Venerdì, 17 Settembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Damien Hirst da Venezia alla Galleria Borghese, ora invade Gagosian

Fino al 23 ottobre altra mostra alla galleria romana. L'artista britannico famoso per aver alzato le quotazioni del mercato dell'arte contemporanea è molto desiderato per la sua 'cospicua' presenza

Di Davide Tedeschini

03 Agosto 2021

Sembra un virus la finta archeologia di Damien Hirst  (Bristol, 1965) che permane in Italia a sprazzi già da qualche anno. Dopo aver letteralmente annichilito la Biennale di Venezia di 3 anni fa con la grossa personale da Pinault, e dopo aver occupato dall'8 giugno scorso le sale della galleria Borghese con 80 opere  -tra le statue di Bernini e i quadri di Caravaggio- con una mostra ancora in corso, si trasferisce alla grande galleria Gagosian di via Crispi dove lo dovremo sopportare ancora per altri 3 mesi fino al 23 ottobre: tra busti classici e statue in marmo dei cartoon Disney,  considerata una 'parodia pop realistica' da benevoli cronisti. Quindi, niente paura, per chi avesse perso la mostra di Damien Hirst alla galleria Borghese o a Venezia -o a chi non interessi aggirarsi tra la confusione antico-contemporaneo- basta fare 20 minuti a piedi e vedere opere simili e multipli -ingresso libro- da 'acquistare' presso la Gagosian di via Crispi, sempre che il portafogli lo permetta: è da annoverare l'episodio dello squalo (fatto venire direttamente dall'Australia) collocato in vasca lunga  6 metri di formaldeide che venne battuto all'asta per 12 milioni di euro nel 2008, poi ceduto a un museo londinese. 

Per essere chiari, nelle volontà dell'autore ogni "reperto" esposto nella mostra 'Forgiving and forgetting', declinato in una grande varietà di materiali, vorrebbe essere rappresentato come emerso dal fondo dell'oceano già a partire dalla serie esposta a Palazzo Grassi a Venezia nel 2017, alla mostra 'colossal Treasures from the Wreck of the Unbelievable'. Ora in rassegna, sculture e nuovi dipinti della serie 'Reverence paintings' con macchie di colore e tocchi a foglia d'oro alla galleria Gagosian di Roma. Il concetto dunque è abbastanza banale, forse rivolto al grosso degli avventori che in estate popolano Roma e le città d'arte: non si capiscono molto le intenzioni dell'artista nell'occupare le location storiche a meno che non si tratti di voler sostenere che -avendo esposto in luoghi come la galleria Borghese- queste opere siano al pari dei capolavori dell'arte italiana e con ciò pretendere che 'valgano' qualcosa sul mercato. Vediamo cosa succederà alle aste di fine anno che presumo -ma questa è una mia opinione- siano state già organizzate per battere i pezzi in esposizione.

Damien Hirst di Bristol, e negli anni '80 studia belle arti al Goldsmiths College di Londra, nel 1988 progetta e cura Freeze, una mostra collettiva divenuta il trampolino di lancio per un'intera generazione di ' Young british artist'. Nel 1991 realizza  l'iconico squalo in formaldeide The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living e successivamente For the Love of God (2007), calco in platino di un teschio tempestato di c.a 8000 diamanti. Opere che spesso vengono citate per il conflittuale rapporto con la realtà socioculturale e il sistema dell'arte sempre pronto ad accettare cose nuove per motivi economici. Non a caso le mostre sono state allestite in alcuni dei più prestigiosi musei pubblici, come la galleria Borghese di Roma. Si può evitare di dare risalto a certe iniziative fino ad un certo punto, ma effettivamente sono 6 mesi che Hirst occupa Roma e a volte di tutto ciò si perde il senso

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x