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PERSONE ANORMALI - Episodio 45 - Ci sarà per sempre un prima e un dopo Tangeri, oppure un prima e un dopo Mondovì, che poi è un po' la stessa cosa

03 Marzo 2026

PERSONE ANORMALI - Episodio 45 - Ci sarà per sempre un prima e un dopo Tangeri, oppure un prima e un dopo Mondovì, che poi è un po' la stessa cosa

Lui se la trova lì, al Caffè MO'VIDA, in piazza Maggiore, che prende un cappuccino e una specie di brioscia seduta ad un tavolino, in tarda mattinata, all'incirca prima dell'ora di pranzo.
Lei è molto bellina: ha un paio di pantaloni di tweed grigi con delle vecchie Dr.Martens basse, un cappotto marrone e sotto un maglione celeste con una sciarpa violetta e sta guardando fuori dalla finestra. Lei non si accorge subito che Lui entra nel baretto con sottobraccio una ragazza molto bella; una rossa con dei grandi occhi grigioazzurri, un taglio di capelli da Nicole Kidman in versione ragazza upper class ed un fisico da indossatrice.
Quando si accorgono l'una dell'altro a Lei le prende quasi uno stranguglione che praticamente le va di traverso la brioscina. Ma senza indugio Lui le si avvicina con uno sguardo talmente illuminato ed è talmente elegantoso e gaio che Lei riesce più o meno a contenere lo strangolamento sopraggiunto, seppure un poco a fatica.
A Lei verrebbe da dire qualcosa come "chi cazzo è questa bomba di TROYA e da quando te la scopi, da ADESSO???" ma si rende conto in un nanosecondo che certamente non sarebbe il caso, né qui né ora, né a Mondovì soprattutto.
A Lui verrebbe da dire qualcosa come "URCA! Bello vederti. MA cosa diavolaccio ci fai qui a Mondovì, COMUNQUE", ma si rende conto in un nanosecondo che sarebbe una uscita lo stesso sbagliata, quindi rimodula ancor prima di partire a dire cazzate, buttandola subito sul casualissimo, come se fosse normalissimo trovarla lì a mille miglia da casa

Gisella, ho il notevole piacere di presentarti mia cugina Anastasia

Lei si alza in piedi e si presenta; la cugina Anastasia le porge la mano con un splendidoso sorriso da mannequin strapagata, anche se nella vita fa tutt'altro

Ma allora non ti chiami Gisella!

Dice la cugggina

Beh sì e no

Risponde Lei, ancora con la brioscetta a mezza gola, solo lievemente rassicurata e rassicurante

Ma tu sei un po' russa, con questo bel nome un po' russo?

Dice Lei

No, sono banalmente di qui, piemontese, ma i miei erano banalmente appassionati di letteratura russa, sai com'è... E tu sei proprio di quella buffa città dispersa nel centro-nord dove mio cugino si è trovato, per circostanze mai neanche poi ben chiarite a noi di famiglia?

Chiede la cugina Anastasia

Risponde Lei

Ma come un po' si vede forse dal taglio dei miei occhi ho origini un po' a mescolino, comunque sì, sono nata e cresciuta lì

Anastasia non so se ti avevo raccontato che la sorella di Gisella ha un bel ristorantino cinese-fusion praticamente in centro; se venissi a trovarmi ogni tanto ti ci avrei portata!

Apparentemente Lui nonostante la manifesta gaiezza non sembra voler chiedere della come magica apparizione di Lei, lì a Mondovì, e neanche spiegare granché il perché e il percome. Finiti i semplici convenevoli si limita a chiedere cosa vogliono ordinare e a guardare Gisella, ma non di sottecchi; come per farle capire il messaggio "è magnifico che tu sia qui, veramente, anche se cacchio, veramente non me lo aspettavo".
Ma la cugggina Anastasia inaspettatamente butta la bomba atomica, un po' senza pensarci e stranamente senza preamboli su chi sia Lei e chi no

Gisella, ti fermi qui per capodanno o solo per una gitarella? Devo avvertirti però che non ci sarà gran mondanità qui da queste parti, capirai, solo spumantini e cenette tra vecchi amici, sai com'è, anche qui, in provincia, soprattutto qui da noi...

Al che Lei è presa dal panico e tenta al volo un subitaneo cambio di discorso, sfoderando anche Lei una versione del suo miglior sorriso mondano, però a occhietti vagamente cinesoidi

Ah, ecco, quindi sei di qui anche tu e anche tu abiti in un'altra città?

Riesce ad articolare Gisella

Sì, abito a Torino, banalmente anche stavolta

E ne ridono, ma la domanda di Anastasia resta a mezz'aria come una clusterbomb in discesa sui placidi fabbricati di paese. Ma Lui prende in mano la situazione prontamente, con un disinvolto giro di valzer in latino, che lascia le due ragazze un po' perplesse

Eh infatti. È molto bello che tu sia venuta. Mi farebbe molto piacere se ti fermassi anche per capodanno. Ti va? In latino si direbbe HIC RHODUS HIC SALTA!

Dice Lui, come rivolgendosi ad un pubblico nel bar e pure da qualche parte là fuori dalle vetrate, che non c'è, sulla piazza già non troppo affollata per i prodromi del pranzo

RHODUS? Che per noi caprette un po' troppo ignorantine sarebbe a dire, PROF??

Dice Gisella, sorridendo un poco languida e fintamente ottusangola

MASSÌ, che vorrebbe dire tipo: qui siamo a Rodi e qui si salta! Anche tu Anastasia hai fatto il Classico e non la sai?

In che senso a Rodi?

Chiede Anastasia facendo una boccaccia

Vabbè insomma volevo dire che siccome Gisella è qui qualcosa ci inventeremo!

Ahhhh, ecco

Sbuffa Anastasia

Improvvisamente, come se non fosse Lei a parlare, ma un cazzo di ventriloquo attraverso un pupazzo verde a forma di rospo smeraldino femmina come Lei, Lei dice, forse per una esplosione di timidezza o di non voler pesare su nessuno, o forse come se una forma aliena avesse preso corpo dentro di sé, senza preavviso, lì a Mondovì

Siete molto gentili, vi ringrazio molto, e mi piacerebbe tantissimo, ma ho promesso alle mie migliori amiche di passare il capodanno con loro a Madrid, hanno già preso il biglietto

E rivolgendosi ad Anastasia

Ho pensato di venire a salutare tuo cugino, a cui voglio davvero molto bene, proprio prima di partire. Ho preso un Bed and Breakfast per ieri notte, ma ho il treno per ripartire nel tardo pomeriggio

Oh, mi dispiace, potevi fermarti almeno per cena e stare un altro giorno, che peccato, il cugino mi ha parlato di te, facendo un quadro michelangiolesco!

Dice Anastasia

Davvero? Michelangiolesco? Eh figuriamoci, addirittura! Ma...

Dice Lei, di colpo un po' ulteriormente confusa, con le orecchie quasi prese da una specie di lieve acufene

Lui resta abbastanza senza parole, anche se non se ne dà troppo a vedere

Vieni almeno a pranzo da noi, se proprio devi ripartire oggi. A che ora hai il treno?

Sancisce Anastasia

Lei non ha proprio presente l'orario dei treni, ovviamente; non aveva pensato concretamente al ritorno, se non in teoria, e soprattutto non aveva voluto pensarci e probabilmente era venuta per restare un tempo indeterminato e indefinibile, lì con Lui, persino a tratti senza tornare indietro in città, fors'anche... e balbetta qualcosa come

Non mi ricordo, devo riguardare l'orario, ma verso le cinque e mezza mi pare

E allora fai in tempo, dai! Prendiamo il caffè e andiamo verso casa!

Sussulta la cugina

La cugina Anastasia sembra quasi determinata a non farla scappare, magari per convincerla a restare o chissà, solo perché le è simpatica

Ma non voglio rompervi le scatole, fare irruzione così in famiglia, non invitata, avrete le vostre cose, non lo so, i parenti, i vostri impegni

Dice Lei, quasi afona

Lui per non dispiacere la cugina riprende un sorriso di minor circostanza e ritorna in qualche modo ad una forma lieve di gaiezza iniziale, anche se un po' simulata a ben vedere

Beh su, dai, poche storie: la cucina cuneese, a parte le lumache e l'agnello, che personalmente mi fanno orrore entrambi, è quasi quasi persino meglio del CINESE di tua sorella, dicono, anzi qua ne sono convinti eh! Che dici, gli agnolotti del plin e i tajarin al tartufo sono meglio dei ravioli al vapore e dei dumplings?

Anastasia ride della battuta fessa; loro due un pochino meno, ma fanno finta di essere entusiasti lo stesso, di questo pranzo qua, per quanto scontatamente buono. Anastasia ha comprato gli agnolotti mezz'ora fa e li mostra orgogliosa a Gisella tirandoli fuori da un borsotto da spesa

Menomale che ne ho presi per un reggimento! Ho proprio fame anch'io

Ride Anastasia nella sua sfolgorante bellezza da modella della Fashion Week di Milano Parigi e Londra, anche se lei fa l'avvocato divorzista.
Il mondo le sorride ad Anastasia, ad ogni passo. Ha avuto tutte le fortune dalla vita; la bellezza, il buon carattere, il censo, le buone maniere, una decorosa formazione e una promettente carriera.
Non a tutti sorride il mondo però, oggi a Mondovì. Qualcuno ha fatto un passo inconsulto ed imprevisto e qualcuno è passato da una quasi spensieratezza ad un'ombra.

Di Lapo Mazza Fontana

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