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Cosa rimarrà della Fashion Week di Milano? Un genio creativo diffuso, e tu che Belva sei? - GALLERY

Era cominciata bene, anzi benissimo. Nella nuova installazione L’Oreal, una scatola magica di design nel cortile di un palazzo di Via Moscova, gli hair stylist più alla moda mi fanno una messa piega al volo e mi sento subito in gran beauté per affrontare i miei appuntamenti da calendario

04 Marzo 2026

Era cominciata bene, anzi benissimo. Nella nuova installazione L’Oreal, una scatola magica di design nel cortile di un palazzo di Via Moscova, gli hair stylist più alla moda mi fanno una messa piega al volo e mi sento subito in gran beauté per affrontare i miei appuntamenti da calendario. Da Parigi il celebra marchio di beauté celebra la sorellanza e la sinergia tra il mondo del beauty e quello della moda. Davanti allo specchio delle mie brame interrogo l’Oreal chi é la più bella del reame. E’ la squadra del L’Oreal che firme le pettinature più iconiche delle sfilate.  Scappo con le Geox ai piedi e mi sembra di volare (anche sulle buche). L’iconica Spherica Plus  che si indossano senza l’uso delle mani con un semplice movimento del piede. Nei colori passe/ partout nero, panna e tabacco. Il loro parka Aerantis  in tessuto 3D, è  ha una resistenza di 5000 colonne d’acqua. Praticamente uno tsunami.
Arrivo appena in tempo per l’inizio del defilé di Ermanno Scervino dove il glam/chic é un magnete per tutte le socialite. Ermanno Daelli, fondatore con Toni Scervino del brand Ermanno Scervino, celebra un traguardo importante, 25 anni di “rock couture”: «E' stato un viaggio di soddisfazioni e sacrifici: ogni collezione richiede intensità, concentrazione e una ricerca costante. Vedere il marchio crescere partendo da Firenze e mantenere una forte identità é una gioia, ma anche un’enorme responsabilità quotidiana”, dicono all’unisono. Ermanno, l’alchimista dei tessuti, in passerella presenta un guardaroba costruito per stratificazioni. Sopra, capi-spalla compatti e severi  riding-coat, mantelle, car-coat, peacoat, fanno da corazza. Anche un morbissimo mongolia montone (in pelo ecologico) rosa cipria lungo fino ai piedi. Sotto, affiorano sottovesti e inserti trasparenti, organze e pizzi. Elena Mirò presenta una capsule Rosso Mirò, per il quarantesimo anniversario del brand  e gli spalanca le porte lo chicchissimo Casa Cipriani.  La linea  intreccia suggestioni nordiche ed eleganza inglese in una palette di grigi, ghiaccio e bordeaux profondi. Righe e jacquard animano blazer strutturati, gonne midi, gonne pantalone e maxi cappotti. 
Izumi Ogino (Anteprima) sceglie l’’artista giapponese che crea le sue opere con sale e naftalina per riflettere sul tempo. Invece Chichi Meroni, (L’Arabesque è il suo concept store in Largo Augusto pieno di suggestioni) si ispira ai costumi dei Ballets Russes di Picasso: scenografiche gonne in neoprene, organza nera, camicie dal collo edoardiano inondate di rouches. Una storia di danza e di leggerezza.

Veracemente Fracomina è un autentico made in Naples, rapporto qualità prezzo è ottimo. E’ il loro punto forza come quello di aver salvato piccoli laboratori artigianali del Vesuviano. L’azienda è passata già alla seconda generazione di Pinetta e Daniela Prisco. Fantasie che occhieggiano a un Emilio Pucci anni’60. Il loro denin grigio è declinato in minigonne plissè e bustier. E hanno fatto pure co/branding con il caffè verace Vesuvio.  

Le quattro stagioni di Hanita, il brand napoletano che da local si fa global. Katia Mottola, designer e docente dello Iuad ( Institute of Universal Art and Design), ha una palette di colori che sfuma dal verde passeggiata all’azzurro polvere d’inverno. Nell' allestimento all’Hotel et de Milan presenta il bermuda in tweed che diventa  gonna pantalone da indossare su calze di pizzo, tailleur gessato e gonna in eco/pelle con alto bustier. 

E’ qui la festa? Le eterne ragazze adrenaliniche di Custo Barcellona vestono glitter, glamour in miniabiti e shorts scintillanti. Sono sexy da morire.

Che belva sei?  Puoi scegliere l’animale che meglio ti rappresenta: il leone, la zebra o la giraffa…nella wonder room, la stanza delle meraviglie di Gianni Chiarini, brand di alta artigianalità. Sembra vera pelliccia anche al tatto, invece è ecosostenibile, bianca punteggiata come se fosse una lince  le borse impreziosite da ciondoli/animalier.

Proiezioni galattiche e esplosioni di nuvole per le magnifiche borse intrecciate di Borbonese con lucchetti e pupazzi che evocano, in maniera sofisticata la follia della Labubu Bag. 

Siamo tutti Santoni, perché amiamo la sua alta, altissima pelletteria. E quando infila lo stivaletto in daino dentro il mocassino colore orange con tacco diventa subito cult. Suggestivo lo specific site fatto di mega tableaux ton sur ton dell’artista Sophie Dellaporte.

Strati, strati e ancora strati di chiffon per le “Ninfee”, si chiama la nuova collezione di Antonio Riva che dall’atelier storico di Corso Venezia si sposta nella galleria di Illulian dove le grandi geometrie di pregiati tappetti fanno da sfondo alle creazioni sartoriali dello stilista. Per i debutti delle diciottenni di buona famiglia, damigelle e red carpet.

Saranno famosi? Sono gli allievi dello Iuad selezionati per la loro performance al Museo Bagatti Valsecchi tra armature medioevali si collocano abiti sculture, 30, 40 ore di lavoro manuale per ogni pezzo. C’è quello ispirato a Otto e mezzo, il capolavoro felliniano, realizzato in celluloide, pellicola cinematografica semi/arrotolata per farci un vezzoso copricapo. Si chiama Sinergie di Forza e mette insieme il maschile e il femminile. Dedicato a Paganini l’abito del napoletano Salvatore Marigliano, disegnata la sagoma della cassa del violino mentre la maschera fa molto Eyes Wide Shut. La Venere della Gentileschi ( interpretato da Roberta Oliveri) porta a passeggio la testa di Salomé nella gabbietta di rame. Intrecciata in metallo anche la gonna.

Il mito di Sophia Loren (cioè Eleganza senza Tempo) lo rilegge l’allieva Sara Pizza, strati di merletto resinato per enfatizzare il volume della gonna.

Eterna Carrà in rosso fiammante di Sara Rusciano è un omaggio alla Raffaella nazional/popolare. Con una ghirlanda in tulle  inamidato. Denim cucito a spigolo e tapezzerie delle antiche seterie borboniche di San Leucio. 

Chiude nel teatrino di via Bergognone, Armani, il Maestro. L’atmosfera è quella dei momenti che segnano una continuità più che una rottura. E' il primo capitolo senza il fondatore. A firmarla è Silvana Armani, la nipote, che raccoglie l’eredità con un gesto preciso: alleggerire. Nessun cambio di rotta spettacolare, ma un lavoro di sottrazione consapevole. “Volevo togliere sempre un po’, ridurre”, racconta. Le giacche sono completamente svuotate, senza interno, le spalle non irrigidiscono, i cappotti lunghi scivolano sul corpo. 

Il look di Madonna da Dolce &Gabbana è già iconico: sottoveste di pizzo nero sotto un blazer maxi, unica nota di colore guanti di pelle turchese. In attesa del debutto del suo video “La bambola”, ispirato all’altra Bambola, Patty Pravo. Cioè l’incontro di due primedonne che hanno rivoluzionato se stesse e il mondo.

Di Januaria Piromallo e Roselina Salemi

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