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Supersalone 2021, Edra e i progettisti: a Palazzo Durini A' MARE

Abbiamo pensato a qualcosa a cui associare questo aspetto camaleontico dei prodotti Edra di assumere le sembianze del contesto e abbiamo pensato a un profumo, che si intensifica e muta con il processo chimico individuale...

Di Tiziana Lorenzelli

08 Settembre 2021

Designer esordiente, ero rimasta incantata dalla prima collezione presentata in Brera durante il Salone del Mobile del 1991. Sono delle emozioni che ricordo ancora vivide ed è un piacere tornare indietro nel tempo ed evocarle.

Nello spazio di un garage emergevano delle forme dai colori sgargianti che avrei definito Pop in un contesto milanese di rigoroso minimalismo che influenzava sia la moda che l’arredo. Non si trattava del Pop anticonvenzionale di Gufram o del Superstudio del ’68, basato sull’applicazione del poliuretano e della sua versatilità, rivoluzionario per i sistemi di seduta ma in aperto contrasto con il “salotto buono” borghese.

Mi aveva colpito invece come i fiori di Masanori Umeda, Getsuen and Rose Chair esprimessero pura poesia, con le loro forme rivestite da tessuti in velluto di altissima qualità, essenza stessa del salotto borghese, delle poltrone esclusive della Scala; inoltre avevo notato le finiture di impeccabile fattura che dimostravano professionalità e artigianalità di cucitura delle confezioni di tipo sartoriale in grado di mantenere il tessuto senza pieghe nonostante forme così difficili.

Successivamente, quando ho chiesto a Monica Mazzei come era nata questa collaborazione con Umeda mi ha raccontato: “Masanori lavorava con Sottsass per Memphis, si è presentato da noi con i modi delicati della gentilezza orientale e ci ha offerto come in un rituale le maquette di questi fiori. Noi siamo rimasti colpiti e abbiamo deciso di provare.”

Edra aveva saputo cogliere a fine anni ’80 la corrente prettamente italiana della Functional Art, di cui Luisella Valtorta con Dilmos era una capostipite, e che ricalcava ciò che avveniva oltreoceano, a Los Angeles per esempio, dove vivevo in quel periodo. Luisella era stata anche un rifugio per le opere di Maurizio Cattelan, che sarebbe diventato poi un artista di fama planetaria.

Ma nel campo industriale e artigianale, già allora Edra era un’azienda venerata dall’ immagine collettiva, realizzava prodotti dalle sembianze uniche e irripetibili con la logica e la ricerca tecnologica di una grande industria.

Mi ricordo del divano Tatlin; un prodotto che in trent’anni ha fatto la storia, nato grazie a un’idea illuminata di Alessandro Mendini, il quale decise di creare un’opportunità per 100 giovani designer da lui selezionati collegandoli con trecento aziende per realizzare dei prodotti innovativi.

La vitalità e l’eterogenia della prima sfornata di prototipi del “Nuovo Bel Design” presentati al Salone del Mobile nel 1992 e  pubblicati nel libro omonimo curato da Anna Gili, contribuirono ad abbattere la diffidenza di tante aziende nei confronti dei giovani e diedero luogo ad altri progetti icone come appunto il divano Tatlin di Cananzi e Semprini per Edra.

Il genio di Mendini, a cui Interni dedica una mostra di sculture realizzate da Bisazza alla Statale, aveva partorito un sistema di grande valenza culturale, sociale ed economica in un momento di grave crisi finanziaria nei primi anni ’90, spronando una rete di collaborazioni che anche per me, che facevo parte dei 100, continuano ancora.

Un altro aspetto di Edra che come designer mi aveva molto colpito è la capacità di scegliere progettisti molto diversi tra loro e di potenziarne le capacità, coltivando principalmente rapporti a lungo termine, mi riferisco alla collaborazione con Massimo Morozzi ma penso anche ai progetti concettuali dei fratelli Campana, progettisti/artisti borderline che hanno realizzato con Edra dei prodotti con un’iconografia molto precisa, e che grazie a questa azienda hanno visto rimbombare in tutto il mondo il loro messaggio della condizione della favela brasiliana, della deforestazione, della protezione dell’ambiente amazzonico, scritto in maniera indelebile sull’iconografia dei loro progetti, riconosciuti a livello globale.

Anche il lavoro di Jacopo Foggini, nato dalle sperimentazioni con il policarbonato utilizzato per i catarifrangenti delle automobili, è scaturito per Edra in un panorama di oggetti unici, delle vere e proprie sculture funzionali che catturano la luce e irraggiano la loro energia negli ambienti. La sua ultima collezione di sedute da esterno A’MARE, utilizza tondini di policarbonato. Sono poltrone e chaise longue flessibili e dal colore turchese straordinario, impermeabili, confortevoli e durature, che si possono immergere nell’acqua e scomparire.

Credo che nessuna azienda riesca a rappresentare con così successo il binomio forma funzione. Dal sodalizio con Francesco Binfaré sono state coniugate le tecnologie più avanzate dirottate da diversi ambiti verso il settore del mobile facendo da apripista, brevettando schiume a diverse densità di derivazione biomedicale o sistemi a frizione organica utilizzati in aeronautica per creare degli imbottiti dotati di cuscini flessibili che ti avvolgono morbidamente per un comfort unico.

Da quando ho cominciato a utilizzare i prodotti Edra nei miei progetti, mi sono resa conto di avere a che fare con degli oggetti caratterizzati da una forte identità, che condizionano l’ambiente, e che hanno delle prestazioni anticonvenzionali che influenzano il tuo vivere domestico, la comodità e la flessibilità dei divani ti stimola a trovare la tua posizione ideale che non necessariamente deve coincidere con la semplice seduta. Le strutture sono talmente versatili che consentono ad ogni componente della famiglia di adagiarsi in maniera differente.

I prodotti Edra hanno una lunga vita, dimostrano come il lavorare bene e con coscienza significhi essere sostenibili, perché un prodotto di questo tipo si tramanda ai figli e quando proprio non ti serve più ha già pronto un acquirente in asta.

Da un certo giorno in poi, grazie a un amico comune, Edra ha cessato di essere un’azienda per me e ha cominciato ad avere un volto e un nome, quello di Monica Mazzei, con cui credo di aver condiviso le emozioni dei rispettivi momenti di crescita nel corso di un decennio, un crescendo fino al 2021, con l’apertura dello showroom con Vago a Palazzo Durini.

E’ stato aperto al pubblico un luogo fino ad ora privato in una dimora seicentesca racchiudendo come in uno scrigno principesco i prodotti, offrendo al pubblico l’occasione di assaporare l’atmosfera unica di antico e contemporaneo che sanciscono “Milano Capitale del Design”.

Più recentemente, con la sinergia che Edra ha creato con i progettisti, creando una campagna promozionale innovativa, mi sono resa conto di come nelle diverse ambientazioni i prodotti assumano delle connotazioni differenti, come si trasformino adeguandosi all’anima della casa e contemporaneamente agiscano come una cassa di risonanza che si ripercuote nel contesto. E’ come in uno scambio d’energia. Parlando con Monica di questa caratteristica abbiamo pensato a qualcosa a cui associare questo aspetto camaleontico dei prodotti Edra di assumere le sembianze del contesto e abbiamo pensato a un profumo, che si intensifica e muta con il processo chimico individuale.

Jacopo Foggini racconta A'MARE a Il Giornale d'Italia: "Pezzi di mare messi insieme"

VIDEO-Jacopo Foggini racconta A'MARE a Il Giornale d'Italia: "Pezzi di mare messi insieme"

Jacopo Foggini racconta a Il Giornale d'Italia, A'MARE, la nuova collezione per Edra a Palazzo Durini: "Pezzi di mare messi insieme perché se anneghi gli oggetti in una piscina oppure nel mare scompaiono. Abbiamo iniziato a lavorarci molto perché realizzare oggetti poco disegnati ma semplici è sempre molto più difficile piuttosto che fare delle cose complesse e il risultato è quello che vedete oggi a Palazzo Durini. Siamo molto soddisfatti di come sono venuti i pezzi, i lettini avranno anche dei cuscini per rendere più comoda la seduta ma comunque il materiale è molto flessibile per cui le sedie e gli altri oggetti sembrino rigidi ma in realtà sono molto elastici", conclude.

A'MARE, Valerio Mazzei (Edra): "Il materiale che supera il design"

VIDEO-A'MARE, Valerio Mazzei (Edra): "Il materiale che supera il design"

"Per quanto riguarda il progetto che è stato presentato quest'anno non abbiamo fatto cosa da esterni, però abbiamo ritenuto con Jacopo che avendo a disposizione questo materiale, lavorato con questa tecnica dove il materiale è davvero importante, supera il design, dà una qualità di garanzia praticamente infinita perché sia il sistema di assemblaggio, sia il sistema che tiene unito tutto quanto, sia il materiale stesso sono praticamente garantiti all'infinito". Così a Il Giornale d'Italia Valerio Mazzei, Presidente Edra, in occasione della presentazione della nuova collezione da esterni di Jacopo Foggini a Palazzo Durini.

"Rifacendosi un po' a quello che fu il mondo di secoli fa, ogni tanto viene in mente l'albero degli zoccoli quando facevano con le asce queste cose, diciamo che è riferito molto al mondo contadino questo modo di assemblare così cose in maniera semplice, assolutamente priva di stampi, dove ogni stecca o bacchetta nasce in maniera manuale, dove l'assemblaggio è fatto con il sistema attuale e dove ogni pezzo è per forza diverso dall'altro e poi con la luce sembra di essere sdraiati sull'acqua, è una cosa che ci ha fatto dire sì", conclude.

 

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