inaugurazione del tradizionale evento culturale “Un capolavoro per Milano” organizzato dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini  in occasione dell’imminente Natale.

Dico “tradizionale” perché sono ormai vent’anni che, sulla base della felice intuizione del professor Paolo Biscottini (allora Direttore del Museo) questa importante Istituzione minalese offre per la tredicesima volta ai cittadini l’opportunitá di contemplare pienamente una preziosa opera di soggetto religioso proveniente dai piú importanti musei del mondo. Nel 2001, Biscottini aveva, infatti, portato a Milano la “Deposizione” di Caravaggio conservata nei Musei Vaticani.

E’ quasi superfluo ricordare che l’originale iniziativa “Un capolavoro per Milano” (che lo stesso Comune ha poi imitato) ha fatto approfondire e gustare opere come l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina conservata al Collegio Alberoni di Piacenza, la “Annunciazione” del Beccafumi che si trova nella parrocchiale di Sarteano (vicino a Siena), la “Cattura di Cristo” di Caravaggio conservata alla Galeria Nazionale di Dublino, la “Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino” del Mantegna conservato a Fort Worth in Texas, l’“Annunciata” di Antonello da Messina situata presso il Museo di Palazzo Abatellis di Palermo, ecc.

Quest’anno, che coincide, tra l’altro, con il ventennale dell’apertura di questo ormai formidabile presidio culturale meneghino, il Museo Diocesano ha fatto pervenire e presenta l’“Annunciazione” dipinta da Tiziano per la Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli e oggi conservata presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Alla presenza di un folto gruppo di operatori culturali, l’attuale Direttore del Museo, dottoressa Nadia Righi, ha circostanziato l’importanza dell’anniversario e le caratteristiche dell’evento tributando un caloroso ringraziamento alle Autoritá, ai volontari che sostengono il Museo e, soprattutto, a Paolo Biscottini che ne è stato l’iniziatore: il suo nome è stato sottolineato da un prolungato applauso dei presenti.

Una brillante introduzione è stata effettuata dalla dottoressa Patrizia Piscitello, Conservatore del Museo di Capodimonte: essa ha evidenziato gli aspetti peculiari di quella opera della piena maturitá dell’artista veneto, caratterizzata da un’affascinante ricerca illuministica e da una pennellata veloce ed essenziale.

Il sentito messaggio inviato da Stefano Bruno Galli (assessore alla Cultura della Regione Lombardia) e il caloroso discorso del neo assessore Tommaso Sacchi (responsabile della Cultura del Comune di Milano), hanno ribadito l’impegno del mondo politico lombardo nel sostenere il Diocesano e le sue importanti iniziative; dal canto suo, anche monsignor Luca Bressan (vicario episcopale per la Cultura, la Caritá, la Missione e l’Azione Sociale), ha sinteticamente ma molto efficacemente ribadito l’impegno della stessa Curia nel continuare a fornire il proprio specifico contributo alla crescita culturale della cittá.

Oltre all’intervento dell’arcivescovo, il messaggio del main sponsor dell’evento (la Fondazione Bracco), per bocca della fondatrice, mi è sembrato davvero importante e strategico. Mi è parso infatti di capire che Diana Bracco (capitano dell’omonima industria farmaceutica), da ora in poi, non vorrá rinunciare a questo genere di iniziative. A questo proposito mi sia concesso di evidenziare come, del tutto involontariamente ma davvero curiosamente, in questo accorato momento di fine pandemia, le parole di monsignor Bressan intendevano sottolineare come la bellezza proposta dall’arte sia il “farmaco” che serve non meno della medicina (sic!) per l’auspicato cambiamento dell’uomo verso un futuro migliore.

In attesa di conoscere l’intero palinsesto delle prossime iniziative del Diocesano per il suo ventesimo anniversario, aspettiamo tutti con trepidazione l’esposizione delle figure del Presepe concepite da Francesco Londonio e dalla sua bottega (un capolavoro dell’arte sacra milanese del XVIII secolo), acquisite dal Museo e appena restaurate che avverrá il 25 novembre p.v.


 

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